Casa di bambola/L’altra Nora - Teatro Valle (Roma)

Scritto da  Venerdì, 13 Marzo 2009 

casa di bambolaDal 3 al 15 marzo. Lunetta Savino porta in scena i tormenti di Nora, una donna soffocata dalla propria vita e da uno scomodo segreto, che riappare dal passato sgretolando in breve tempo la sua fragile ed infelice esistenza. Un cast eccezionale regala delle intense interpretazioni per uno spettacolo classico, per l’occasione riproposto in chiave contemporanea dal regista Leo Muscato.

 

 

 

 

Teatro Stabile delle Marche - Leart' presentano
Lunetta Savino, Paolo Bessegato in
CASA DI BAMBOLA - L'ALTRA NORA
da Henrik Ibsen

con Riccardo Zinna, Salvatore Landolina e Carlina Torta
scene Antonio Panzuto
costumi Federica Sala
disegno luci Alessandro Verazzi
drammaturgia e regia Leo Muscato

 

Una splendida Lunetta Savino è la protagonista di “Casa di Bambola – L’altra Nora”. Lo spettacolo, scritto magistralmente da Henrik Ibsen due secoli or sono, viene riadattato per le scene contemporanee da Leo Muscato, con un risultato a nostro modo di vedere esaltante.

Tutta la trama ruota attorno alla protagonista, Nora, che custodisce un segreto scottante proveniente dal suo passato. Quarantenne, con tre figli, per curare e salvare la vita al marito gravemente malato ha contratto un prestito in modo illegale, falsificando delle firme pur di ottenere il denaro tanto agognato. Per ripagare questo debito ingente ha lavorato per tutta la vita, senza tuttavia riuscire ad estinguerlo. L’elezione ad una carica prestigiosa del marito, all’oscuro del segreto della donna, sembra risolvere in modo definitivo i problemi, ma a rovinare tutto entra in scena il presta-soldi, che inizia a ricattare Nora. L’uomo teme, infatti, che il marito della protagonista voglia farlo licenziare, ora che ha assunto una carica importante, e minaccia la povera Nora di rendere pubblico il suo segreto se lei non impedirà questo licenziamento. Dopo una lunga ed angosciante serie di tentativi di risolvere la situazione da parte della donna, il marito verrà a sapere la verità, rimproverando duramente Nora e lasciandosi quasi andare alla violenza perché preoccupato per la sua reputazione. La questione in realtà si risolverà comunque in modo positivo per i due, ma Nora reagirà con indifferenza, oramai disincantata rispetto alla propria vita e nei riguardi del suo passato. Questo disincanto la porterà ad allontanarsi definitivamente dal marito e dai figli arrivando rapidamente ad una decisione drammatica e definitiva.

L’opera del grande drammaturgo norvegese ripudiava i valori fondanti della cultura ottocentesca e soprattutto il moralismo ed il sentimentalismo insito nell’umanità e soprattutto nella drammaturgia di quel periodo; l’intento era quello di creare un conflitto tra una società borghese fatta di conformismo, ipocrisia ed ingiustizia e l’individuo, con i suoi sentimenti e la sua umanità. Il personaggio di Nora rappresentava in sé il rifiuto dello standard familiare dell’epoca, ma anche la profonda protesta verso la condizione delle donne, obbligate a vivere le proprie esistenze nell’ombra degli uomini e costrette a rispettare ferree regole familiari e religiose. Uno spettacolo che scandalizzò la società ottocentesca, tanto che le attrici si rifiutavano di interpretare il ruolo della protagonista.

Muscato reinterpreta lo scritto di Ibsen, eliminando qualsiasi riferimento pertinente all’Ottocento e non effettuando alcun cenno alle tematiche concernenti il femminismo e la religione; cerca piuttosto di salvaguardare il rapporto diretto tra i protagonisti ed il pubblico, ambientando lo spettacolo nel mondo contemporaneo e contestualizzandolo nella società di oggi. Il personaggio di Nora quindi si avvicina alla figura di tante donne del presente, che vivono da estranee la propria vita, sempre condizionate dalla volontà di qualcun altro. Muscato cerca di concentrarsi su una leggera, e appena accennata, follia della protagonista, non intesa come una vera e propria malattia mentale, quanto come un forte disagio nei confronti della vita, quasi un atteggiamento di protesta verso il destino, piuttosto che una reale patologia. La povera Nora viene travolta da una situazione nella quale era certa di aver agito per il bene del marito. Non ricevendo comprensione o appoggio da parte di nessuno la protagonista si nasconde dietro talune stranezze comportamentali che caratterizzano il suo personaggio: dal canticchiare ossessivamente il ritornello di “Nothing compares to you” allo stringere con forza un orsacchiotto di pezza estraniandosi da ciò che la circonda. Di fronte al suo disagio nessuno sembra accorgersi di nulla: né il marito, né gli amici, opportunisti e fortemente ipocriti. Nora cerca di non arrendersi a tutto ciò e, esasperando ogni sentimento ed ogni comportamento, rimescola le carte in tavole, sconvolgendo i rapporti interpersonali delle persone che conosce, nel tentativo di creare una nuova realtà, priva di falsità e perbenismo. Questo tentativo però fallirà e Nora si troverà a confrontarsi con la sconfitta, che la tormenterà fino all’inevitabile e definitiva uscita di scena.

Il risultato del lavoro di Leo Muscato è uno spettacolo intenso ed appassionante, da affrontare tutto d’un fiato, quasi come un pugno nello stomaco. Una rappresentazione dalle tinte forti, ma che ben rappresenta lo spirito che Ibsen aveva conferito alla propria opera. Un cast veramente di valore impreziosisce, con interpretazioni di ottimo livello, uno spettacolo importante ed esaltante. Assolutamente convincente è Lunetta Savino, che riesce a far trasparire perfettamente dalla sua Nora quel senso insopprimibile di inadeguatezza, follia e ingenuità che caratterizza il personaggio; accanto a lei, in una perfetta sinergia, troviamo Paolo Bessegato, Riccardo Zinna, Salvatore Landolina e Carlina Torta. Le scene sono assai realistiche, aiutate in questo dalle perfette luci di scena, che grazie al lavoro di Alessandro Verrazzi regalano alla messa in scena un’atmosfera a tratti rarefatta, a tratti molto piena ed aderente alla realtà.

In definitiva uno spettacolo veramente consigliabile, appassionato ed appassionante, che riesce a trasmettere perfettamente al pubblico il senso di forte disagio e dolore vissuto da una donna come Nora, imprigionata in una gabbia familiare soffocante, non molto dissimile da quelle che purtroppo costringono ancora molte donne nella nostra società.

 

Teatro Valle – Roma

Via del Teatro Valle 21, 00186 Roma

Telefono 06/68803794 – 06/6861802 – 06/6869049

Orario biglietteria: dalle ore 10.00 alle ore 19.00, giorno di chiusura lunedì

Biglietti: Platea/Palchi di platea €30,00 (ridotto €26,00), Palchi di I e II ordine €25,50 (ridotto €21,50), Palchi di III ordine €16,00 (ridotto €14,00), Galleria €16,00 (ridotto €14,00), Posti a scarsa visibilità €5,00 (in vendita a teatro esaurito)

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, domenica ore 16.45

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Silvia Taranta, Ufficio Stampa ETI (Ente Teatrale Italiano)

Sul web: www.teatrovalle.it

 

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