Carmen - Piccolo Teatro Strehler (Milano)

Scritto da  Sabato, 09 Maggio 2015 

Dal 5 al 17 maggio va in scena, al Piccolo Teatro Strehler di Milano, la "Carmen" mediterranea della trascrizione innovativa ideata da Mario Martone, regia, Enzo Moscato, drammaturgia, e Mario Tronco, direzione musicale dell'Orchestra di Piazza Vittorio. É un allestimento anomalo, ispirato al capolavoro di Bizet, prodotto dallo Stabile di Torino con il Teatro di Roma. Iaia Forte (nel ruolo di Carmen) e Roberto De Francesco (nei panni di Cosé-Don José) ci presentano Carmen sullo sfondo di una Napoli, regno dell'eccesso, cambiata tante volte restando sempre la stessa, proprio come la protagonista.

 

CARMEN
di Enzo Moscato
adattamento e regia Mario Martone
direzione musicale Mario Tronco
con Iaia Forte e Roberto De Francesco
e con Ernesto Mahieux, Giovanni Ludeno, Anna Redi, Francesco Di Leva, Houcine Ataa, Raul Scebba, Viviana Cangiano, Kyung Mi Lee
arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
musiche ispirate alla Carmen di Georges Bizet
esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio
(in ordine alfabetico): Emanuele Bultrini, Peppe D'Argenzio, Duilio Galioto, Kyung Mi Lee, Ernesto Lopez, Omar Lopez, Pino Pecorelli, Pap Yeri Samb, Raul Scebba, Marian Serban, Ion Stanescu
scene Sergio Tramonti - costumi Ursula Patzak - luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper - coreografie Anna Redi
aiuto regia Raffaele Di Florio - assistente scenografa Sandra Müller
Coproduzione Teatro di Roma e Fondazione del Teatro Stabile di Torino


Con le prime note dell'Orchestra di Piazza Vittorio si sente l'urgenza, l'ineluttabilità, che condurrà ad una fine implacabile. Carmen avanza a tentoni sul palco semivuoto, con dei grandi occhiali scuri. Parla di sé, filosofa e puttana, scombinata e anarchica, delle sue tante vite, difficili da comprendere per chi si nasconde dietro pregiudizi. E poi parla lui, il marmittone, il soldato Cosè-Don José, che si è innamorato sino alla perdizione di quella donna dalla voce bastarda, meticcia, creola, falsa, arabofrancese, africana, portoghese, latina, napoletana, come se tutto confluisse in lei.

Non è necessariamente bella, non è per forza giovane, ma è capace di far innamorare gli uomini per quel suo fare incantatore, per quella fame di vita e di libertà. E, tra la zingara partenopea e il soldato settentrionale, scorre Napoli, la sua lingua che canta, la sua musica; è come un grande carrozzone della vita che, come quello della morte, “va avanti da sé, con le regine, i suoi fanti i suoi re”.

E sul palco, che si popola delle scene di Sergio Tramonti e si illumina con le luci di Pasquale Mari, sfilano puttane, soldati, donne cannone, toreri, contrabbandieri, nani e musicisti. Qualcuno sale, qualcuno scende. Tornano in scena anche i morti uccisi per gelosia da Cosé, che non trovano pace. E rivendicano il loro ruolo sul carrozzone, che fra luci da lunapark e musica vorticosa e assordante, avanza sul palco.

Ma l'illusione è breve. Il carrozzone si ferma. La musica pure. Si spengono le luci colorate. Carmen vi vorrebbe salire per ritrovare il torero magrebino che l'ha incantata con la sua voce, ma José, rifiutato definitivamente, estrae un coltello e acceca quegli occhi che gli hanno negato il paradiso. Ma Carmen libera è nata e libera morirà! Anzi, a dire il vero, non muore, viene solo accecata, come la devastante gelosia ha accecato l'amore di José.

Spettacolo vitale, ha un che di maestoso e fluido al contempo. Della Carmen di Bizet e dei suoi librettisti Henri Meilhac e Ludovic Halévy, che si erano ispirati alla novella omonima di Prosper Mérimée (1845), conserva l'essenza, nonostante la diversa ambientazione e le metamorfosi di alcuni personaggi, come il Torero. Martone lascia all'Orchestra di Piazza Vittorio un grande spazio. Forse perchè questo gruppo musicale meticcio, nato a Roma nel 2002, ha raggiunto, proprio grazie alle differenze dei percorsi musicali e culturali dei singoli componenti, una sonorità unica, che tutto ingloba; proprio come la lingua di Carmen o di Napoli o del suo teatro popolare (Raffaele Viviani), cui Enzo moscato rende omaggio.

Lo spettacolo apre “La lunga estate al Piccolo” con oltre 300 appuntamenti nel semestre di “Expo in città” da ottobre a maggio 2015.

 

Piccolo Teatro Strehler - Largo Greppi 2, Milano
Per informazioni e prenotazioni: servizio telefonico 848.800.304
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30 (salvo giovedì 7 maggio ore 15, pomeridiana per le scuole); domenica ore 16; lunedì riposo
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata: 75 minuti senza intervallo

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Valentina Cravino, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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