Caos (remix) - Teatro Litta (Milano)

Scritto da  Sabato, 18 Luglio 2015 

E' intitolato "Caos (remix)" il divertente e stimolante spettacolo che la compagnia Quelli di Grock ha portato in scena al Teatro Litta in Sala Grande dal 7 all’11 luglio, come simbolo della nuova unione tra Teatro Litta e Quelli di Grock nel progetto Manifatture Teatrali Milanesi. Si chiamava ‘Caos’ lo spettacolo messo in scena per la prima volta nel 1988 da questa magnifica compagnia di mimi e atleti, virtuosi fantasisti del palcoscenico. Ha fatto la storia di chi l’aveva creato, girando mezzo mondo e riscuotendo successi ovunque. Poiché il senso del teatro è di tramandare le esperienze umane, anche questo spettacolo rinasce dalle sue ceneri dopo quasi 30 anni e viene riproposto con qualche novità rispetto all'impianto originale, conservando però inalterato il proprio senso: viviamo tutti in un mondo poco sincronizzato con la nostra natura e cerchiamo di sopravvivere adattandoci per somigliare gli uni agli altri, pure se si vive di grandi confusioni.

 

Quelli di Grock presenta
CAOS (remix)
progetto e regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido
con Ludovico D'Agostino, Jacopo Fracasso, Andrea Lietti, Marie-Rose Mayele, Isabella Perego, Simone Severgnini, Maria Cristina Stucchi
coreografie Susanna Baccari, Valeria Cavalli
scene e disegno luci Claudio Intropido
consulenza musicale Gipo Gurrado

 

Il progetto e la regia sono di Valeria Cavalli e Claudio Intropido, le coreografie di Susanna Baccari e Valeria Cavalli, le scene e il disegno luci di Claudio Intropido, la consulenza musicale di Gipo Gurrado. Gli interpreti sono realmente infaticabili nel correre sur-place, precipitarsi da una parte all'altra, fare capriole, saltare, recitare e infine, in un generale commiato bagnato, lanciarsi addosso acqua fra di loro per poi tuffarsi pancia a terra sull’acqua finita sul palcoscenico in un modo così infantile e felice da farsi quasi invidiare per il coraggio dei movimenti. E pensare che all’inizio il gruppo di giovani e belli ragazzi e ragazze sembra composto da imbranati, dal momento che una voce fuori campo insegna loro come si indossano le calze, poi le scarpe, come si allacciano per andare infine a scorrazzare per la città. Ci sono alcune gag ironiche fra quattro ragazzi e tre ragazze che cominciano in silenzio a correre da fermi per un bel po’ prima di iniziare la loro maratona che li tieni sempre sul medesimo posto, fino a quando prendono a muoversi in quadri gestuali per poi tornare fermi. Quindi parlano del loro lavoro, basato sul movimento casuale ma coordinato.

Il pubblico inizia a ridere qua e là, la risposta degli spettatori non è univoca ma lo spettacolo in cui chi sbaglia fa perdere la pazienza agli altri e provoca discussioni incuriosisce, così come si apprezza l’evidente fisicità di tutti. E difatti alcuni dei protagonisti lamentano la mancanza del gruppo, della coralità… ovviamente fa tutto parte dello spettacolo, sia le armonie sia le divergenze fra i componenti dei gruppi finché si vanno a interpretare le capacità del pianto, della smorfia, del riso; ci sono inchini, saluti, baci, abbracci, suoni di tamburi e gli interpreti vanno e vengono, arrivando repentinamente da diversi punti del palcoscenico, corrono, si accomodano su sedie e panche, saltano. Restano immobili. E di nuovo saluti, baci dalla forte gestualità espressiva in vari intermezzi accompagnati da musiche diverse, tra cui una ‘Malagenia’ che sembra proporre un vecchio flamenco dal sapore messicano. Giochi di luci e atmosfera di città, conditi da alienazione e ricerca del sé fra ripetizioni continue, come a imparare cosa possa essere la vita.

Alcuni brani musicali, tra cui la struggente canzone di Edith Piaf ‘Non, je ne regrette rien’, creano suggestioni potenti, enfatizzando le sensazioni trasmesse dalla compagnia che esprime infine paura in un gioco di grandi pannelli usati per mostrarsi o nascondersi tra la nebbia, su un tappeto sonoro di musica techno. Sono sempre storie assurde, in fondo, ma belle da vedere come le tante scale, forse metaforiche ma qui molto fisiche, dove ognuno sale e scende ininterrottamente facendo venire il fiatone a metà del pubblico che inevitabilmente si immedesima. Si termina con dei brillanti assoli e lunghi applausi meritati per ciascuno dei sette protagonisti: Ludovico D’Agostino, Jacopo Fracasso, Andrea Lietti, Marie-Rose Mayele, Isabella Perego, Simone Severgnini e Maria Cristina Stucchi. Ma, inutile sottolinearlo, è il caos dell’acqua quello che resta decisamente il pezzo più indimenticabile, tra la paura e un po’ il desiderio di essere inondati, visto il caldo che ci aspetterà fuori in questa Milano bollente di luglio.

 

Teatro Litta - corso Magenta 24, 20123 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/86454545, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20:30
Biglietti: intero €21, ridotto €11/15
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Diana Belardinelli, Ufficio stampa Teatro Litta
Sul web: www.teatrolitta.it

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