Cantica II, Divina Commedia - Teatro Olimpico (Roma)

Scritto da  Domenica, 03 Aprile 2011 
Cantica II - Divina Commedia

Dal 29 marzo al 10 aprile. Dopo il successo ottenuto la scorsa stagione con “Inferno”, torna a Roma al Teatro Olimpico la compagnia di Emiliano Pellisari, a chiusura del Festival Internazionale della Danza promosso dall'Accademia Filarmonica Romana e dal Teatro Olimpico, con il nuovo spettacolo “Cantica II - Divina Commedia”, ossia il secondo episodio tratto dalla trilogia sulla Commedia dantesca.

 

 

Teatro Olimpico ed Emiliano Pellisari Studio presentano

CANTICA II, DIVINA COMMEDIA - PURGATORIO

Una creazione di Emiliano Pellisari

Cast artistico: Mariana Porceddu, Annalisa Ammendola, Giulia Consoli, Gabriele Bruschi e Yari Molinari

Musiche: Repertorio classico rielaborato da Riccardo Magni

Consulenti musicali: Domenico Bulla e El Sander

Voci recitanti: Nicola Marcucci e Laura Amadei

Costumi di Yari Molinari

Disegno Luci di Matteo Taverna

Uomo Macchina: Christian Pinchiorri

 

Cantica II - Divina CommediaMentre nell’ “Inferno” a fare da protagonisti erano i corpi nudi dei ballerini, il “Purgatorio” è il regno dei costumi, delle gonne spumose, dei tessuti, andando a ricreare un ambiente elegante e sofisticato. Gli abiti di scena  assurgono dunque a un ruolo essenziale nello spettacolo, non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale, con il compito di etichettare i personaggi, mostrandone la dimensione civile ed il ruolo sociale.

La rappresentazione si apre con una donna in posizione fetale dentro una grande palla trasparente: la donna vola, come sospesa in una sorta di liquido amniotico. Secondo l’autore Emiliano Pellisari, è l’anima a cui Dio ha dato la vita e che ha il libero arbitrio di scegliere tra il bene e il male, tra lo slancio verso l’alto o l’inesorabile caduta. La musica di un carillon fa da sottofondo.

Buio, sul palco ritroviamo due giovani immateriali che giocano con una palla: la sfera, simile a quella che faceva da rifugio alla ragazza nella prima scena, viene accettata o rifiutata dai due giovani: la sfera simboleggia il bene ed il gioco tra i ragazzi le relazioni umane.

Ancora buio. Siamo arrivati ad una porta, una cornice fluorescente nel buio, un ingresso da varcare per entrare nel Purgatorio: all’interno di questa personaggi appaiono e scompaiono, si nascondono e riescono fuori.

Lasciamo la voce incantata della donna che faceva da sottofondo musicale alla scena precedente, per trovare Debussy e due giovani che rappresentano Adamo ed Eva, i cui corpi si intrecciano immateriali nell’aria, a testimoniare l’atto sessuale come peccato originale.

Cantica II - Divina CommediaE ancora Mozart, con ‘Il Flauto magico’: un uomo, legato alle mani ed ai piedi, si muove con i gesti legnosi e legati tipici di un burattino, che rappresenta la figura debole manovrata dai politici. Ed ecco ad un tratto fare ingresso nella scena la trasposizione del male politico, una donna altissima che sovrasta il burattino, con dei trampoli al posto delle gambe, a testimoniare la vittoria del male sul bene. La scena termina con le parole di Dante: ‘Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo.’

Ed ecco il pianoforte, e tutti e sei i danzatori sul palcoscenico, a raffigurare allegorie fatte da corpi per rappresentare i sette peccati capitali. I corpi sinuosi si disperdono e si ricompongono, per formare la A di avarizia, poi si trasformano nella sagoma di un occhio che simboleggia l’invidia, ancora l’albero dei golosi, la pena dell’incaprettamento in aria degli accidiosi, l’ira, ossia un uomo che si dimena all’interno di una gabbia formata da altri corpi, ed infine la fiamma della lussuria. Un capolavoro.

Le parole di Dante ci fanno capire di cosa si sta parlando – l’interpretazione in alcuni casi risulta essere piuttosto complessa – ‘Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta non donna di province, ma bordello!’ L’Italia è dunque una fanciulla, una ballerina candida in tutù bianco, che passa di mano in mano tra due uomini, rappresentanti gli uomini politici, nascosti dietro maschere bianche, che la violentano e la lasciano nuda sul palco, sulle note di Rossini.

Si passa a Stravinskj, con la ‘Sagra della Primavera’: un mare bianco sul palcoscenico, dietro il quale si erigono e si nascondono i corpi dei danzatori. E’ il fuoco del Purgatorio.

Altro passo particolarmente emozionante è quello in cui il protagonista è lo stesso Dante, un danzatore non più sul palco e non più legato dai fili, ma che si esibisce sull’avanpalco, tra il pubblico, mantenendo la stessa leggiadria e evanescenza nei movimenti. L’uomo si rivolge poi verso il palco e, in un gioco di luci e di specchi, incontra il proprio clone: la sua identità muta continuamente da un essere maschile ad uno femminile, fino a trasformarsi definitivamente in donna.

Cantica II - Divina CommediaIndubbiamente, quello che più colpisce dello spettacolo è la scenografia, che viene costruita su più piani di luce e proiezione, i quali permettono la comparsa e scomparsa improvvisa dei personaggi sul palco, o la visione frammentata di parti dei corpi, elementi indispensabili per rimarcare l’immaterialità dei corpi e l’allegoria della narrazione.

I sei ballerini sono bravissimi, ed i loro corpi scolpiti si muovono sinuosamente in virtuosismi che hanno dell’acrobatico, dal momento che si muovono sospesi nell’aria, legati soltanto da fili elastici, creando un’armonia che lascia a bocca aperta.

Ovviamente, onore e merito vanno all’autore Emiliano Pellisari, da sempre operante in campo artistico: è stato autore teatrale (finalista Ricer Ater Tondelli 1999, vincitore Enzimi 2000), scrittore (“Dalla coppola al colbacco”, Castelvecchi, 1998), ha fatto esperienza nel cinema come organizzatore, regista  e sceneggiatore (“Tritone”, “Korti”, Rai 2, 1998; “Banane a Bahamas”, “Aprea”, 1999), è stato organizzatore teatrale (Attori&tecnici a Roma e al Teatro della Tosse di Genova), produttore esecutivo di eventi dal vivo (“Navigazioni”, Genova 2004 – “Luzzati”, “Barcolana”, Trieste 2004), scenografo, costumista, illusionista, regista teatrale, coreografo sui generis e, infine, produttore di se stesso. Lo spettacolo, come tutti gli altri, è stato studiato e perfezionato nell’Emiliano Pellisari Studio, uno spazio teatrale dove vengono sviluppate tutte le tecniche coreografiche utilizzate nelle rappresentazioni teatrali.

 

Teatro Olimpico - Piazza Gentile da Fabriano 17, Roma

Orario spettacoli: tutti i giorni ore 21, domenica ore 18, giovedì 7 aprile riposo

Biglietti: poltronissima 30,00 € + 3,00 € diritto di prevendita

poltrona/balconata 25,00 € + 2,50 € diritto di prevendita

galleria 20,00 € + 2,00 € diritto di prevendita

junior 4-14 anni 14,00 € + 1,00 € diritto di prevendita

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.3265991, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Serena Lena

Grazie a: Ufficio Stampa Teatro Olimpico

Sul web: www.teatroolimpico.it - www.emilianopellisari.it

 

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