Cans - Teatro Belli (Roma)

Scritto da  Sabato, 24 Ottobre 2015 

Al Teatro Belli, nell'ambito della XIV edizione della rassegna "Trend - Nuove Frontiere della Scena Britannica" a cura di Rodolfo di Giammarco, è andato in scena “Cans”, di Stuart Slade. Nato a Bristol ed ora a Londra, Slade è il Direttore Artistico del Kuleshov Theatre e il direttore creativo di Ivanov Films. Il suo testo è andato in scena per la prima volta nel novembre del 2004 presso Theatre503, ed è stato nominato agli Offies (The Off West End Theatre Awards) come Best Play e Most Promising New Playwright. Ha scritto inoltre Deep Roots, Of Mice and Len, Pain is Weakness Leaving the Body.

 

Produzione Uffici Teatrali presenta
CANS
di Stuart Slade
con Filippo Gili e Barbara Ronchi
scene e costumi Francesco Ghisu
traduzione di Valentina De Simone
regia Filippo Gili

 

Cans è una lattina. Dove si stappa, acre, una storia d’amore interrotta. Un’orchestrazione di ricordi a due fiati, lo scoppio di una formazione. Una lattina dalle lenti distorte, com’è distorto il sarcasmo di un recupero impossibile, com’è distorta la gioia di una impotenza sublime, com’è distorta la consapevolezza progressiva di un mondo a mille bocche e senza orecchie. E la scoperta, facendo il giro del dolore, di un pregiudizio non deformabile perché necessario, e di una colpa troppo vera per immiserire l’amore che le gravita intorno. Il tutto dentro un garage: mezzanino di pietra fra il pubblico e il privato; epiglottide che separa, unendole, coscienza politica, e quella ‘merda privata’, infine, così compresa, così amata, così accettata.

Cantina, lattine, topi, sacchi neri, uno zio, una nipote, il suicidio di un padre diffamato, esemplare.

I topi corrono in casa di notte, solleticano gli incubi della madre, tornano...e tornano… vanno affogati nel secchio colmo dell'inconscio. Jen se ne sta su una sedia, chiusa nella sua felpa, con l'anima oppressa dalla perdita ed il cuore comunque lieve per l'amore, l'esempio, fin lì ricevuto. Len fa il lavoro sporco. Len pulisce, Len… un fratello vissuto all'ombra, sulle spalle del fratello, adagiatosi in disparte, si scrolla di dosso l'insipienza per farsi Cicerone di Jen, nel suo imprevisto viaggio nella verità.

Cresce Len, coglie l'occasione per farsi finalmente uomo, accogliere, scuotere, offrire la propria accettazione della fragilità umana, dell'incomprensione per gli esiti delle vite. Jen china, sorride, mostra la sua determinata tenerezza, il suo malinconico, illuminato disincanto. Accetta la possibilità di conoscere finalmente uno zio, finora occasionale, accetta che si prenda cura di lei, sorseggia, condivide la birra, sorseggia lattine scosse, impertinenti, come lui, come lei, si prende cura di lui. Rovesciano pezzi di statuine, provano a ricomporre i frammenti della loro esistenza, leggono il copione della loro vita, quasi come avessero bisogno di conferme, non credono ai loro occhi, alle loro orecchie.

Dissacrano, si provocano, Jen afferma il suo esser ormai donna, con malizia, Len non si lascia intraveder intimorito. La luce della verità lascia ripiombare il buio, crolla il castello dorato dell'apparenza, le accuse sul padre perfetto sono vere, uomo imperfetto, debole, biasimevole, fratello generoso, padre protettivo, esaurisce il suo coraggio in una lussuosa stanza d'hotel, lascia un sottobosco in fermento, abiti sbrindellati, abiti buoni, abiti vecchi, abita i pensieri, lascia spazio, per Jen e Len, ad un coraggio, ad un abbraccio.

Ottimo il lavoro registico di Filippo Gili e la sua interpretazione di Len, che restituisce la giusta rabbia, ironia e consapevole impotenza del personaggio. Ipnotica Barbara Ronchi nella sua delicata, solida affermazione di presenza di Jen.

 

Teatro Belli - Piazza Santa Apollonia 11/a, Roma (Trastevere)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06 5894875, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: TREND, nuove frontiere della scena britannica XIV edizione, dal 13 ottobre all' 11 dicembre, ore 21.00
Biglietti: posto unico €10

Articolo di: Enrico Vulpiani
Foto di: Matteo Nardone
Grazie a: Paola Rotunno e Margherita Fusi, Ufficio stampa Trend
Sul web: www.teatrobelli.it

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