Caligola - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Martedì, 11 Ottobre 2011 
Caligola

Dall’1 al 23 ottobre. Sullo storico palcoscenico del Teatro della Cometa viene proposta la personale rivisitazione che il regista Pino Micol fornisce del capolavoro indiscusso di Camus, quel “Caligola” che rappresentò per l’autore un vero e proprio file-rouge esistenziale, l’opera su cui lavorò per oltre vent’anni, attraverso tre differenti stesure ed un processo di profonda rielaborazione e sintesi drammaturgica. Una rilettura a metà strada tra modernità e tradizione, una solida prova recitativa degli attori protagonisti in scena, un parallelismo vivido e inquietante tra la follia omicida dell’imperatore romano e quella che contraddistingue tutti i regimi totalitaristici, di ieri e di oggi.

 

 

Al Teatro della Cometa

Una rappresentazione di

CALIGOLA

Parigi 1941, durante l’occupazione nazista

di Albert Camus

versione in lingua italiana di Riccardo Reim

con Manuele Morgese (Caligola), Alessio Di Clemente (Cherea), Maria Letizia Gorga (Cesonia), Franco Mirabella (Elicone), Gianluca Merolli (Scipione)

e con Adriano Evangelisti, Armando Iovino, Massimo Lello (senatori)

regia Pino Micol

 

CaligolaCaligola” rappresenta probabilmente l’opera maggiormente complessa e significativa nell’ambito della produzione teatrale di Albert Camus, parentesi a cui l’autore si dedicò con il medesimo entusiasmo e lacerante intensità che riversava nella speculazione filosofica e nella sua attività di romanziere. L’opera drammaturgica fu inizialmente concepita nel 1937 e poi fortemente rimaeggiata sino al 1958, allorchè ne fu pubblicata la versione definitiva a soli due anni dalla prematura e tragica morte dello scrittore francese in un incidente automobilistico. Pino Micol viene coadiuvato, nell’addentrarsi tra le tumultuose pagine del testo originale, dal regista e scrittore Riccardo Reim, in questa circostanza impegnato nella traduzione in lingua italiana: il punto di partenza è stato la seconda stesura del 1941, con numerosi riferimenti anche alla prima. Le vicende atroci ed angoscianti, le efferate violenze e melodrammatiche stravaganze che caratterizzarono l’epilogo del regno di Caligola vengono raccontate attraverso un espediente di carattere metateatrale: sin dallo spalancarsi del sipario ci troviamo proiettati in una Parigi dilaniata dall’invasione nazista, per la precisione all’interno del magazzino spoglio, buio ed inospitale in cui una compagnia ricca di passione, ma probabilmente alle prese con stringenti difficoltà finanziarie, sta mettendo in scena l’opera di Camus appena completata; all’esterno infuriano un temporale minaccioso e le sparatorie dell’assedio con cui Hitler seminava il terrore tra i boulevard parigini. In un’immediata e simbolica simmetria tra la furia omicida partorita dalla mente stravolta del giovane imperatore romano e le folli ed apolicalittiche epurazioni razziali messe in atto dal fuhrer (suggerendo che talune dinamiche storiche sembrano tornare a ripetersi ciclicamente, e gettando uno sguardo quanto meno preoccupato alle contingenze che ci troviamo attualmente ad attraversare) riviviamo in questo modo alcuni degli episodi più rilevanti della parabola discendente del sovrano verso la più oscura e sadica abiezione.

Nell’opera di Camus l’evento scatenante del suo crollo emotivo viene rintracciato nella scomparsa improvvisa della sorella Drusilla, alla quale era legato da un’incestuosa passione, e alla conseguente scoperta della tragica insensatezza della morte: privo di ogni legame affettivo, Caligola ripudia ogni umana sensibilità, travalica i più elementare freni inibitori e, con scientifica e fredda razionalità, instaura un regime del terrore sostanziato dal massacro di ogni potenziale oppositore, perseguitando la classe senatoria a lui avversa e avventurandosi in soprusi e capricci sempre più esorbitanti e grotteschi; al suo fianco rimarranno sino all’ultimo istante solamente la devota Cesonia (che nutre verso di lui un sincero affetto, fusione di protettivo spirito materno, lasciva sensualità e schiavitù al fascino prepotente esercitato dal potere) ed il fedele servo-faccendiere Elicone, sempre pronto a soddisfare ogni sua bizzarria. La girandola di violenze e massacri innescata dall’imperatore colpirà persino l’unica persona che aveva sempre mostrato verso di lui una sincera amicizia ed una dolcezza fraterna, ovvero il giovane Scipione del quale farà trucidare il padre, senza alcun fondato motivo né la minima parvenza di scrupolo morale. Inevitabile che questa spirale di oscura devastazione si concluda con la congiura, con il coagularsi delle istanze della classe senatoria romana, massacrata e vilipesa, sotto la guida del nobile, coraggioso ed onesto letterato Cherea: i cospiratori irrompono in scena, accerchiano il sovrano e con una implacabile sventagliata di mitra pongono fine alla sua burrascosa avventura terrena, scelta registica che instaura nuovamente un legame con la realtà storica presente, quella di una Parigi su cui infuriavano gli spari delle feroci retate contro gli Ebrei e che di lì a poco sarebbe stata definitivamente espugnata dai nazisti.

CaligolaLa lettura del capolavoro di Camus fornita dal regista barese Pino Micol coniuga rispetto della tradizione (agevolato in questo dalla tradizione filologicamente accurata di Riccardo Reim) con un impatto moderno dai tratti espressionistici che risalta in particolare nella direzione degli attori in scena, nella cornice bellica in cui vengono incastonate le vicende storiche, nella profonda capacità di introspezione psicologica del protagonista, che non indugia in maniera voyeuristica sugli episodi maggiormente sopra le righe consuetamente associati a Gaio Giulio Cesare Germanico ma al contrario sembra suggerire una moderata dose di indulgenza nei suoi confronti, anima eccessivamente fragile e sensibile travolta dal dolore della totale solitudine e da una incontrollabile bramosia di potere. Micol, dopo aver egli stesso interpretato venticinque anni fa in maniera memorabile il Caligola di Camus, dirige l’opera con sensibilità ed attenzione, focalizzando la sua analisi sulle dinamiche psicologiche, filosofiche ed intellettuali che alimentano le fantasie malate e le distorsioni della realtà che affollano la mente dell’imperatore. Di grande carisma e potenza espressiva la prova recitativa di Manuele Morgese (Premio Flaiano nel 2009, Premio Gassman come Miglior Giovane Talento nel 2010) nei panni di un Caligola dai toni volutamente marcati, esasperati, preda di un’alienazione progressiva ed assoluta, un personaggio che viene plasmato a tutto tondo con ricercata maestria, presentandone non solo la connotazione di tiranno implacabile ma soprattutto quella di uomo travolto dal sentimento e dal dramma della solitudine. Di grandissimo pregio anche l’interpretazione di Maria Letizia Gorga nel ruolo della sensuale e protettiva Cesonia che, indossando preziosi abiti da sera vintage e intonando soavi melodie, si avvia consapevolmente al martirio per mano del suo stesso adorato Caligola, e quella di Alessio di Clemente, un solido, granitico, elegante e misurato Cherea. Infine un particolare elogio va tributato al sempre ottimo Gianluca Merolli, talento poliedrico e appassionato che in questa circostanza incontriamo nel ruolo del giovane Scipione, animo poetico legato al sovrano da una naturale affinità elettiva e complicità, poi tradito dallo stesso Caligola con il massacro brutale di suo padre; il commovente dialogo tra i due giovani uomini nella parte conclusiva del primo atto si staglia nella memoria dello spettatore come uno degli episodi maggiormente emozionanti e riusciti dell’intera pièce.

Meno convincenti le interpretazioni dei personaggi minori, sostanzialmente relegati al ruolo di maschere caricaturali delle umane debolezze e paure, con funzione di mero contrappunto a sostegno delle ben più impegnative performance dei protagonisti.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della Cometa sino al 23 ottobre. L’occasione ideale per riscoprire un testo cardine della drammaturgia europea del Novecento in una veste di affascinante intensità, lirismo e modernità, consentendo di apprezzarne le molteplici sfaccettature a spettatori di ogni età e gusto teatrale.

 

Teatro della Cometa - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6784380, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, il sabato doppio spettacolo ore 17 e ore 21, la domenica ore 17, il secondo giovedì di rappresentazione ore 17, lunedì riposo

Biglietti interi: poltrona platea € 25, poltrona galleria € 20, poltrona 2° galleria: € 18,00

Biglietti ridotti Cral (martedì, mercoledì, giovedì e pomeridiani feriali) poltrona platea € 18, poltrona galleria € 16, poltrona 2° galleria € 14

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Margherita Fusi

Sul web: www.teatrodellacometa.it

 

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