Caino Royale - Teatro della Cooperativa (Milano)

Scritto da  Venerdì, 04 Dicembre 2015 

Dopo il successo riportato a Lucca nel festival "I Teatri del Sacro", Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin interpretano al Teatro Della Cooperativa di Milano la storia di Caino e Abele come non si era mai vista. Un racconto intelligente ed ironico, consigliato a tutti coloro che desiderano andare a teatro per divertirsi e riflettere.

 

CAINO ROYALE - lo spettacolo originale
di Domenico Ferrari, Rita Pelusio, Alessandro Pozzetti
regia Rita Pelusio
con Andrea Bochicchio, Giovanni Longhin
scenografia e costumi Barbara Petrecca
musiche e disegno luci Luca de Marinis
consulenza alla drammaturgia Riccardo Piferi
spettacolo vincitore della IV Edizione de “I Teatri del Sacro” - Lucca, giugno 2015

Personaggi e interpreti
Caino - Giovanni Longhin
Abele - Andrea Bochicchio



Cosa succederebbe se Caino non avesse voluto uccidere Abele? E' possibile per l’umanità non essere figlia di Caino? E sopratutto, cosa significa essere Caino?
Queste sono solo alcune delle domande poste durante lo spettacolo portato in scena al Teatro della Cooperativa di Milano con la regia di Rita Pelusio.

La storia è ben conosciuta da tutti: Caino e Abele, figli di Adamo ed Eva, sono due fratelli che vivono di agricoltura e pastorizia; entrambi offrono i sacrifici del loro lavoro come tributo a Dio ma solo quelli di Abele vengono accettati e Caino, accecato dall’invidia, porta il fratello con l’inganno nei campi e lo uccide, condannando al male tutta l’umanità.

Rita Pelusio, Domenico Ferrari e Alessandro Pozzetti, gli autori della drammaturgia, non si lasciano sconfortare dalla natura apparentemente intoccabile del racconto e tramite un lavoro di scrittura a sei mani smontano la storia nelle sue componenti per offrire un’inedita chiave di lettura pronta a ribaltare ogni certezza dello spettatore: Caino non ha mai voluto uccidere Abele, anzi si rifiuta in ogni occasione di rispondere alle sue provocazioni. Abele, al contrario, sembra essere ossessionato dal desiderio di essere ucciso in modo da rendere possibile l’inizio della storia dell’umanità.

L’idea risulta quindi essere quella di allontanarsi dal testo biblico per entrare piuttosto nella sfera del mito, inteso come racconto creato dagli uomini; prendendo le mosse da questo presupposto, la regia abbandona la canonica rappresentazione dei due personaggi che vuole Caino come assassino malvagio e Abele come assurda vittima dell’invidia, preferendo invece una modalità di racconto e recitazione del tutto nuova e sopra le righe, nella quale i due fratelli vengono mostrati come una sorta di duo comico grottesco e stralunato.

Volutamente votato all’eccesso e al parossismo, lo spettacolo è inframmezzato da sketch in cui i due fratelli ci introducono agli effetti del gesto di Caino sul mondo: dal ciellino milanese che vuole deturpare una statua per conquistarsi la tanto ambita fama da "bad boy" a quello di due rappresentanti delle forze dell’ordine bergamasche dal manganello facile che reprimono con la forza le proteste di studenti e insegnanti cantando un esilarante adattamento di "testa spalla baby one two trhee".

"Caino Royale" è uno spettacolo divertente e brillante, particolarmente interessante per una serie di motivi: prima di tutto per la sua semplicità e coerenza che unisce una grande comicità a degli importanti spunti di riflessione; in secondo luogo per l'utilizzo del racconto mitico per arrivare a deridere eventi e problemi di forte attualità, come ad esempio l’approccio populista e xenofobo di alcuni italiani nei confronti del tema dell’immigrazione.

Il senso della narrazione appare a questo punto chiaro: l’intera umanità non è figlia di Caino ma ne ha un estremo bisogno. Il fratello maggiore non è il primo assassino della storia, ma il primo capro espiatorio che l’uomo ha individuato per giustificare la propria attitudine al male.

Il successo dello spettacolo, che ha concluso le repliche milanesi con una standing ovation del tutto meritata, è da attribuire non solo alla forte originalità del testo ma anche alla riuscitissima performance di Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin, che han saputo ben bilanciare i ritmi comici della recitazione mantenendo sempre alta l’attenzione e il divertimento del pubblico.

Rita Pelusio, infine, si conferma voce di assoluto rilievo nel panorama teatrale nazionale, capace di coniugare spettacoli di grande comicità con acute riflessioni dal carattere filosofico e morale, senza per questo cadere in tentazioni tragiche o paternalistiche. Nonostante la serietà di alcuni argomenti trattati, "Caino Royale" non rinuncia mai alla forza della risata; i due protagonisti, infatti, si congedano dal pubblico in sala con un invito: quello di riuscire ad elevarsi al di sopra della propria condizione di meschinità per giungere a una convivenza tra gli uomini serena e pacifica.

 

Teatro della Cooperativa - via Hermada 8, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/64749997
Orario spettacoli: feriali ore 20.45, domenica ore 16, riposo giovedì
Biglietti: intero 18 € - ridotti 15/9 €

Articolo di: Michela Bottanelli
Grazie a: Ufficio stampa Maurizia Leonelli
Sul web: www.teatrodellacooperativa.it

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