C’era una volta il ’68 - Teatro Elicantropo (Napoli)

Scritto da  Giovedì, 10 Gennaio 2013 

Dal 20 dicembre al 27 gennaio. “Un ever green dolce-amaro, dedicato a Renato Nicolini, che del 1968 incarnò quell’immaginazione al potere, che fu molto più di un semplice slogan”. Così il regista Carlo Cerciello presenta il suo spettacolo. “C’era una volta il ’68” ricorda l’anno in cui cambiò il mondo e in cui avevamo ancora qualche ideale in cui credere. Ora che ai giovani è rimasta solo la forza delle idee, ma manca un motore propulsore, questa favola rock prova a risvegliare le coscienze.

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Elicantropo Anonima Romanzi e Prospet presentano
C’ERA UNA VOLTA IL ‘68
progetto e regia Carlo Cerciello
con Mario Autore, Gianni Caputo, Roberta Carotenuto, Fabrizio Cavaliere, Monica Cipriano, Eduardo Di Pietro, Annalisa Direttore, Giovanni Esposito, Giulia Esposito, Stanislao Guarino, Giosella Iannaccone, Cecilia Lupoli, Aniello Mallardo, Gennaro Monforte, Maria Teresa Palumbo, Alessandro Paschitto, Tonia Persico, Maddalena Stornaiuolo, Rosa Varriale
musiche originali Paolo Coletta
movimenti coreografici Anna Ciotti
assistente alla regia Tonia Persico

 

 

Un’altra creatura di Carlo Cerciello conquista senza riserve il suo pubblico nell' affascinante cornice del Teatro Elicantropo. Il regista, già apprezzato ne “Il Presidente” di Thomas Bernhard, raccoglie il tema del Potere, scritto con la P maiuscola, che non permette alcuna possibilità, alcun cambiamento ed è causa e rovina di se stesso, e lo fa rivivere nel 1968.
Che cosa ha di tanto particolare il 1968?
I ragazzi del ’68 avevano una rabbia capace di trasformarsi in un'energia mai vista, il gap generazionale era enorme e potenzialmente distruttivo e, seppur nulla sembrava pianificato o organizzato, quell’anno, peraltro bisestile, pareva non aver nulla in comune con qualsiasi cosa fosse accaduta prima.
Cerciello, avvalendosi di un cast di giovanissimi che forgia con la sua esperienza e l’intensità delle sue idee, ricostruisce gli eventi di quegli anni: il Maggio francese, le proteste all’Università di Roma, l’assassinio di Martin Luther King e di Robert Kennedy, la nascita del femminismo e delle minigonne. Nello stesso tempo, nella suggestiva sala che ospita la rappresentazione, vengono delineati  i tratti di chi è stato un simbolo di quegli anni: Mario Capanna, Bob Dylan, i Rolling Stones e poi Aldo Moro.
Il 1968 era stato un anno di sconvolgimenti sociali in cui i giovani lottavano contro chi voleva renderli inetti ed incapaci al libero pensiero e lo facevano attraverso la musica, la politica e i movimenti di contestazione; fu l’anno in cui nacquero piccole onde di speranza su scala mondiale, che investono ancora i giovani di oggi. Quelli erano gli anni in cui la televisione simboleggiava qualcosa di nuovo e la chiarezza ideologica era rara, così come era difficile capire quali fossero le forze contro cui ribellarsi e come farlo. 
La favola rock a-politica di Cerciello viene cavalcata con energia (in alcuni frangenti azzarderei dire, fin troppa energia), da tutti i suoi protagonisti, senza individualismi. La magia del 1968 è anche questo, l’elettricità che si diffonde in un piccolo teatro, grazie ad attori poco più che ventenni; è da quelle stesse voci, da quegli stessi movimenti, da quelle stesse idee urlate senza lasciare fiato ai polmoni che sono nati i sessantottini.
A-politica come il regista, posso solo dire che lo spettacolo convince, diverte e conferma la bellezza delle creature che nascono dalla regia di Carlo Cerciello.

 

 

Teatro Elicantropo – vico Gerolomini 3, Napoli
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 3491925942 (mattina) - 081296640 (pomeriggio), email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Durata della rappresentazione: 75’ circa, senza intervallo

 

 

Articolo di: Romina Attianese
Grazie a: Ufficio stampa Raimondo Adamo
Sul web: www.teatroelicantropo.com

 

 

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