C'è qualche cosa in te... - Teatro Brancaccio (Roma)

Scritto da  Oriana Russo Sabato, 05 Ottobre 2013 

Le magie e le atmosfere di un teatro e della vita dei suoi protagonisti, raccolte e racchiuse gelosamente in un deposito teatrale dal suo custode, tornano a rivivere nella musicalità scintillante della nuova commedia di Enrico Montesano dal titolo “C’e qualche cosa in te...”, che ha aperto il 3 ottobre la stagione del teatro Brancaccio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

R.P.S. risorgimento produzione spettacoli s.r.l. presenta
Enrico Montesano in
C’È QUALCHE COSA IN TE…
Commedia musicale in due atti
di Enrico Montesano
con la collaborazione di Giancarlo Borrelli
consulenza artistica Nicola Fano
con Enrico Montesano, Ylenia Oliviero, Michele Enrico Montesano, Marco Valerio Montesano
scene Gaetano Castelli
coreografie Manolo Casalino
musiche originali, orchestrazioni e arrangiamenti Renato Serio
costumi Pamela De Santi
20 attori ballerini cantanti
100 costumi

 


E’ incalzante l’inizio dello spettacolo ritmato dalla prima canzone “Gente matta”, cantata e ballata dai 20 danzatori, i cui costumi variopinti e brillanti si sono animati magicamente per esaltare la gente del palcoscenico che “subretta e traghetta”. Per lo stanco custode Nando (Enrico Montesano) sembrava un sogno ciò che aveva udito, visto che si sveglia come sempre tra i suoi immobili costumi, gli impolverati attrezzi e parti di scenografie dal passato glorioso, come racconta nel suo monologo interrotto in qualche momento dal suo unico amico, un merlo. All’improvviso si imbatte nella visita di una ragazza (Ylenia Oliviero) dal fare indisponente che rivolge solo domande al custode senza mai rispondere, fatta eccezione per quando le viene chiesto il suo nome. Allora la ragazza dice di chiamarsi Delia con replica entusiasta del custode “Ah, Delia! Come Delia Scala!”. Un nome sconosciuto per la ragazza, che non nasconde la sua ignoranza né se ne vergogna, trovando nel custode una reazione infastidita al punto da scacciarla simbolicamente da quel magico mondo teatrale a lei lontano. La ragazza si ripresenta al deposito e dimostra al custode, dopo una lettura rapida sul contenitore telematico di wikipedia, di sapere chi era Delia Scala. Incomincia ad intrufolarsi tra i costumi del deposito e li indossa, senza sapere che hanno una particolare caratteristica: sono magici! Chi li indossa canta, balla e recita alla perfezione! Come un paio d’ali di Renato Rascel.
Nel frattempo irrompe nel deposito una squadra di operai che, senza esitare, iniziano, cantando e ballando egregiamente con il tintinnio musicale dei loro strumenti di lavoro, a prendere le misure e discutere in merito ai lavori di ristrutturazione del teatro e del deposito, senza che il custode ne sia minimamente a conoscenza. Ebbene Nando ne ha conferma con il ricevimento di una raccomandata e con la visita del giovane avvocato Gerini (interpretato da Michele Montesano) che, espressione dei tempi moderni per l’utilizzo di parole in inglese e per la mentalità speculativa, invita il custode a liberare al più presto il deposito. Verrà in quel luogo costruito un centro commerciale e il bravo Enrico Montesano, nelle vesti del custode, manifesta la sua contrarietà adirandosi con battute esilaranti ed ironiche dagli accenti romaneschi; numerosi i parallelismi con la realtà americana, dove le opere di costruzione vengono realizzate in grandi dimensioni e rapidamente, o con la preparazione di un panino gigante dal nome Woody Allen che si fa assaporare meglio perché grande a differenza di una piccola piadina schiacciata dal sapore di Casadei.
Insomma Nando si vuole opporre con tutte le proprie forze, con proteste e scioperi della fame, ed in questo viene aiutato dal giovane ragazzo del bar Tuttofare (Marco Valerio Montesano) ed in seguito anche da un interessamento di Delia. Ci saranno colpi di scena: dalla scoperta della frequentazione di Delia con il giovane avvocato e dei loro incontri saltuari nello stesso studio legale, alla rivelazione che il presidente della società che ha disposto lo sgombero del teatro è una donna...che guarda caso si chiama Adelina, come il suo primo, deludente, grande amore. Da questa relazione con la sua Adelina è nata una bambina, da lui mai conosciuta che dovrebbe avere approssimativamente la stesa età di Delia. Qui vi sarà l'epilogo degno della più tradizionale commedia a lieto fine.
Il rapporto tra il custode e Delia, nel corso dello spettacolo, si intreccia e si consolida grazie alla magia del mondo teatrale, affascinante e denso di significato, alla conoscenza dei suoi protagonisti e all'azzeccata trovata scenica dei costumi rivissuti come i primi loro debutti: si parte con "Buonanotte Bettina" di Delia Scala e Walter Chiari, duettata dalla giovane Ylenia Oliviero con voce limpida ed intensa perfetta per il genere del musical, e da un Montesano esperto e padrone della scena. Si passa poi al "Giove in doppio petto" di Dapporto, imitato con sorprendente eclettismo dallo stesso Montesano, al "Ciao Rudy" di Marcello Mastroianni, il tutto condito dagli omaggi a Trovajoli, Kramer, Rascel e Mattone. Insomma una carrellata delle principali canzoni delle commedie musicali più amate, da "Rugantino alla berlina” a “Simpatica”, da “Non so dir ti voglio bene” a “Quant’è buono il bacio con le pere”, “Donna” e un gran finale con "Bravo"!
Uno spettacolo eccellente, degno delle commedie musicali che impreziosivano le stagioni teatrali di un tempo, dove la musica ben scritta e i suoi appassionanti testi ne erano protagonisti con le scenografie eleganti nella loro semplicità, ed un corpo di ballo preparato e frizzante. Complimenti in questo caso alle scene di un maestro come Gaetano Castelli, alle coreografie di Manolo Casalino, ai costumi di Pamela De Santi e agli ottimali arrangiamenti e orchestrazioni di Renato Serio. Particolare plauso deve essere poi ovviamente riservato agli autori Enrico Montesano e Giancarlo Borrelli, con la consulenza artistica di Nicola Fano, per aver scelto e dato spazio ad un gruppo di giovani preparati e versatili, abili nel canto, nella recitazione e nella danza, sapendo reggere un debutto senza la benchè minima esitazione.

"C'è qualche cosa in te" consente al pubblico di trascorrere una serata all'insegna del divertimento e di un teatro costruito con artigiana perizia ed interpretato magistralmente, con la passione ed esperienza regalata con generosità da un'artista come Enrico Montesano.

 

 

Teatro Brancaccio - via Merulana 244, 00185 Roma
Per informazioni: telefono botteghino 06/80687231-2
Biglietti: da € 40,00 a € 20,00 esclusa la prevendita



Articolo di: Oriana Russo
Grazie a: Silvia Signorelli, Ufficio stampa Teatro Brancaccio
Sul web: www.teatrobrancaccio.it

 

 

 

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