C come Chanel - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Martedì, 19 Febbraio 2013 

Dal 5 al 17 febbraio. Milena Vukotic si confronta con la figura leggendaria di Coco Chanel che ha attraversato quasi un secolo di storia dal dramma della Prima guerra mondiale agli anni ruggenti, al periodo oscuro dell’Occupazione. Non un racconto biografico, ma un mosaico raffinato, scritto dalla giovane autrice Valeria Moretti e interpretato con David Sebasti, per ricreare l’identità di Gabrielle detta “Coco” e insieme quella di un mondo, del quale Chanel era protagonista, in cui riecheggiano i nomi di Cocteau, Stravinskij, Picasso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Teatro dell'Istante/Stefano Mascagni/Roberto Piana presenta
C COME CHANEL
di Valeria Moretti
con Milena Vukotic e David Sebasti
regia Roberto Piana
costumi Alessandro Lai
scene Guido Caodaglio
disegno luci Vincent Longuemare

 

 

Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri”. Questa è Coco Chanel, la donna che ha cambiato la moda femminile e che ha, con eleganza estrema, affidato un ruolo alla donna fuori da quei rigidi sistemi sociali all’interno dei quali era ingabbiata. Riportare in vita il pensiero (più che l’esistenza e le opere) della grande stilista spetta a Milena Vukotic, dotata di una classe che da sempre la contraddistingue. Una scelta indovinata poiché l’attrice, nel ruolo, è perfetta.
La Vukotic che ha attraversato il cinema e il teatro, scelta da registi come Bunuel, Strehler, Zeffirelli e premio Eleonora Duse alla carriera, è somigliante a Coco in tutto. Raffinata come Coco. Pettinata come Coco. Ambiziosa, determinata e fragilissima, la donna, sigaretta dopo sigaretta, trasporta lo spettatore in un viaggio scombussolato, senza ordine logico, tra la solitudine e il genio, tra l’onirico e il reale. Sola, in una stanza dell’Hotel Ritz, Chanel racconta malinconica (un po’ al manichino di fronte a lei e un po’ ai fantasmi dei suoi amori del passato) di quando creava cappelli semplicemente perché aveva freddo alle orecchie. Di quando venne abbandonata dal padre e rinchiusa in un collegio di suore, dove veniva costantemente punita e dove (proprio lì) ebbe l’ispirazione per quel suo tubino che poi farà la storia. Di quella volta in cui venne esiliata perché accusata di tradimento nei confronti del suo Paese e di quando si tagliò i capelli corti, in un mondo in cui la donna li portava lunghi, dimostrando scandalo, forse, cambiamento, sicuramente.
Quella Coco così esile, avvolta da una scenografia essenziale (perché gli abiti, una volta indossati, prendono vita e questa è l’unica cosa importante), è la stessa Coco di quel cappello, di quel tubino, di quel taglio di capelli. Di quel noto Numero 5, semplicemente chiamato così perché quella era l’essenza numero 5, scelta da lei, per il suo profumo. Solo il teatro, più di ogni biografia, è in grado di restituire alla signora della moda quella semplicità che le appartiene, quella naturalità talmente tanto pura da diventare estrema eleganza. Un garbo e una classe così elevati da fare storia.
Chanel è ora una donna che soffre, ama, ricorda. Una donna che rivive reminiscenze tra le due guerre o gli incontri con Misia Sert, che le fece conoscere tutta la crème de la crème parigina, tra sensazioni attuali di rabbia e di paura (“gli specchi dovrebbero pensarci bene, prima di riflettere”). Soprattutto, una donna che dà vita ai suoi ricordi, sempre diversi, mentre questi s’impossessano del corpo e della voce del talentuoso David Sebasti che ogni volta appare in scena per essere un momento diverso, piacevole o tormentato, dell’esistenza di Gabrielle. La sofisticata Vukotic fa respirare aria di stile e distinzione, in una pièce che a volte si perde un pochino per lentezza ma che, tra una rimembranza e l’altra, lascia lo spazio a quel piacevole senso di ammirazione, oggi andato perduto.

 

 

Teatro Franco Parenti (Sala A come A) – via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, orari biglietteria dal lunedì alla domenica ore 10-19
Orario spettacoli: martedì ore 20.30, mercoledì ore 19.45, da giovedì a sabato ore 20.30,
domenica ore 16.00
Biglietti: intero €32, over60/under25 €16, convenzioni €22 (Arci, Feltrinelli e Coop non valide nei giorni di venerdì e sabato; TFPcard 30% di sconto dal lunedì alla domenica)

 


Articolo di: Andrea Dispenza
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.com

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP