Buscetta, Santo o Boss - Teatro Stanze Segrete (Roma)

Scritto da  Venerdì, 22 Novembre 2019 

Dal 21 novembre all'8 dicembre. A grande richiesta, è proprio il caso di dirlo, visto che il debutto dell'anno passato fece registrare il tutto esaurito per quasi cinque settimane di repliche, il Teatro Stanze Segrete riporta in scena "Buscetta, Santo o Boss?".

 

Ennio Coltorti in
BUSCETTA, SANTO O BOSS?
di Vittorio Cielo
e con Matteo Fasanella
idea scenica Ennio Coltorti
disegno luci Iuray Saleri
costumi Rita Forzano
musiche Nicola Alesini
contributi video e sonori Matteo Fasanella e Virna Zorzan
assistenti alla regia Paolo Codato, Sabrina Fasanella
scene realizzate da Lorenzo Zapelloni
grafica Marco Animobono
regia Ennio Coltorti

Che non si tratti di uno spettacolo come tutti gli altri, lo spettatore lo scopre nel momento stesso di entrare in sala. Quando cioè trova di fronte a sé un agente di scorta, che gli indica di accomodarsi in uno spazio angusto dietro ad una parete bianca, che gli permette di osservare la scena solo al di là di un vetro. La sensazione che si prova, per di più in un teatro già di per sé di dimensioni ridotte come lo Stanze Segrete, è quasi claustrofobica, e siamo sicuri che non si tratti affatto di un effetto indesiderato.

Ma c'è un altro motivo che si nasconde dietro a questa scelta creativa quanto coraggiosa a livello scenografico: quello di trasportare il pubblico direttamente, addirittura plasticamente, dentro all'ambientazione dei fatti. L'idea concepita dall'interprete, regista nonché direttore artistico del teatro, Ennio Coltorti, è infatti quella di ricostruire con grande precisione una stanza degli interrogatori della polizia americana, di quelle che siamo abituati a vedere nei film thriller. Non stiamo assistendo ad una semplice messa in scena teatrale, insomma. Siamo testimoni di un pezzo di storia italiana, narrato da uno dei protagonisti (in negativo) di quegli anni, il celeberrimo pentito Tommaso Buscetta.

E proprio tutto, nel testo scritto da Vittorio Cielo, sembra concepito al servizio della verità. Si tratta inevitabilmente di un'interpretazione drammaturgica, certo, ma tutti i fatti esposti sono tragicamente veri. La scomparsa dell'agenda rossa di Paolo Borsellino, gli ultimi viaggi di Giovanni Falcone all'estero prima di saltare in aria con la moglie e la scorta a Capaci, le strane telefonate partite in quegli stessi minuti dalle colline intorno al luogo dell'attentato. Misteri che in questi ultimi anni stanno tornando faticosamente alla luce, riemergendo dalle nebbie del tempo e dei colpevoli depistaggi, ma dei quali il più famoso dei collaboratori di giustizia aveva già parlato nel 2000, prima di morire.

Ed è proprio quello strano quanto semisconosciuto interrogatorio, una sorta di testamento mafioso consegnato da Don Masino all'Fbi negli Stati Uniti, venticinque anni dopo le stragi, che Coltorti, approfittando della sua straordinaria somiglianza con il boss, ma anche del suo strepitoso talento attoriale, riporta sul palco in questo dramma. Che ha un indubbio spessore civile, ma non risparmia nemmeno l'aspetto artistico, sottolineato dalle musiche scritte da Nicola Alesini proprio in memoria di Falcone e Borsellino e già suonate nelle marce antimafia di via d'Amelio e di Capaci. Uno spettacolo che qualsiasi cittadino italiano che ha a cuore la vera storia del nostro Paese, quella indicibile, non può fare a meno di vedere.


Teatro Stanze Segrete - Via della Penitenza 3, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/49772027 - 388/9246033, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 19, domenica 8 dicembre ore 16:30 e ore 19
Prezzi biglietti: 17 e 13 euro (+ tessera semestrale 3 euro)

Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Marta Volterra, Ufficio stampa HF4
Sul web: www.stanzesegrete.it

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