Buon Anna a tutti - Teatro Tirso de Molina (Roma)

Scritto da  Giovedì, 03 Gennaio 2013 

Dal 26 dicembre al 6 gennaio. Sono pochi i teatri della capitale che basano il proprio cartellone sulla romanità; il Tirso de Molina è uno di questi ed è sempre una sensazione bella, calda, quella di poter sentire, vedere sul palcoscenico quell’atmosfera, quelle canzoni, quei personaggi che appartengono alla nostra tradizione. Ci si allontana dallo snobismo tipico dello spettatore contemporaneo e ci si abbandona alle note musicali, al parlato, a quei piccoli e grandi miti che non ci abbandonano. Anna Mazzamauro, che troppi conoscono solo come attrice comica, incanta per un’ora e trenta i suoi spettatori passando da un’atmosfera ad un’altra, da un personaggio all’altro, da un tema all’altro. Un’artista a tutto tondo, comica, drammatica, ottima interprete musicale. Uno spettacolo che non può non partire dall’ironia sulla sua persona; un’ironia che dovrebbe oltre che farci sorridere anche indurre alla riflessione ed arrivare alle nostre orecchie in modi differenti. Una piccola considerazione sulla bellezza e sul mestiere dell’artista.

 

 

 

Achille Mellini presenta
BUON ANNA A TUTTI
con Anna Mazzamauro
musicisti Riccardo Taddei (pianoforte), Simone Ceracchi (contrabbasso), Davide Lomagno (chitarre)
direzione musicale Riccardo Taddei
luci Danilo Sabelli
audio Fabio Rivelli

 

 

Anna Mazzamauro come è solita fare, parte dalla sua “diversità”; una sensazione probabilmente più soggettiva che oggettiva, perché Anna Mazzamauro è una donna, un’artista affascinante o almeno, se proprio questo non vuole le sia detto, è innegabile che l’arte, il palcoscenico la rendano “bella”, aggressiva, una pantera che cattura lo spettatore, lo trasporta come in un mare in tempesta da una spiaggia all’altra, da un tema all’altro; lo prende, lo porta sulla cresta dell’onda, dell’emozione e poi lo abbandona, per riprenderlo subito dopo e portarlo a toccare una vetta diversa; altrettanto emozionante ma dai colori opposti.
Non c’è spazio in questo spettacolo per la stasi; non ci sono momenti morti, momenti in cui fermarsi; non ci sono momenti di autocompiacimento né per l’artista né per lo spettatore. C’è in scena il flusso della vita, del passato, del presente; di ciò che il tempo ha portato via con sé e di ciò che non se ne va. Piccoli frammenti di storia personale, dei propri personaggi o di altri come Gigi er bullo, Anna Magnani…
Anna Mazzamauro non risparmia nulla di sé al suo pubblico, inizia quasi scusandosi di essere; di essersi mostrata, di rubare tempo e spazio; lo stesso tempo e spazio che poi domina, riempie di vita, di arte, di “grinta”. Sì, “grinta”, non saprei come altro definire quell’energia dirompente ma mai smisurata con cui quest’artista graffia ogni parola, ogni nota, ogni personaggio dal più comico al più drammatico. Non come una “femmina” autoreferenziale ma come una donna consapevole della sua metà maschile; una donna di quelle che morde, graffia, che ti mette all’angolo. Una donna che guarda fiera se stessa e il mondo.
Un’artista innamorata della propria arte; un’artista che conosce e mostra la bellezza e la fatica del lavoro dell’artigiano; un lavoro che non si può improvvisare….un mestiere; un mestiere duro che richiede la capacità di lasciarsi trapassare dal personaggio e allo stesso tempo la forza di abbattere il muro dietro al quale avverrà l’incontro con il personaggio.
Intensi, bellissimi, profondi ed emozionanti i momenti in cui Anna prende il microfono per cantare, per interpretare canzoni; canzoni che sfumano nel parlato e viceversa...canzoni che creano immagini, storie….canzoni che sono poesie musicate…canzoni che ci danno l’eco della strada, dell’anima gitana, della donna usata, della vita passata…
Lo spettacolo sembra costruito a temi che si susseguono come quadri uno all’altro: dalla bellezza alla dieta, dall’età ai vecchi, dalla prima volta all’ultima; da Pazzo  all’avanspettacolo con tutti i suoi personaggi, Gigi er bullo, il passero ferito, la soubrette, la diva sguaiata, Mademoiselle Floria fino ad arrivare ad Anna Magnani.
Ogni pezzo, nella sua semplicità, nella sua pulizia e maestria artistica racchiude una poesia tutta sua; straziante la telefonata tra Rossellini e la Magnani; intense, malinconiche le canzoni, piccoli spaccati di vita, di malinconia e ironia; brillanti i pezzi dell’avanspettacolo.
Un’artista bravissima che incanta il pubblico, lo rapisce, lo chiama a sè grazie alla propria maestria; una maestria, una bravura che appartiene solo ai grandi attori di un tempo, abituati a sudare sulle tavole del palcoscenico, a non risparmiarsi, a lasciarsi trasformare, invadere dal teatro. A non apparire ma ad essere in questo rapporto che è solo con il personaggio e solo con il pubblico. Attori nati per essere soli in mezzo al palcoscenico; voci uniche di un delirio, di un racconto che ancora “freme” per essere narrato.
Ad accompagnare Anna Mazzamauro tre bravissimi musicisti, che come tre angeli custodi, alle sue spalle, delimitano e incorniciano lo spazio scenico, lo contengono con le loro musiche coinvolgenti creando un’atmosfera ricca di sfumature. Le note di bravissimi musicisti, l’arte di un’ottima interprete fanno di questo spettacolo un piccolo grande seme della tradizione romanesca.

 

 

Teatro Tirso de Molina - via Tirso 89 (piazza Buenos Aires), 00198 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/8411827 – 329/5618223

Orario spettacoli: mercoledì, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17.30 e 21, domenica ore 17.30
Biglietti: mercoledì e giovedì intero 21 euro, ridotto 19 euro; venerdì, sabato e domenica intero 23 euro, ridotto 21 euro

 

 

Articolo di: Laura Sales
Sul web: www.teatrotirsodemolina.it

 

 

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