Buca di sabbia - Teatro dei Conciatori (Roma)

Scritto da  Olimpia Sales Lunedì, 18 Novembre 2013 

Dal 12 al 24 novembre al Teatro dei Conciatori va in scena un testo delicato e divertente di un autore polacco, Micha Walczak, che tratta delle dinamiche e del progressivo costruirsi di una storia di simpatia che nasce tra due bambini, ma rispecchia in proiezione il mondo degli adulti e le difficoltà e le incomprensioni che sorgono nelle coppie comuni.

 

 

 

 

 

 

 

 

BUCA DI SABBIA
di Micha Walczak
regia Gabriele Linari
con Sabrina Dodaro e Tony Allotta
movimento scenico Elisabetta di Fonzo

 

 

La scena è semplice; il testo non ha bisogno di troppi orpelli, il fulcro primario della rappresentazione è e deve essere la linea invisibile che arriva a collegare l'universo maschile e femminile negli anni più innocenti.


Inizialmente si rimane spaesati dinanzi alla figura di Tony Allotta uomo con boxer e cravatta. Ai piedi porta delle simpatiche pantofole, unico segno esteriore che ci faccia pensare ad un animo infantile.


Con i piedi viene tracciato un ovale invisibile evidenziato ancor di più dalla luce; si capisce da subito che quella è la buca di sabbia annunciata nel titolo e che quello sarà il campo d'azione entro cui si muoveranno i protagonisti nella loro lotta di resistenze e cedimenti.


Altro elemento scenico: un contenitore con all'interno i giochi prediletti dal bambino, il quale lo apre e tira fuori due omini in miniatura con cui inizia a viaggiare con la fantasia e a costruire avventurose vicende nel suo personale ed esclusivo regno dei giochi.


Tutto il suo universo crolla nel momento in cui appare lei, Milka. Anche la sua figura è caratterizzata esteticamente dall'attrice, Sabrina Dodaro, in modo tale da non suggerirci subito l'immagine di una bambina; indossa infatti seducenti calze autoreggenti e una sottoveste da donna. Elementi che ci inducono a pensare che si tratti di una bambina sono le solite pantofole e in più l'aggiunta della sua amata bambola.


Il legame che si instaura fra di loro è inizialmente conflittuale; c'è l' avversità del bambino a condividere la sua area di giochi e a includere nelle sue fantasie e nel suo mondo una persona esterna; evento rimandabile del tutto anche alla realtà sentimentale dei rapporti uomo-donna e alla difficoltà di lasciarsi andare ai sentimenti e al nuovo.


Il bambino delimita gli spazi, non include la bambina nei suoi giochi; lo fará solamente in un secondo momento quando, preso dalla paura di perderla a causa del suo carattere solitario e aggressivo, proverá ad unire i loro strumenti di gioco. Anche in questo caso Milka avrá una delusione: se inizialmente infatti riesce a stupirla per una capacitá di "giocare a modo suo", successivamente mostrerá di non aver rispetto per la sua bambola. Anche ora, in un momento felice, quel bambino dal nome buffo è riuscito a rovinare tutto facendosi prendere la mano dalle sue storie di eroi e di cattivi, rendendo l' oggetto preferito di Milka vittima dei suoi omini guerrieri. Nuovamente, quindi, ci viene mostrata l' incapacità maschile di comprendere la fragilitá femminile. Il termine della vicenda vede una bambina ormai cresciuta, che indossa un tailleur femminile e saluta il suo distratto compagno, il quale si rende conto solo ora dell' importanza che quell'amica speciale aveva avuto per lui: "capisci l'importanza delle cose solo quando le perdi", è il classico caso in cui un clichè rispecchia perfettamente la realtà.


Dallo spettacolo emerge prepotentemente l'importanza della scrittura drammaturgica del testo; la scelta di vestire i due protagonisti da persone adulte si pone così in maniera da evidenziare fortemente il legame con la vita quotidiana.


Il legame spesso abbandonato con la nostra parte infantile riemerge in questo testo in maniera evidente; un testo che fa riflettere sul carattere del bambino che gioca goffamente a fare l'adulto, della bambina che gioca ad esser una donna provocante, ma è anche un testo che mostra il persistere di resistenze infantili nell'adulto.


Il teatro è il luogo del gioco, è il luogo del bambino, delle scelte irrazionali non influenzate da conoscenze acquisite lungo il cammino ed è il luogo adatto a rappresentare un testo del genere, che mostra di essere stato ben compreso dagli attori Tony Allotta e Sabrina Dodaro e dal regista Gabriele Linari.


Le scelte registiche movimentano l'azione che potrebbe rischiare di apparire eccessivamente statica. La capacità attoriale dei due protagonisti è equilibrata e mostra sapientemente i cambi repentini di umore e di pensiero, notabili nelle posture e nella mimica facciale. Uno spettacolo godibile che analizza in maniera intelligente e a tratti divertente le dinamiche sentimentali.

 

 

Teatro dei Conciatori - via dei Conciatori 5, 00154 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0645448982 – 0645470031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 21; giovedì e domenica ore 18; riduzioni per gli studenti universitari, gli over 65, tutti coloro che si presentano in teatro come lettori di Saltinaria.it e Teatro Italiano
Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro; tessera associativa 2 euro

 


Articolo di: Olimpia Sales
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro dei Conciatori
Sul web: www.teatrodeiconciatori.it

 

 

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