Blue Man Group - Teatro degli Arcimboldi (Milano)

Scritto da  Martedì, 21 Novembre 2017 

Dall’8 al 19 novembre, per la prima volta in assoluto, il pubblico italiano ha avuto l’opportunità di assistere, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, a uno degli spettacoli più apprezzati nel mondo, “Blue Man Group”, un vero e proprio emblema della performance art* che in venticinque anni è stato visto da oltre trentacinque milioni di persone in quindici paesi diversi. Lo spettacolo è pronto ora ad approdare anche a Trieste, al Teatro Politeama Rossetti, dal 22 al 26 novembre.

 

Show Bees presenta
BLUE MAN GROUP
The only show as colorful as life!
blue man captain Adam Erdossy
resident musical director Nils Westermannband
blue men Barney Felix Haas, Thom Rackett, Joe Woolmer

 

Fondato a New York negli anni Ottanta dai compagni di università Phil Stanton, Chris Wink e Matt Goldman (che ora non si esibiscono più) il Blue Man Group si propone in scena per la prima volta nel 1991 e da allora acquista una sempre maggiore visibilità, fino a entrare in collaborazione con il Cirque du Soleil e a pubblicare album discografici (di cui il primo, Audio, nominato per un Grammy Award) e persino un libro, The Blue Man World. I tre artisti sono completamente dipinti di blu e durante il loro spettacolo celebrano la vita e l’interazione di persone con una mescolanza unica e irripetibile di arte, musica, teatro e tecnologia di avanguardia, unite a ironia, sarcasmo, divertimento e grande energia.

Nell’ora e mezzo di spettacolo gli uomini blu - che compaiono sulla scena quasi fossero evocati dal pubblico stesso - scoprono che qualsiasi oggetto può trasformarsi in uno strumento musicale e di comunicazione e ricavano così sonorità tribali e quasi primitive utilizzando tubi espandibili in plastica, barili o scatole di popcorn. All’aspetto musicale è associato quello recitativo, attraverso tecniche di mimo e un grande utilizzo della fisicità dei personaggi, che sono straordinariamente in grado di farsi capire dal pubblico pur non spiccicando parola.

Gran parte dell’empatia è generata dal suono (le percussioni dei Blue Men sono supportate da una band di cinque elementi), ma gli artisti puntano anche a coinvolgere il pubblico facendo leva sul residuo dello spirito d’infanzia che rimane latente in ognuno di noi. A questo proposito è utile notare che i frammenti più memorabili dell’esibizione sono quelli in cui sul palco vengono chiamati alcuni spettatori, scelti a caso dalla platea; come in gran parte della perfomance art, il coinvolgimento del pubblico è essenziale in Blue Man Group, e ne è ulteriore prova che le prime file della platea siano state trasformate in una splash zone, in cui chi le occupa corre effettivamente il rischio di sporcarsi (e di essere maggiormente coinvolto negli scherzi degli interpreti) e viene quindi fornito di una quanto mai utile mantellina di plastica.

Il vero protagonista dello spettacolo è però il colore, il pigmento puro che è luce e dunque vita, sublimato dall’utilizzo di luci, faretti, e proiezioni sui grandi schermi che creano particolarissimi effetti ottici. È attraverso il colore che i Blue Men celebrano il loro personale inno alla gioia, che non può che richiamare Matisse* e i Fauves*, ma anche un altro artista francese, Yves Klein*, a cui il Blue Man Group si ispira dichiaratamente e che è citato più volte nel corso dell’esibizione, finanche nel colore della pasta che costituisce il trucco dei tre performer, che è proprio del cobalto brillante inventato da Klein.

Citazioni artistiche a parte, il valore dello spettacolo andato in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano e pronto ad approdare da domani al Politeama Rossetti di Trieste, sta nel fatto che non è necessario alcun riferimento artistico per goderselo. La performance deve puntare all’espressione (e d’altronde lo scriveva anche Matisse al figlio nei suoi ultimi anni di vita), deve parlare allo spettatore per ciò che è e non per le teorie cui rimanda. The Blue Man Group porta avanti questo obiettivo con successo, perché interessa, coinvolge e porta a teatro persone di tutte le età e classi sociali, indipendentemente dal loro grado di istruzione o passione per l’arte. Lo spettacolo e i suoi interpreti parlano contemporaneamente a tutte le persone del pubblico e a ognuna in particolare, rispettando l’intelligenza e l’unicità di ognuno e insieme cancellando confini e orizzonti.

Note
Performance art: azione artistica, spesso interdisciplinare, presentata a un pubblico. Può avvenire in qualsiasi spazio e avere qualsiasi durata e generalmente coinvolge tempo, spazio, il corpo del performer e lo spettatore/fruitore.
Henri E. B. Matisse: 1869 - 1954. Pittore, illustratore, incisore e scultore francese, uno dei più noti artisti del Novecento e maggiore esponente della corrente artistica dei Fauves. Nell’ultimo periodo della sua vita le sue condizioni di salute ne minano la mobilità, ma l’artista non si abbatte e, coadiuvato da alcuni assistenti, si dedica alla realizzazione dei papier découpés, collage giganti che lui definisce con l’emblematica frase “dipingere con le forbici”. Una serie appartenente a questi collage è quella dei nudi blu.
Fauves, fauvismo: movimento pittorico francese nato a Parigi nei primi anni del Novecento, che sostiene la semplificazione delle forme, l’abolizione di prospettiva e chiaroscuro e soprattutto l’uso dei colori in pigmenti puri, spesso spremuti sulla tela direttamente dal tubetto.
Yves Klein: 1928 - 1962. Artista francese precursore della body art, si concentra presto sull’espressione pittorica utilizzando un’unica tinta, il blu, di cui inventa una sua personale tonalità nel 1956 (l’International Klein Blue). È famoso per i suoi monocromi (tele dipinte in un unico colore) e per le sue antropometrie, in cui sotto la sua direzione alcune modelle si intingevano nella pittura blu e lasciavano la loro impronta su una tela.

 

MILANO, Teatro degli Arcimboldi
Dall’8 al 19 novembre 2017 - Biglietti da € 33,00 a € 60,00

TRIESTE, Teatro Politeama Rossetti
Dal 22 al 26 novembre 2017 - Biglietti da € 28,00 a € 72,00

 

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Sara Bricchi, Ufficio stampa Parole & Dintorni
Sul web: www.blueman.com - www.bluemangroupitalia.it

Commenti   

 
#1 GrazieGuest 2017-11-22 13:06
Dopoaver letto questa recensione ci andro'
Sicuramente.
 

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