Birre e rivelazioni - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 10 Settembre 2014 

Martedì 9 settembre al Teatro Argentina, Roberto De Francesco e Andrea Renzi hanno portato in scena Birre e rivelazioni di Tony Laudadio per il secondo appuntamento del Garofano Verde, la rassegna di teatro omosessuale ideata e curata da Rodolfo di Giammarco.

Teatri Uniti presenta
BIRRE E RIVELAZIONI
di Tony Laudadio
con Roberto De Francesco e Andrea Renzi

Prima birra. Primo incontro.
Il professore sembra arrivato quasi per caso nel locale di Sergio, il padre di Francesco, e come ogni riunione genitore-insegnante si nota dalle prime battute quella formalità e distanza dovuta ai rispettivi ruoli. Un disagio iniziale rapidamente sorpassato grazie al grezzo senso dell’umorismo di Sergio che prova ad allacciare un rapporto confidenziale per avere notizie, gratificazioni e rassicurazioni sull’andamento scolastico del figlio.

Non poteva certo sospettare che il prof. avesse tutt’altre notizie da riferire, piuttosto distanti dai concetti della letteratura e della matematica ma molto intime e personali riguardanti la vita di Francesco che, scegliendo il professore e non il padre come confidente, fa entrare la figura paterna in crisi: Sergio infatti percepisce il fatto come un tradimento nei suoi confronti. Ed è qui, con il primo scontro, che il rapporto tra i due personaggi in scena si distanzia dai binari ufficiali del legame famiglia-scuola e i due uomini si ritrovano quasi agli antipodi come figure di riferimento nella vita del ragazzo.

Interessante il procedere della narrazione con lo scandire dei boccali di birra, una scelta che dà movimento ad un’idea registica volutamente statica e fissa - tutte le scene si svolgono al tavolino del bar - e questa quotidianità che si ripete rende lo spettatore più inserito nel contesto e quindi più predisposto ad ascoltare la storia, seppur la presenza dei copioni sia di notevole disturbo.

Dopo un’altra birra e giri di parole il professore fa capire a Sergio che il problema di Francesco - che poi è un problema solo per il padre - è l’essere confuso riguardo i propri gusti sessuali. Il barista reagisce negativamente alla notizia, nascondendosi dietro ai soliti luoghi comuni dei genitori che vorrebbero vedere il figlio sposato e magari diventare nonni un giorno; pensa così di intervenire in maniera tale da indirizzarlo verso l’eterosessualità, preoccupandosi non degli eventuali traumi che potrebbe causargli ma solo di non avere un figlio diverso da lui.

Ed è questo il vero fulcro della storia, la diversità vista negativamente come causa di allontanamento, come pericolo di non poter più proiettare sul proprio figlio se stessi; l’accorgersi che un figlio sta crescendo e che sta compiendo scelte diverse dall’orma paterna mette i genitori sulla difensiva e tutto l’amore ed il desiderio che possa sentirsi realizzato ed appagato passano in secondo piano rispetto alla propria visione di felicità.

Così, sorso dopo sorso, il carattere dei due personaggi viene a galla rendendo il quadro più completo: Sergio è un padre che si crede moderno e dal pensiero aperto ma appena giunge la notizia sulla presunta omosessualità del figlio mostra i retaggi di una società chiusa e ancora molto spaventata, farebbe di tutto per allontanare da Francesco questi dubbi senza davvero provare a capirli e ad accettarli; il professore, inizialmente figura comprensiva e disponibile, si mostra in realtà rancoroso e vendicativo, non si fa scrupoli ad umiliare Sergio per una sorta di rivalsa omosessuale e, seppur si risollevi nel finale, tocca dei momenti di una bassezza d’animo alquanto allarmante.

Il testo, a tratti prevedibile, offre una visione puntuale e pessimistica in cui tutti sono sconfitti, dove anche i personaggi più puri hanno in sé un seme malevolo, un lato oscuro che continua a capovolgere come in un gioco di ruolo la relazione che intercorre tra i tre protagonisti. Così i pensieri nascosti ma per questo più veri vengono in luce con sguardi, allusioni ed infine minacce esplicite ed è nel reagire a queste provocazioni che anche i personaggi giungono a conoscenza di aspetti più intimi del proprio essere: del disgusto, del piacere e dell’amore che spinge ad andare contro ciò in cui si è sempre creduto.

I due attori, che risultano credibili e ben caratterizzano i rispettivi ruoli, anche grazie all’uso delle cadenze dialettali - fortemente ciociara quella del padre ad indicare la sua personalità più semplice, ingenua e spontanea; veneta quella del professore che lo avvolge di un’aura più colta e raffinata e per questo più subdola - perdono in alcuni tratti quell’emotività che i personaggi richiedono ed è cosi che i sentimenti più forti come la rabbia, il disgusto o il senso di prevalsa non crescono in maniera del tutto coerente ma irrompono nella scena movimentandola e tuttavia estraendoci dalla situazione.

Quando nella settima birra tutto sembra perduto, quando dopo l’umiliazione del padre che striscia ai piedi del professore - definita una lezione penosa ma necessaria - quest’ultimo decide di aiutarlo, mostrando la sua vera natura e i suoi secondi fini tutt’altro che limpidi, si ha con l’ultima birra una parziale catarsi. Grazie a questo padre pronto a tutto per allontanare suo figlio dal pericolo, anche a scambiare il proprio corpo e ad andare contro all’orgoglio e alla propria natura, una sorta di conversione tocca l’animo del professore e il prendere atto della sua dignità è di stimolo a cambiare la sua vita.

L’autore non si ferma a sostenere una posizione del tutto definita, il finale aperto allude ad un ulteriore sbilanciamento dei rapporti in cui questo tiro alla fune - dove l’unica vittima era il ragazzo messo in mezzo dalle paure e dal bisogno di normalità paterno e dalle passioni più lussuriose e dai doppi fini del professore - sembra finalmente concludersi a favore di un legame tra i due che non richiede più l’utilizzo del ragazzo come oggetto da possedere e controllare.


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: martedì 9 settembre, ore 21
Biglietti: 15,00 € - 10,00 €

Articolo di: Chiara Girardi
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio Stampa Teatro di Roma; Paola Rotunno, Ufficio stampa rassegna Garofano Verde
Sul web: www.teatrodiroma.net - www.garofanoverde.it

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