Birds with skymirrors - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Caterina Paolinelli Martedì, 30 Novembre 1999 

Lemi Ponifasio

Dal 26 al 28 ottobre. In scena al Tetro Argentina, per il RomaEuropa Festival, “Birds with skymirrors” del coreografo samoano Lemi Ponifasio. Uno spettacolo di teatro-danza dai toni cupi e per niente rassicuranti che vede in scena danzatori provenienti da varie tradizioni, l’utilizzo disciplinato e utile del video e un singolare rapporto con la dimensione sonora rapportata allo spazio. Un viaggio di cui si percepisce tutto, anche il singolo minuto che passa sul quadrante del proprio orologio.

 

 

RomaEuropa Festival presenta in prima italiana
Lemi Ponifasio/Mau
BIRDS WITH SKYMIRRORS
di Lemi Ponifasio
Produzione MAU
Coproduzione Theatre de la Ville - Paris, Theater der Welt 2010 Ruhr, Spielzeit ‘europa, Berliner Festspiele Berlin, Wiener Festwochen, KVS Brussel, Holland Festival, Mercat de les Flors Barcelona, de Singel Antwerpen, New Zealand International Arts Festival
Corealizzazione RomaEuropa Festival e Teatro di Roma

 

I pensieri corrono veloci, tante sono state le emozioni, il viaggio è stato lungo e sempre interessante. Per parlare di questo spettacolo riprenderò un mio “errore” fatto per eccesso di naiveté all’inizio e adesso attuato come scelta consapevole: narrerò in prima persona. Quando si parla di un luogo, un gesto, un’immagine che non passa per il raziocinio, ma arriva direttamente al centro emotivo del se’, come si può descrivere oggettivamente? Credo che l’oggettività non possa esistere, ancor meno in un caso dove si può parlare solo di ciò che io ho provato.
La scena è nera. Lo spettacolo parla di morte. Non lo capisco subito, ma piano piano entra in me questa consapevolezza. La morte come realtà che si apprende. Sono affascinata dai corpi, nudi e statuari, che si stagliano ed emergono dall’oscurità. Corpi che si agitano, come anime legate da invisibili catene, bramano la luce. Apparizioni mistiche e danzanti dai piedi veloci e pieni di gioia, attraversano il nulla nero davanti a noi come lampi di luce. E mi fanno sorridere. Sento di dovermi alzare sulla poltrona, di dover drizzare la schiena davanti a quest’opera. Appiccico gli occhi a quel che vedo perché voglio guardare davvero.
Una colonna, un pilastro nero obliquo divide la scena. E’ calato dall’alto e dà fastidio, io lo sento. Per tutto il tempo mi chiedo: perché è lì? Che cosa rappresenta? Dio? Forse i danzatori si muoverebbero meglio se non ci fosse. Eppure c’è e io mi fido che la sua presenza abbia un senso, infatti mi fa male guardarlo e spesso penso che senza, tutti sul quel palco sarebbero più liberi e anch’io mi sentirei sollevata. Assurdo com’è importante una scenografia quando c’è ed è arte.
E’ la storia di un pellicano vittima del petrolio che ha inquinato il mare o l’oceano. Lui ci prova a liberarsi, a spiccare il volo, ma le sue ali sono intrise di catrame. Lui morirà. Lo sappiamo. Quanti uccelli sono morti e muoiono senza motivo? Infiniti tra: quelli che già sono morti, quelli che stanno morendo e quelli che moriranno. Questo è. Questa è la morte. Una colonna nera che impone la sua presenza e tutti ci danziamo attorno. Ognuno sceglie come.
Siamo di fronte ad una vera opera d’arte. Uno spettacolo curato nei dettagli. Luci belle, mai didascaliche. Danzatori preparati, capaci, emozionanti. Coreografie innovative e molto suggestive. Canti evocativi e mistici. Video-proiezioni usate con cognizione di causa, una scenografia per niente banale. Quando è salito il sipario mi sono emozionata.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6840001
Biglietteria Teatro Argentina: telefono 06/684000311(ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line
www.helloticket.it
Orario spettacoli: 26 ottobre ore 21, 27 ottobre ore 19, 28 ottobre ore 17

 

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Matteo Antonaci, Ufficio stampa fondazione RomaEuropa; Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web:
http://romaeuropa.net - www.teatrodiroma.net

 

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