Biografia della peste - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Sabato, 26 Gennaio 2013 

“Biografia della peste”, in scena al teatro Libero di Milano dal 21 al 27 gennaio, è uno spettacolo surreale che disorienta lo spettatore, inducendolo a riflettere e pensare. A tratti delirante, a tratti faceto, ambiguo e un po' ostico, sottende delle tematiche di grande attualità e rilevanza. Protagonisti in scena una madre e suo figlio, una figura materna oppressiva nei confronti di un figlio debole e insicuro, con disturbi di comunicazione, frutto dell’onnipresenza della madre in tutti gli aspetti della sua vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Nidodiragno Sanremo presenta
BIOGRAFIA DELLA PESTE
di e con Luciana Maniaci e Francesco d'Amore
regia Roberto Tarasco
allestimento scenico Lucia Giorgio

 

 

Nella prima parte, lo spettatore viene illuso e indotto a credere che gli “anormali” siano i due protagonisti, con il loro rapporto morboso e altalenante, ma la realtà si presenta ben diversa e si palesa nella seconda parte. A Duecampane, infatti, il meta-luogo dove è ambientata la pièce, dove tutti si vogliono bene per legge ma dove l’incertezza la fa da padrona, alla popolazione è accaduto un avvenimento ben strano. La peste, stanca delle lamentele degli abitanti e insofferente al loro modo di agire, li ha infettati e annientati tutti, concedendogli tuttavia un beneficio paradossale: solo un’ora al giorno di vita per poter “rimaneggiare” e migliorare la propria biografia. I cittadini di Duecampane però non sono in grado di approfittare di questa opportunità e sprecano l’ora concessa in cose futili e lamentele.
Gli unici abitanti non affetti da questa bizzarra sindrome sono i nostri due protagonisti, che si rivelano essere non umani ma “ortaggi”: una madre-albero e un padre-cavolo (interpretato da un vero cavolo in scena!), genitori di un figlio con le radici. Sono loro gli unici a poter dare speranza ad un’umanità dove regna il mal di vivere, l’insoddisfazione e l’incapacità di accettare il proprio destino. Un nichilismo diffuso tra gli umani, al quale i personaggi-ortaggio riescono a far fronte in quanto portatori sani di quella spontaneità primordiale simboleggiata proprio dalla figura dell’ortaggio, che cresce e si sviluppa naturalmente senza sovrastrutture o preconcetti. Un concetto ribadito in scena dalla madre con il parallelismo con il pane, che per essere preparato necessità di numerosi passaggi.
Un delirio sociologico che assume talvolta i toni di una fiaba triste, talvolta dei flussi di coscienza psicotici e che sicuramente conferma la bravura in scena dei due attori protagonisti, i Maniaci D’Amore, al secolo Luciana Maniaci e Francesco d'Amore.

 

 

Teatro Libero - via Savona 10, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 19, ridotto Under 26 € 15, ridotto Over 60 € 11, allievi con TP CARD € 6

 


 
Articolo di: Carla Veccia
Grazie a: Beatrice Pozzi, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

 

 

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