Best Of - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Domenica, 05 Ottobre 2014 

Tramedautore è un Festival internazionale dedicato alla nuova drammaturgia contemporanea. La sezione internazionale in corso è dedicata all’Eurasia, in particolare ai paesi che si collocano alle due estremità opposte del continente Eurasiatico: i PIIGS - paesi impoveriti dell’Europa Occidentale (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) e due dei quattro “Asian Tiger” (Sud Corea e Singapore) così denominati verso la fine degli anni ’90 per il loro ininterrotto sviluppo economico negli ultimi decenni. Con Best of, spettacolo presentato nell'ambito della XIV edizione della rassegna , ci ritroviamo a Singapore.

 

Produzione Sycamore TCompany presenta
BEST OF
di Haresh Sharma
traduzione di Roberta Verde
con Arianna Scommegna
scene e video di Manuel Renga
disegno luci di Daniela Bestetti
costumi e accessori di Nicole Leonardi
regia di Tatiana Olear


La protagonista è una giovane donna malesiana di religione musulmana che sta cercando di ottenere il divorzio dal marito, il quale non si presenta al consultorio impedendole di fatto la libertà dal vincolo matrimoniale (per la religione musulmana il marito può liberamente chiedere il divorzio e ottenerlo, la donna invece per ottenere il consenso del tribunale deve avere la firma del marito e prima devono seguire delle sessioni di incontri presso un consultorio familiare), con una madre malata di cancro ricoverata in ospedale in fase terminale e un cugino (a quanto pare suo unico alleato) in carcere. Così inizia e più o meno così, con una telefonata che ci fa capire che la madre se n’è andata, si conclude la lettura.

La drammaturgia è molto intensa e la storia della protagonista richiama in ogni donna un pezzettino della propria storia o anche semplicemente una forma di interna solidarietà verso un’altra donna che attraversa mille difficoltà in più solo perché è donna appunto. Molti sono gli spunti di riflessione, molte sono le cose cha apprendiamo noi donne, ancora libere di decidere con chi vivere e chi amare. Si ha alla fine la sensazione di aver assistito tuttavia ad una narrazione orizzontale e non verticale, senza approfondimenti reali. Tanto è lasciato a noi seduti sulle nostre poltrone e tanta capacità e volontà nel concentrarci e nel seguire viene richiesta allo spettatore. A volte seguire la lettura è faticoso se non c’è dentro qualcosa in più.

Si, perché di lettura si tratta. L’attrice, la maestra e padrona della scena Arianna Scommegna, sta praticamente tutto il tempo seduta a leggere con accenni di interpretazione (purtroppo alterati dall’accento milanese) e qualche piccola azione come la ricezione di fastidiosi messaggi al cellulare, che non portano da nessuna parte. Sì, nient’altro si può dire che di un reading molto classico. Abbellito dai bellissimi abiti e accessori indossati dalla Scommegna e appesantito dal video-scenografia posto come fondale. L’utilizzo del video in teatro è sempre una scelta importante e va ben pensata e strutturata. Il video non può in nessun caso essere utilizzato come una scenografia classica o come un disegno luci perché ha un suo linguaggio e una sua connotazione molto forte. In certi casi, forse anche in questo, può essere preferibile rimanere su un’essenzialità segnica come semplici cambi luci piuttosto che impiegare un video ibrido che è una via di mezzo tra un’immagine reale e un dipinto iperrealista nemmeno ben fatto.

In ultima analisi uscendo cosa ci diciamo? Cosa pensiamo? Restiamo perplessi sicuramente. Abbiamo avvertito la nostra fortuna, ma siamo stanchi perché non ci è stato chiesto di entrare davvero. Abbiamo assistito, forse troppo a lungo, a una storia come mille altre storie.

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacolo: martedì 23 settembre, ore 20.30

Articolo di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Maddalena Peluso, Ufficio stampa Tramedautore
Sul web: www.piccoloteatro.org - www.outis.it

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