Bert Brecht Straβe. Nessuno o tutti - Teatro del Campus di Cinecittà Studios (Roma)

Scritto da  Sabato, 24 Giugno 2017 

“Bert Brecht Straβe. Nessuno o tutti”, andato in scena dall’8 al 10 giugno al Teatro del Campus di Cinecittà Studios di Roma, è più che un saggio accademico, è uno spettacolo a tutti gli effetti, diretto dal maestro Giancarlo Sammartano e interpretato dai giovani artisti del IV Corso Triennale 2014/2017 di Fondamenta, “La Scuola dell’Attore”. Un lavoro facilmente apprezzabile da coloro che amano il teatro “politico”, quello con la necessità di urlare, fatto con la volontà di elevare la coscienza collettiva.

 

Fondamenta, la scuola dell’attore presenta
BERT BRECHT STRAΒE. NESSUNO O TUTTI
con Roberta Anna, Michela Asiei, Massimiliano Auci, Irene Bianchini, Matteo Bozzetti, Riccardo Casertano, Annalisa Cracco, Ivano Cavaliere, Michela De Nicola, Anna D’Ippolito, Simone di Tommaso, Andrea Lami, Vincenzo Iantorno, Giulia Malavasi, Clizia Mencaraglia, Achille Mondolfo, Rossella Pagano, Federica Pallozzi Lavorante, Flaminia Stabile e Davide Ventura
al pianoforte Giovanni D’Ambrosio
a cura di Giancarlo Sammartano e Alvaro Piccardi
con la collaborazione di Francesco Sala, Cristiana Arcari e Tommaso Lipari
coreografie Paola Maffioletti
costumi Valentina Tesei
impianto scenico e luci Simone Caredda
assistente alla regìa Davide Montalbano
siparisti Andrea Miticocchio e Giovanni Ramondazzo

 

Lo spettacolo, ci spiega Sammartano che insieme a Alvaro Piccardi l’ha ideato, “nasce da una antica passione per il teatro di Brecht di cui ho rappresentato negli anni “La bottega del pane”, “Un uomo è un uomo” e “L’eccezione e la regola”. Brecht è stato con Pirandello il cardine del nuovo teatro del primo Novecento. Il suo teatro nasce da una concezione del mondo sociale attraversata da una radicale idea comunitaria. Un teatro dialettico, antipsicologistico, epico. Teso a scuotere, anche in modo divertente, la coscienza degli spettatori su temi niente affatto superati: la povertà, l’ingiustizia, la violenza”.

Ed è proprio la contemporaneità del mondo a cui danno vita questi giovani interpreti, che sorprende lo spettatore. Un susseguirsi di paradossi grotteschi ed incredibili, una raffinata e divertente elaborazione dei luoghi comuni che sono contemporanei nonostante scritti per un altro tempo. Caratteristica tipica delle opere davvero grandi e sempre in grado di emozionare.

Dinamiche sociali immortali e immodificabili quindi, che trovano ispirazione non solo nel teatro di Brecht, ma anche nei diari e nelle poesie, come “Per la piccola radio”, “Uno è nessuno” e “La maschera del cattivo”, di cui colpisce lo stile ironico e la capacità di stravolgere la realtà solo raccontandola.

“E’ un materiale sterminato che ci è sembrato nella sua attualità adatto per dei giovani attori non succubi del mondo virtuale del web”, ci racconta Giancarlo Sammartano.

I 20 attori della Fondamenta sono bravi. Ballano, cantano, e ce la mettono tutta per mostrarci, senza inutile perbenismo, l’affresco di una società a noi ancora vicina, per la maggior parte del tempo capace di “organizzare solo la sua distruzione”.

“Siamo troppo pochi a lottare contro l’ingiustizia”, scriveva Brecht, “sforzatevi di creare uno stato di cose che renda possibile la bontà o meglio: la renda superflua!”. Necessarie riflessioni che rendono l’uomo libero dalla falsità di ogni tempo. E il teatro rimane lo strumento più diretto per ragionare insieme su certe tematiche, poiché arriva diretto ai sensi di chi può pensare, agire, cambiare il mondo che lo circonda. Sarebbe bello vivere nel mondo che Brecht ci incoraggiava a costruire, dove la libertà e l’urgenza di dare e ricevere aiuto, diventano inutili. Dove non c’è bisogno di combattere contro nessuna azione meschina, perché “anche l’odio contro la bassezza stravolge il viso” (Bertold Brecht).

Quanto lontani siamo da quel mondo oggi? E quanto è costruttivo saperlo? Non è forse meglio avere l’illusione di essere vicini a certi modelli sociali? Poiché quella certa idea di mondo, in fondo, non è mai stata reale. E ancora: di cosa parleremmo, di cosa scriverebbero i poeti, cosa si dovrebbe rappresentare a teatro (o altrove) se il mondo fosse in grado di realizzare veramente certe visioni di se stesso?

Una cosa è certa: ci sarà sempre un potenziale più elevato a cui l’uomo tenderà senza raggiungerlo mai. Sicché, continuiamo a raccontarcele certe storie, a leggerli ad alta voce certi versi; come quelli che scriveva Bertolt Brecht, ad esempio. Tanto per non perderci nessuna meraviglia.

 

Teatro del Campus di Cinecittà Studios - Via Quinto Publicio 90. Roma
Per Informazioni e prenotazioni: numero verde 800660828, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 8/9/10 giugno 2017 ore 20.30, 11 giugno 2017 ore 18
Biglietti: intero € 8, ridotto € 5

Articolo di: Alessandro Quintavalla
Grazie a: Ufficio stampa Fondamenta La Scuola dell’Attore
Sul web: www.scuola-recitazione-roma.com

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