Berlinguer - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Serena Lietti Sabato, 09 Marzo 2013 

Dal 6 al 10 marzo e dal 14 al 17 marzo. “Vedo l’utopia. Sta all’orizzonte. Io mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi verso l’orizzonte, e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve allora l’Utopia? A questo serve: a camminare”. Uno spaccato di storia italiana e di un’epoca dove l’idea di politica come sacrificio, abnegazione, servizio, sembrava ancora possibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Teatro dell’Archivolto
in collaborazione con Teatro Stabile di Genova
BERLINGUER
I Pensieri Lunghi
testo e regia di Giorgio Gallione
con Eugenio Allegri
video Francesco Frongia
musiche Paolo Silvestri
luci Aldo Mantovani
collaborazione alla drammaturgia Giulio Costa

 

 

Il testo di Gallione è un omaggio a una politica di cui oggi non rimangono che fantasmi storici. Berlinguer era un uomo integerrimo, serio, dai saldi principi morali e dalle idee volte a un impegno globale e di ampio raggio temporale. Il bene dell’umanità, soprattutto nei suoi elementi più deboli, fu il filo rosso che attraversò la sua biografia politica e che lo condannò a vivere un dualismo schizofrenico: nell’Italia di metà secolo non poteva che essere e sentirsi comunista, ma varcati i confini dei paesi sovietici finì per trasformarsi in “eretico”.
La storia di Berlinguer inizia in Sardegna tra letture di Kant e della sinistra hegeliana. Iscrittosi giovanissimo al Pci, nel 1944 partecipò ai moti per il pane a Sassari, dando inizio ad un crescendo di impegno politico e sociale. Un percorso travagliato che passò dal grande entusiasmo per l’Unione Sovietica, simbolo dell’ideale incarnato, alla volontà di “imboccare la via della democrazia senza rinunciare a essere comunisti”. Pian piano, sotto i colpi della rivelazione dei crimini di Stalin e delle repressioni nei paesi dell’Est, divenuto segretario del Pci nel 1972, Berlinguer cominciò a guardare oltre, finché l’idea dell’eurocomunismo non sancì il distacco definitivo dall’URSS. Per l’Italia non erano anni facili, violentata com’era dai continui attentati terroristici, ma Berlinguer non si arrese e continuò a lavorare per migliorare la realtà del proprio paese collaborando con Moro alla proposta del compromesso storico, tragicamente finita nell’assassinio del presidente della Dc. Gli anni passarono ma in lui non cessò mai di battere quell’ardente e sincero fervore politico che gli era congenito, un impegno viscerale che lo portò a lottare contro l’ictus pur di concludere il suo ultimo intervento.
Lo spettacolo recupera un pezzo di storia significativo del nostro paese, un percorso che parte dal secondo dopoguerra, passa attraverso il boom economico e declina progressivamente verso il dramma della contemporaneità. Eugenio Allegri, solo sul palco, ci racconta i fatti con sobria partecipazione, divenendo cassa di risonanza di emozioni comuni. In lui, nei suoi sguardi e nelle sue espressioni, ritroviamo i nostri stati d’animo: perplessità, sofferenza, rispetto, indignazione, commozione. Di notevole impatto emotivo sono le musiche di Paolo Silvestri e le proiezioni di Francesco Frongia, che accompagnano e valorizzano la recitazione di Allegri.
La vita di Berlinguer si conclude nel 1984. Da qui la storia ci viene illustrata attraverso il susseguirsi di goffe immagini dei nostri politici, un panorama imbarazzante, umiliante e irritante, che stride fastidiosamente con la grandezza di certe grandi figure storiche. Berlinguer era “un non consanguineo di Andreotti, un non connazionale di Berlusconi”, per dirla con le parole di Enzo Costa, “Berlinguer erano le classi deboli che andavano tutelate e non manipolate, fatte crescere e non rimbambire, educate nelle sezioni e non narcotizzate con le televisioni”. Con il suo eccessivo pudore e la sua figura mingherlina Berlinguer portò avanti un pensiero altissimo, oggi forse utopia: una politica rivolta realmente al bene degli uomini.

 

 

Teatro Franco Parenti (Sala AcomeA) – via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206, orari biglietteria dal lunedì alla domenica ore 10-19
Orario spettacoli: martedì ore 21.15, mercoledì ore 19.45, da giovedì a sabato ore 21.15, domenica ore 16.00 (per impegni improrogabili dell'attore, le repliche di martedì 12 e mercoledì 13 marzo sono annullate)
Biglietti: intero €32, over60/under25 €16, convenzioni* €22 (*Arci, Feltrinelli e Coop non valide nei giorni di venerdì e sabato; *TFPcard riduzione 30% dal lunedì alla domenica)

 

 

Articolo di: Serena Lietti
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

 

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