Being Norwegian - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Sabato, 15 Novembre 2014 

Dal 5 al 23 novembre. Roberto Rustioni porta in scena il testo di David Greig, drammaturgo e sceneggiatore nato ad Edimburgo nel 1969, uno degli esponenti di punta del nuovo teatro scozzese. Greig, nella sua drammaturgia, esplora la questione dell'identità nella sua matrice politico-sociale, linguistica e soprattutto umana.

 

BEING NORWEGIAN
di David Greig
traduzione Elena Arvigo
con Elena Arvigo, Roberto Rustioni
luci e allestimento Paolo Calafiore e Diego Labonia
organizzazione Marianna Caruso
regia Roberto Rustioni
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello
in coproduzione con Associazione Fattore K.
in collaborazione con Olinda onlus
si ringrazia il Festival Trend e Rodolfo Di Giammarco

 

La nostra identità è in costante evoluzione, ciò che siamo oggi non saremo domani; riusciranno questi improbabili tasselli di puzzle a combaciare con altri, “altro” da sè, al posto giusto e nel momento giusto?

La Scozia, la notte, un chiassoso pub, un uomo di circa quarant'anni, una donna sui trenta, un apparente, fortuito incontro.

Sean se ne stava lì, seduto, con troppo caos nella mente per badare al caos che si sprigionava liberamente nella sala, si nascondeva in un libro, un giallo. Lisa, anche lei lì, seduta ad osservarsi nel suo ennesimo tentativo di fingere divertimento, rimane colpita, come spesso accade, dal soggetto misterioso. Si parlano e Sean la invita a casa sua, a “fondo perduto” ma, inaspettatamente, lei accetta.

L’appartamento non è accogliente, non lo è per Lisa e, soprattutto, non lo è per Sean, lo sopporta, forse, nulla più. Gli scatoloni non vogliono decidersi a lasciar andare la sua roba, l’anima di Sean non si rassegna a cedere al vento la sua vita passata, la sua storia sbagliata e resta bloccata, imprigionata.

Lisa ha sete e paura di vita, non si sente abbastanza speciale, unica, ha bisogno disperatamente di sentirselo dire. Sean sopravvive. Lisa, dice, viene da un altro Paese, non è di lì come lui, lei è…norvegese. Lui inciampa negli scatoloni, scivola sui suoi pensieri, lei cerca quelle attenzioni che ognuno cerca dalla propria esistenza. Il divano guarda languidamente l’orizzonte fuori dalla finestra, non si rinchiude dentro un tubo catodico, i suoi pochi pollici cercano disperatamente di fare capolino tra la non-vita di Sean, ma si perdono nelle canzoni dimenticate dal futuro remoto, inciso nel nastro magnetico delle musicassette. “Noi in Norvegia non guardiamo la tv, non inseguiamo chimere, ci è sufficiente starcene seduti, a parlare, oppure in silenzio, a guardare il cielo…” Gli occhi di Sean strofinano rabbiosamente la tazza di latta contro le proprie sbarre interne, ma il proprio ego-secondino lo ignora.

Balliamo? Beviamo? Ci baciamo? Silenzi invadenti, tracimanti. Perché non vuoi vivere, perché non vuoi lasciarmi vivere, proprio adesso? Lisa sale e scende dalla vertigine dei suoi tacchi, Sean si stringe dentro ad una consunta maglia di un vecchio tour degli Skunk Anansie. Prova strappi avverso la catatonia ringhiandosi contro, usando Lisa come specchio: “Tu non sei norvegese!!!” Tu non sei speciale e…io ancor meno. Solitudini che si studiano, si sfidano, si cercano, due in quella stanza, miliardi nel mondo, ogni dannata alba, fino alla santa, buia notte. “…a noi norvegesi piace il buio nella testa, anzi lo preferiamo”. Ci si riconosce, si prova misericordia, rabbia e perdono. Abbracciamoci! Danziamo, con dolente, carbonara tenerezza! Forse non riusciremo ad uccidere la solitudine ma riusciremo, per chissà quanto, a non farci trovare.

Per tutta la durata dello spettacolo si avverte un delicato senso di pace, ci si sente in un rifugio anti-ansiogeno, forse perché per quel tempo non tocca a noi sobbarcarci la pesantezza del vivere, forse perché ci fa bene specchiarci, avere la conferma che non si è soli nell’ancestrale solitudine; forse, invece, per la trasparenza emotiva dei bravissimi Roberto Rustioni ed Elena Ervigo che ci attira a sè.

Chi regala pace, in costanti tempi di guerra, è caro agli Dèi.

 

Teatro Vascello (Sala Studio) - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 – 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: dal mercoledì al sabato ore 21.30, domenica ore 18.30
Biglietti: 10,00 euro posto unico

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Cristina D'Aquanno, Ufficio stampa Teatro Vascello
Sul web: www.teatrovascello.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP