Battuage - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Venerdì, 09 Maggio 2014 

Debutta in prima nazionale al Teatro dell'Orologio, nell'ambito della stagione di Dominio Pubblico, il secondo atteso lavoro della compagnia Vuccirìa Teatro. Dopo lo sbalorditivo successo riscosso con "Io, mai niente con nessuno avevo fatto" - vincitore del Roma Fringe Festival 2013 come miglior spettacolo, migliore drammaturgia a Joele Anastasi e miglior attore a Enrico Sortino - la seconda opera trascina violentemente lo spettatore in un universo parallelo popolato da creature inquiete e sofferenti alla ricerca spasmodica di un sesso mercificato e compulsivo che attenui la sciagurata solitudine di un'esistenza priva di affetti e valori. Un testo indubbiamente coraggioso, tagliente come una sciabola, onesto, necessario e corrosivo, che conferma l'originalità del brillante talento di Anastasi nel triplice ruolo di autore, regista e attore; al suo fianco Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano e Simone Leonardi, interpreti straordinari che sposano con totalizzante entusiasmo il progetto, affondando nelle viscere delle anime maledette che popolano il tenebroso diorama di questo battuage esistenziale.

  

 

Vuccirìa Teatro presenta in prima nazionale
BATTUAGE
scritto e diretto da Joele Anastasi
interpreti Joele Anastasi, Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano, Simone Leonardi
aiuto regia Enrico Sortino, Nicole Calligaris
scene e costumi Giulio Villaggio
disegno luci Davide Manca
musica originale “Battuage” Alberto Guarrasi
make up Stefania D’Alessandro
foto Dalila Romeo
video Giuseppe Cardaci
organizzazione e distribuzione Razmataz
ufficio stampa leStaffette

 

 

BattuageDinanzi a noi uno specchio dei nostri tempi luridi e ipocriti, dell'abisso di egoismo e violenza che permea la nostra quotidianità come un rumore di sottofondo a cui siamo ormai assuefatti, di un manierismo religioso svuotato di significato e ridotto a trito e ritrito rituale medievale magari condito da un sapiente tocco di marketing per arringare le folle e tacitare colpe ignobili. "Battuage" condensa tutto questo in un atto unico impetuoso come grandine battente, disturbante come le verità che è scomodo ascoltare perchè estirpano le coscienze dal confortevole torpore in cui giacciono assopite, commovente come solo la più sincera arte teatrale riesce ad essere.


Joele Anastasi - appena venticinquenne, giova ricordarlo in quanto la potenza del suo teatro suggerirebbe un'esperienza ben più matura - confeziona un testo che deraglia dal sentiero tracciato con il suo lavoro di debutto per atmosfere e stile drammaturgico e che senza dubbio dividerà il pubblico: con linguaggio crudo si immerge tra le pieghe bestiali del vissuto umano, scardinando le rassicuranti convenzioni e l'ordine morale costituito, per svelare il lato taciuto e mostruoso che si annida in ciascuno di noi; chi ricerca mero intrattenimento spensierato si diriga altrove, il "Battuage" di Vuccirìa Teatro si confà piuttosto a chi ricerca l'arte animata da incontenibile urgenza espressiva e da un germe di riflessione autentico.


Sullo sfondo di un fatiscente vespasiano pubblico, epicentro di passioni notturne inconfessabili, si intrecciano le torbide vicende di un nugolo di personaggi al di là degli schemi etici, degli orientamenti sessuali granitici e dei limiti morali. Salvatore, appena ventenne, è giunto dalla profonda Sicilia in cerca di successo e soldi facili ma soprattutto per concedere libero sfogo ad una bramosia malata di soggiogare chiunque lo circondi, di provocare sfrontatamente e sentirsi desiderato; nel frattempo, nell'attesa del provino giusto che sublimi le sue ambizioni, si procaccia da vivere sul marciapiede attirando uomini e donne, consumando gli anni della sua giovinezza in una spirale di auto-annientamento che affonda le proprie radici in un sostrato familiare gretto e cinico, nell'indifferenza di una madre interessata a raggiungere la tanto sospirata agiatezza economica anche se questo comporta la svendita a buon mercato del corpo e dell'anima di suo figlio. Joanna è una prostituta arrivata dalla Grecia, paese in cui l'atroce crisi economica ha finito per cementare i legami coniugali a discapito degli un tempo floridi guadagni del commercio più antico del mondo; giunta dunque sul suolo italico assieme ad Alexi - a cui la lega un amore appassionato ed un legame di sorellanza indissolubile - attratta dal miraggio di tornare ad essere una prostituta d'alto bordo, è invece stata schiavizzata da un protettore volgare e brutale, gettata in balia dei pericoli della strada e abbandonata Battuagedall'amata compagna di vita letteralmente scomparsa nel nulla. A contendersi clienti a suon di invettive e scudisciate sarcastiche due Travestiti, vittime di un corpo che imprigiona la loro più naturale essenza di genere: il primo, veracemente romano e non più giovanissimo, dalla bionda chioma fluente e dal fisico statuario, difende con le unghie il proprio avamposto privilegiato da cui adescare i frequentatori del battuage, amaramente conscio di avere ormai iniziato a percorrere il viale del tramonto; il secondo, più giovane e spumeggiante, cerca di accaparrarsi un "posto al sole" sotto i lampioni che rischiarano questa umanità degradata, ma il suo entusiasmo siciliano straripante cela neanche troppo velatamente il medesimo disagio esistenziale. Infine completano questo affresco di anime reiette, affannate nell'inseguire pervicacemente le proprie chimere - che si tratti del successo, della ricchezza, di un amore contrastato o semplicemente di uno spiraglio di sole nell'oscurità di una vita priva di speranze - un Ragazzo ossessionato dal sesso che invade i suoi pensieri e ogni attimo delle sue giornate, ed una coppia di Uomo e Donna pronti a convolare alle canoniche "giuste nozze", quelle con cui la moglie sposa infiniti sacrifici, rinunce, tradimenti e lacrime da rattenere in rigoroso silenzio, mentre il marito si adagia sul talamo nuziale, come si conviene ai pascià da servire, riverire, comprendere ed adorare con imperitura devozione.


BattuageQuesto mosaico di spasimi ed affanni viene tratteggiato da Joele Anastasi con uno stile drammaturgico estremamente ricco ed eclettico, in una continua alternanza tra sequenze dialogiche dalle variegate atmosfere - dall' ironia più caustica e grottesca alla sofferenza più plumbea e soffocante - e monologhi di acutissima introspezione psicologica, un vero e proprio ottovolante emozionale che non concede requie allo spettatore. Testo e regia si fondono con pregiato equilibrio, ottimamente supportati dall'originale scenografia di Giulio Villaggio e dall'incisivo disegno luci di Davide Manca. Il fetido bagno pubblico che incornicia la narrazione si frammenta in sei pannelli mobili, ciascuno dei quali presenta come basamento uno scrigno da cui gli attori estraggono abiti, parrucche e accessori per caratterizzare i molteplici personaggi portati in scena; i sei orinatoi sono incorniciati da luci al neon che sfumano i contorni e dipingono istanti evocativi nei passaggi più onirici, mentre invece aggrediscono e definiscono con nettezza i movimenti degli interpreti nei momenti all'insegna di un feroce naturalismo. La scelta dei bagni pubblici come unico elemento scenografico assume ovviamente una valenza simbolica: da un lato come luogo deputato all'espulsione degli escrementi, del marcio che si annida all'interno del nostro organismo; dall'altro come alveo intimo e protettivo in cui ricercare la pulizia, guardarsi allo specchio senza maschere o infingimenti e tentare di riconquistare faticosamente un'identità perduta.


BattuageL'atto unico certamente non concede sconti nè soluzioni pacificatorie, richiedendo dunque allo spettatore apertura mentale e spirito ricettivo: un linguaggio aspro, inclemente, a tratti finanche rabbioso accende i riflettori sul vissuto di personaggi così tanto borderline da raccontare in fin dei conti qualcosa di ciascuno di noi; lo sguardo d’odio verso il mondo e la curiosità per il mostro che si annida sotto la rassicurante omologazione del perbenismo finiscono per imbattersi nel monolite che di quest'ultima rappresenta la quintessenza, quel cattolicesimo stantio di ascendenza medievale che ancora condiziona comportamenti e libertà di pensiero. Scevro però da intenti provocatori, il testo è piuttosto denso di suggestioni e di una profondità lancinante.


In una miriade di schegge impazzite, apparentemente prive di un definito filo conduttore, si scolpiscono con particolare potenza nella memoria dello spettatore alcuni attimi: anzitutto il flusso di coscienza a due voci dei Travestiti che, abbandonata la protezione offerta da parrucche, orpelli e dalla seduzione ostentata sino al parossismo, svelano la tragedia di un'esistenza senza futuro, dell'incapacità di riconoscersi, delle continue vessazioni psicologiche subite, del sentirsi creature deformi che non potranno mai gioire di ciò che per tutti gli altri rappresenta nient'altro che la banalità del quotidiano; poi il matrimonio tra Uomo e Donna, celebrato con una cerimonia che irride il classico vetusto formulario dello scambio di imperiture promesse per strappare il velo - di ipocrisia, non quello della sposina - e smascherare le falsità che incrinano la stragrande maggioranza dei rapporti di coppia; infine il doloroso monologo che sancisce l'epilogo della parabola di Salvatore quando, raggiunti i trent'anni, ha ormai compreso che i suoi desideri utopici di fama e successo non troveranno compimento, sua madre si è improvvisamente spenta portando con sè il suo egoismo aberrante, ed il ragazzo in preda a una atterrita lucidità si abbandona al suo destino sul marciapiede, assoggettato ai sordidi impulsi dei suoi clienti-aguzzini.

 

BattuageI quattro protagonisti in scena si regalano con soverchiante generosità al pubblico vestendo i panni di molteplici personaggi con forza e credibilità, in uno sforzo fisico ed interpretativo che tra velocissimi cambi di costume, continuo truccarsi e struccarsi, precipitare nell'interiorità di una delle creature del battuage e riemergerne vorticosamente, lascia realmente attonito lo spettatore. Joele Anastasi colora l'arroganza spudorata di Salvatore di un'infinità di sfumature, della delicatezza di un'innocenza violata e della disperazione angosciosa dell'affrontare un naufragio esistenziale senza ritorno; Enrico Sortino passa con disinvoltura dai panni di un ragazzo insicuro e tormentato a quelli di una lussuriosa adescatrice, con l'istrionica duttilità che contraddistingue la sua cifra attoriale, vestendo la sua interpretazione di grande calore e rara sensibilità; Federica Carruba Toscano è un gioiello di inconsueta bellezza e talento genuino, sempre capace di ricercare e immancabile trovare la verità nelle anime martoriate dei suoi personaggi; Simone Leonardi, che con questo spettacolo abbandona i lustrini del family musical abbracciando la poetica ruvida e appassionata di Vuccirìa Teatro, regala al pubblico una magnifica sintesi di esperienza e straripante entusiasmo, dipingendo con ricchezza di accenti tutti gli antitetici ruoli a lui affidati.


"Battuage" è un lavoro coraggioso ed emozionante, che azzanna i sensi dello spettatore e non arretra di un sol passo; un lavoro drammaturgico che afferma l'identità personalissima di Vuccirìa Teatro, giovane realtà indipendente di grande carattere e audacia. E se il pubblico romano ha salutato l'anteprima di "Battuage" con quattro repliche sold-out (con tanto di lista d'attesa) non possiamo che augurare a Joele, Enrico, Federica e Simone di avere presto l'opportunità di far circuitare il più possibile questo spettacolo, inducendo alla riflessione e commuovendo in profondità coloro che sappiano goderne senza ingombranti sovrastrutture o sterili pudori.

 

 


Teatro dell'Orologio (Sala Orfeo) - via dei Filippini 17/a, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti: 8 euro (più tessera associativa)
Durata: 1h 30 minuti, atto unico

 

Articolo di: Andrea Cova
Foto di: Dalila Romeo
Grazie a: Marialuisa Giordano e Raffaella Ilari, Ufficio stampa leStaffette
Sul web: www.vucciriateatro.com - www.dominiopubblicoteatro.it

 

 

 

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