Bartleby - Teatro Brancaccino (Roma)

Scritto da  Sabato, 03 Dicembre 2016 

Ha debuttato in prima nazionale, al Teatro Brancaccino, “Bartleby”, secondo capitolo della trilogia “Racconti americani”, ideata dalla compagnia Muta Imago e completata da “Fare un fuoco” di Jack London (2015) e “L’ospite ambizioso” di Nathaniel Hawthorne (in scena nel 2017). “Bartleby” è dunque il nuovo racconto per suoni e immagini ispirato dal celebre testo di Herman Melville, ambientato in un ufficio di Wall Street a metà del diciannovesimo secolo. Un anziano avvocato narra in prima persona la vicenda del suo incontro con “l’uomo più misterioso che avesse mai incontrato”: Bartleby, appunto… uno scrivano che ha assunto alle sue dipendenze e che, pian piano, inizia a stravolgergli il mondo.

 

Produzione Muta Imago, Festival Notafee presenta
BARTLEBY
Racconto per suono e immagini
da Herman Melville
regia Claudia Sorace
drammaturgia e voce narrante Riccardo Fazi
video Maria Elena Fusacchia
musiche originali V.L. Wildpanner

 

Sul fondale, che ricorda, per dimensioni e materiale, un divisorio di legno da ufficio, iniziano a scorrere le immagini, in bianco e nero, di New York, accuratamente elaborate per accoglierci nell’epoca del racconto. La voce di Riccardo Fazi inizia a scivolare via, come scandita da un metronomo, pacata ed ineluttabile, tradisce il senso di incomprensione per quanto avviene, vissuto dal pur esperto avvocato. Un binario su cui veniamo accompagnati; attraverso video e parole sembriamo poter intravedere, come attraverso il finestrino di un treno, la vita, la memoria, la storia, la dolce, malinconica sconfitta del protagonista.

L’installazione ideata dai ragazzi di Muta Imago, mescolando accuratamente voce, immagini e musica, riesce ad ipnotizzare la platea, a mostrare, pur invisibile, l’esile, incorrotta ed ostinata figura di Bartleby. Lo vediamo fermo, di fronte alla finestra, seduto immobile alla sua scrivania, prima rifugiato nella scrittura poi fermo, vacuo, forse con la testa in una ciotola di mani, irrisolto ed irremovibile. “Avrei preferenza di no… avrei preferenza di no…” Risuona dentro i nostri pensieri, le nostre menti, le nostre casse toraciche, si specchia nei nostri bisogni di dire no, a tante cose che ci opprimono, che ci immalinconiscono. Bartleby “molla”… ma attraverso la sua resistenza passiva svela la grande dignità che spesso soccombe di fronte alla convenienza.

Il ritmo della musica, dei suoni e delle immagini accompagna lo sgomento, la contrizione: “lo stridio del pennino sul foglio, il ritmo dei timbri, lo scricchiolare delle sedie…” Bartleby piegato dal male del mondo, dalle opportunità ingiustamente perdute, dalle speranze soffocate, da una mano tesa tenuta nascosta. Sta a noi, tutti uniti, salvare tutti gli sparuti Bartleby che vagano pensosi e sconfortati alla ricerca di un perché. Un lavoro attento, ben costruito, possente ed al tempo stesso delicato, degno di chi si pone le giuste domande e le condivide attraverso l’arte.

 

Teatro Brancaccino - via Mecenate 2, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
botteghino telefono 06/80687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 20, domenica ore 18
Biglietti: 7,50 €, Card open 5 ingressi 55 €

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Brancaccino; Antonino Pirillo, Ufficio stampa Compagnia
Sul web: www.teatrobrancaccio.it - www.mutaimago.com

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