Ball Fiction - Festival La Versiliana 2019 (Marina di Pietrasanta)

Scritto da  Domenica, 01 Settembre 2019 

E’ sold out la prima del nuovo spettacolo teatrale di e con Marco Travaglio per il decennale della festa de Il Fatto Quotidiano a La Versiliana di Marina di Pietrasanta, con il nuovo stile da caffè letterario di questo luogo storico, che fa apparire molto lontani i dibattiti anche politici dei tempi di Romano Battaglia. Viene proposto uno sguardo piccato sulla realtà politica: questa volta il giornalista se la prende soprattutto con la stampa e con il lato ridicolo, per non dire grottesco, della cosiddette fake news. Alla fine non si sa più quale sia la realtà e quale la finzione. Bersaglio il partito unico, trasversale, quello degli affari. Una requisitoria che sembra più una lezione di giornalismo spettacolarizzata che uno spettacolo di teatro-giornalismo.

 

Il nuovo spettacolo, anzi la vera prova generale, come dice Travaglio presentandosi perché lo spettacolo non è mai stato provato, è prodotto da SEIF- Società Editoriale il Fatto S.p.A.; Ball Fiction”, con il claim “Dieci anni di balle” non fa tanto allusione alle fake news dei social network, che pure proliferano ma finiscono con l'elidersi le une con le altre, quanto alle “bufale” lanciate dai giornali e rilanciate dai telegiornali e dai siti web per imporre alla gente il pensiero unico di una élite sempre più in crisi.

Nel decennale della nascita de Il Fatto Quotidiano, creato nelle intenzioni dei fondatori proprio per proporre un giornalismo libero da padroni e condizionamenti, Marco Travaglio torna sul palcoscenico con un nuovo spettacolo di impegno civile, due ore senza intervallo per raccontare le più moderne tecniche di manipolazione dell'informazione mainstream, sempre più omologata e appiattita, che si illude di combattere i "populismi" ma in realtà li alimenta e li cavalca perché il sensazionalismo fa vendere e le regole della pubblicità comandano, ma anche quelle della ricerca del consenso aggiungerei.

Lo spettacolo, su una scena divisa in tre quadri che ne scandiscono i vari momenti, è accompagnato da un video dove si proiettano i diversi titoli di giornale. Sul palco un angolo allestito come un ufficio tradizionale, con una scrivania, una poltrona con un tavolinetto e un leggio con un mucchio di giornali a terra.

Il tutto prende avvio con una scena del film “Aprile” di Nanni Moretti dove il regista muove una critica alla stampa che sembra comporre - e nel film lo fa con un collage - un'unica grande testata, sotto un unico padrone: siamo nel 1996. Per questo la satira prolifera ovunque, fa bene a tutti. La tesi, sposata da Travaglio e giudicata del tutto attuale, sorta di filo conduttore che seguendo i vari argomenti si vuole confermare, è che la stampa sia al servizio della pubblicità.

Il viaggio inizia con l’aggiudicazione delle Olimpiadi invernali a Milano e Cortina, accolta trionfalmente dai giornali. Solo che il collega de Il Fatto si perita di precisare, con un certo sfoggio di cifre, che tutte le manifestazioni, Olimpiadi, Mondiali e affini sono da decenni una fonte di indebitamento, a vantaggio del partito unico degli affari, che sembra per magia ristabilire la pace tra forze avversarie, come provato dalle crisi di Montreal e di Atene. Sempre per restare a casa nostra non poteva mancare la tragedia della caduta del Ponte Morandi a Genova, vicenda per la quale secondo l’autore dello spettacolo i veri responsabili sarebbero i Benetton mentre gli indagati sono tutti gli altri e vengono colpevolizzati i 5 Stelle, che il Fatto Quotidiano considera la vittima prescelta dalla stampa, unita allo scopo. “I Benetton, d’altronde si sa, fanno molta pubblicità sui giornali”, asserisce e con le campagne griffate Oliviero Toscani con i bambini di tutti i colori ispirano tenerezza e accoglienza.

E poi il passaggio è, in più tappe, al Governo attuale, anzi all’assenza del Governo attuale e del ‘comunicatore’ Salvini con i giornali di carta che restano gli unici secondo Travaglio ad elaborare le notizie poi spalmate e spammate dalla stampa online e dalle stesse redazione televisive.

L’accusa si annuncia pesante con tre cartelline - Travaglio ha sempre il tono dello studente diligente che non si fa prendere in castagna - rigorosamente con documentazione cartacea come tiene a precisare. Il dossier più corposo è dedicato a “Spelacchio”, l’abete di Natale donato alla città di Roma che è diventato il baluardo della critica alla Raggi, sindaco super-attaccato secondo Travaglio. L’albero di Natale diventa protagonista della stampa del periodo totalizzando ben 42 articoli sui 6 principali quotidiani italiani, una vicenda paradossale, da cronaca di quartiere, che arriva perfino su un’agenzia di stampa del Ghana.

L’emotività, quella legata alle minuzie, mette in fibrillazione la stampa che sembra distrarsi da questioni di peso come la responsabilità di Berlusconi e Dell’Utri come mandanti esterni delle stragi di mafia del 1993 a Milano, Firenze e Roma. In questo caso gli articoli scendono a 2o.

Il terzo tema è la trattativa Stato-Mafia e in questo caso gli articoli scendono a 6. E’ proprio su questa vicenda che Il Fatto Quotidiano si spende maggiormente mentre nessuno si immaginava la condanna e sul palco si sente la colonna sonora del film “Indagini su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. La musica arriva ad hoc senza invadere anche nel tono lo spettacolo, ma puntuale, ficcante.

Ecco poi “La Renziade”, uno dei bersagli prediletti da Travaglio che tocca da vicino il suo giornale perché l’accusa al padre di Renzi e ad alcuni dei suoi in un primo tempo si è rivolta contro Il Fatto Quotidiano e in particolare il giornalista Marco Lillo, uno dei fondatori, con la questione dell’ipotetico decreto a favore delle banche popolari che sembra ‘anticipato’ dall’ex premier a De Benedetti…che è però l’editore de La Repubblica.

Con un percorso che sarà ancora articolato - Travaglio sul palco è instancabile - il cerchio si chiude sulle fake news, anzi le fake delle fake, o meglio le “balle”, da sempre esistite e connaturate nel paradosso del giornalismo che cerca la verità. Il ritmo c’è, con qualche appesantimento che, a partire dai dati conditi con un’ironia graffiante, a tratti violenta, comunque dosata, stordisce un po’ lo spettatore.

 

Teatro La Versiliana - Via Enrico Morin 16, 55045 Forte dei Marmi - Pietrasanta (Lucca)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0584/265757
Orario spettacolo: sabato 31 agosto, ore 21
Durata spettacolo: 120 minuti, senza intervallo

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web: http://versilianafestival.it

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