Bakhita: la storia di una santa al Roma Fiction Fest

Scritto da  Venerdì, 18 Luglio 2008 

Presentata al Roma Fiction Fest, sezione Première, la miniserie di due puntate “Bakhita”, diretta da Giacomo Campiotti e prodotto da Ida di Benedetto e Stefania Bifano. Il cast è composto da Fatou Kine Boye, Fabio Sartor, Stefania Rocca, Francesco Salvi e la giovanissima Federica Bau. In onda in autunno su Raiuno.

 

“Bakhita” è la prima Santa africana. È la storia di una donna sudanese che all’età di quattro anni viene rapita da un gruppo di negrieri; verrà salvata e portata in Italia, in un paese del Veneto, da un commerciante che vive da solo con la figlia di otto anni. Nonostante le difficoltà d'integrazione con gli abitanti del posto Bakhita riesce a far breccia, fin da subito, nel cuore della figlia del commerciante e a fare amicizia con il parroco del paese. Grazie a quest’o rapporto Bakhita entrerà in contatto con la fede cristiana e deciderà, al termine di un percorso spirituale difficile e lungo, di entrare in convento delle Canossiane. La decisione non sarà accettata bene dal commerciante che, sicuro di essere il padrone della ragazza, è convinto di poter disporre della sua vita. Arriverà fino in fondo per far valere le sue ragioni fino a citare in giudizio l'Ordine religioso, per poi perdere la causa.

Bakhita, costato circa 4 milioni di euro e girato interamente in Burkina Faso, andrà in onda in autunno su Raiuno. La miniserie è stata presentata all’interno di una conferenza stampa con tutto il cast schierato.

 

Ida Di Benedetto: Mi sono innamorata della storia di Bakhita per tanti motivi, soprattutto per i temi universali che contiene come la diversità, e il pregiudizio nei confronti degli stranieri. Tutti temi che sono sempre attualissimi. Non ritengo che sia un film strettamente religioso, piuttosto lo considero molto spirituale.

Giacomo Campiotti: è una storia sul significato della vita. Definisco Bakhita una donna che è “la più sola dei soli”; una coraggiosa nel dire ciò che pensa anche se non è una guerrigliera.

Fatou Kine Boye: il mio è un vero esordio. Mi sono ritrovata casualmente a recitare  ringrazio il regista perchè è stato un grande maestro. Fin da subito la storia di Bakhita mi è entrata nel cuore. Dopo il film sono tornata a fare ciò che facevo prima: nel mio negozio a fare la commessa. Sono fiera del mio lavoro.

Sartor: un cast che ha lavorato molto bene: siamo stati 4 mesi in Africa insieme e non vedevamo l’ora di vederci di nuovo. Speriamo di poterlo fare di nuovo… magari per Bakhita 2/3. 
 

Francesco Salvi: mi è piaciuto molto fare un ruolo serio. Poi non avevo mai fatto il prete, al contrario di Scarpati che invece è un habitué. Il film è molto bello e pieno di momenti toccanti. Faccio presente che per questo ruolo sono ingrassato 15 kg: se lo fa De Niro fa notizia se lo faccio non se ne accorge nessuno… e la difficoltà è ora nel dimagrire di nuovo

 

 

Articolo di: Federica Cicchinelli

Grazie a: Ufficio Stampa MN

Sul web: www.romafictionfest.it

 

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