Bad People in Guantanamo - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Martedì, 07 Giugno 2011 
Bad People in Guantanamo

L’ultimo spettacolo in concorso nella seconda edizione della rassegna “Autogestito” promossa dal Teatro Quirino, indaga tra le pieghe oscure e sanguinose di uno degli scandali più tragici e vergognosi del recente passato: le atroci torture fisiche e psicologiche perpetrate ai danni dei prigionieri accusati di terrorismo e rinchiusi nel carcere-lager americano di Guantanamo. “Bad People in Guantanamo” è un documento storico crudo, onesto e sconvolgente che punta il riflettore dritto su una delle numerose pagine che l’ “integerrima e democratica” politica occidentale desidererebbe invece occultare a tutti i costi.

 

Accademia Teatrale di Roma “Sofia Amendolea” in collaborazione con Le Nuvole Teatro presenta nell’ambito della seconda edizione del Festival Teatrale “Autogestito”

BAD PEOPLE IN GUANTANAMO

di Fabio Omodei

regia di Fabio Omodei

spettacolo a sostegno di Amnesty International

con il patrocinio dell’Associazione Stampa Romana

con Pierluigi Bevilacqua, Ramona Genna, Chiara Marchetti, Vincenzo Paolicelli, Alessandro Piantini, Silvia Torino, Stefano Vitantonio

e con la partecipazione di: Sofia Bigazzi, Giulia Bolatti, Simone Boscarino, Mariangela Conte, Manuel Costantini, Giuseppe Decollanz, Gino Dominelli, Flora Giannattasio, Valeria Iacampo, Debora Iannotta, Veronica Nolte, Andrea Onori, Federico Pastore, Eric Paterniani, Riccardo Sati, Martina Schiavone, Mariagrazia Torbidoni, Gianluca Tortosa, Fabio Ulleri

costumi Monica Raponi

foto di scena Fabio Barbati

ufficio stampa Rossella Barrucci

spettacolo vietato ai minori di 14 anni

 

What we know that these are Bad People

"Quello che sappiamo, è che queste persone sono cattive

(George W. Bush)

 

Tra i più infimi segreti sepolti dall’amministrazione Bush sotto una coltre di omertà e connivenza spicca quello del campo di prigionia di Guantanamo, balzato agli onori della cronaca allorchè alcune immagini trapelarono rivelando gli inimmaginabili confini di orrore raggiunti nella base navale militare americana a Cuba. Il campo di prigionia di massima sicurezza aperto dieci anni fa all’interno di tale base era stato destinato a ospitare i prigionieri catturati in Afghanistan e “sospettati” di essere collegati ad attività terroristiche di al-Qaida. Era facile immaginare che, pur di estorcere confessioni o informazioni riservate, i militari statunitensi sarebbero ricorsi anche a metodologie ben poco ortodosse ma, solo quando sui quotidiani internazionali furono pubblicate le foto che documentavano alcuni scampoli di quel volgare ed ingiustificabile scempio della dignità umana, se ne iniziarono a comprendere realmente le dimensioni. Brutali sevizie fisiche e sessuali, sopraffazione psicologica, grotteschi giochi volti ad umiliare ed annichilire il proprio nemico, che doveva essere ridotto ad una larva inoffensiva e soprattutto il più possibile loquace in merito ad informazioni di carattere strategico e militare.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Fabio Omodei e portato in scena con gli allievi dell’accademia teatrale di Roma “Sofia Amendolea” al Quirino di Roma nell’ambito della seconda edizione della rassegna teatrale Autogestito, prende le mosse da queste dolorose vicende storiche e focalizza l’attenzione sulla storia, realmente accaduta, di tre giovani cittadini inglesi di origine pakistana i quali, tornati nel paese delle loro radici in occasione del matrimonio – concordato a distanza tra le rispettive famiglie – di uno di loro con una ragazza del Punjab, decisero di recarsi in Afghanistan per dare il proprio aiuto al popolo martoriato da continui bombardamenti e massacri. Nel viaggio che li avrebbe condotti a svolgere questa generosa missione furono catturati dalle truppe americane che, identificandoli come potenziali terroristi, decisero di deportarli nel carcere di Guantanamo dove furono sottoposti a torture efferate fin quando, dopo ben due anni, non riuscirono a dimostrare la propria innocenza e a ritornare, ormai irrimediabilmente segnati da questa esperienza, in Gran Bretagna.

Questo fatto eminentemente biografico nell’economia dello spettacolo diviene semplicemente una cornice che incastona la realistica fotografia delle drammatiche condizioni di vita nel campo di prigionia; l’antefatto e il finale vengono narrati attraverso sequenze di pura docufiction proiettate su un maxischermo che sovrasta il palco, rimanendo sostanzialmente distaccati dall’organismo centrale della rappresentazione.

I sette protagonisti principali in scena (Pierluigi Bevilacqua, Ramona Genna, Chiara Marchetti, Vincenzo Paolicelli, Alessandro Piantini, Silvia Torino, Stefano Vitantonio) interpretano i quattro prigionieri e i tre implacabili carcerieri che li seviziano, denudano ed oltraggiano nelle celle di Guantanamo. Pur apprezzando il coraggio di portare in scena tematiche così attuali e laceranti e lo spirito originale e sincero con cui è stato concepito e costruito questo atto unico, si percepisce a tratti l’assenza di esperienza dei pur talentuosi interpreti che, nell’affrontare una prova recitativa così impegnativa e viscerale, danno vita ad una performance altalenante e non sempre del tutto convincente. Robusto e di grande impatto visivo l’allestimento, rafforzato da momenti corali di grande suggestione realizzati grazie all’ensemble degli allievi dell’accademia, dall’oscurità incombente tagliata solamente dagli affilati fasci luminosi delle torce elettriche e dal frequente ricorso alla nudità quale simbolo dell’assoluta mancanza di difese dell’essere umano dinanzi all’odio senza confini, all’atrocità di questa macchia indelebile della storia americana.

In definitiva un esperimento coraggioso, ricco di adrenalina e pathos, ma che forse richiederebbe maggiore intensità emotiva ed una più approfondita indagine psicologica del dramma vissuto dai personaggi protagonisti per esprimere in maniera ancor più incisiva le intuizioni drammaturgiche e poetiche del testo.

 

Teatro Quirino - via delle Vergini 7, Roma

Per informazioni e prenotazioni: numero verde 800013616, biglietteria 06/6794585,

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Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Paola Rotunno e Francesca Melucci, Ufficio Stampa Teatro Quirino

Sul web: www.teatroquirino.it

 

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