Avresti un po’ di tempo? - Teatro dei Conciatori (Roma)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Mercoledì, 14 Novembre 2012 
Leandro Amato

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori dal 13 al 18 novembre, “Avresti un po’ di tempo?” scritto da Fulvio Calderoli e diretto da Leandro Amato, che fa il suo debutto alla regia. In scena Marco Funaro, Fulvio Calderoli e Michele Amadori. Comicità demenziale, un’antologia di gag note, il gusto ormai diffuso a teatro di stravolgere le canzoni note e prendere in giro il sentimento. Molta tecnica e tecnicalità, a volte soffocata dai dialoghi strampalati e quasi surreali, urlati. I dialoghi sono gustosi e la capacità degli interpreti è indiscutibile. L’aspetto più godibile è l’impressione che si divertano realmente in questa parodia del teatro nel teatro, per l’empatia che creano con il pubblico che ride di gusto e apprezza.

 

 

AVRESTI UN PO’ DI TEMPO?
di Fulvio Calderoli
regia Leandro Amato
con Marco Funaro, Fulvio Calderoli e Michele Amadori

 

Lo spettacolo, dal ritmo denso e serrato – che vola in meno di un’ora tutta di fila, è una conversazione estenuante fra tre non meglio definiti personaggi in un non meglio definito sottoscala adibito a sala prove per un non meglio definito pianista capitato lì per caso che sembra molto immedesimato nel suo ruolo lirico, tutto nella sua testa. La pièce si ispira ai maestri del nonsense teatrale, da Karl Valentin a Ionesco, passando per il graffiante teatro-cabaret di casa nostra, che ha avuto in Achille Campanile il suo massimo esponente, senza l’aspetto impegnato e senza veste sociale. Certo l’attualità filtra, perfino con un inaspettato riferimento alla drammatica contingenza della guerra, pure essa trattata con ironia, mai in modo superficiale.
Un cameriere innaffia i fiori sistemati in cassette vuote; dietro, inaspettatamente, un pianoforte comincia a suonare ed allora l’uomo canta come se stesse davanti a un pubblico. Dialoga con il piano…molto compreso nel suo canto d'amore. Due uomini entrano e ballano, sono due macchiette, vestiti come clown da nouveau cirque, con due scarpe che non fanno un paio ed un’improbabile parrucca bionda alla Platinette in una scena.
I dialoghi si alternano alle canzoni e la conversazione prende avvio dalla richiesta banale dell’uno al compare: “Avresti un po' di tempo?” Per che cosa? “Per venire da qualche parte”, in un luogo in cui un quarto personaggio che non sarà mai in scena, tale Fabrizio, sembra essere stato… Comincia così un dialogo surreale e astruso come una filastrocca, dove il dialetto usato in modo caricaturale, le modulazioni della voce e le accelerazioni danno il tono e il senso o a volte lo tolgono. Ad un certo punto l’uomo interpellato risponde che “Oggi un po' di tempo ce l'ho”. Ma la discussione non si ricompone. Anzi, va alla deriva, con le note di “Baciami piccina”. E ricomincia l'alterco: “se ti e' rimasto un po' di tempo, vai a prendere le cassette che Fabrizio non mi ha ancora restituito e che sono dietro il pianista accatastate”. E se Fabrizio non fosse in casa? E via di seguito...E se gliele regalassimo? Bravo.
Non si ferma la conversazione ma riprende e parole, dialoghi normali quanto banali sfociano nel surreale come quando qualcuno con gli occhiali sulla testa non li trova. A chi non è mai capitato, alzi la mano! Solo che la ricerca diventa un modo per rompere l’argine che divide il palcoscenico – che non c’è – dal pubblico. Gli attori cercano i famigerati occhiali tra il pubblico, frugando addosso alle persone e nelle borse. E poi comincia il teatro nel teatro, in modo parossistico e ci si chiede chi sia il pubblico e chi l’attore. La barriera è caduta, il filo si è perso e con la musica che fa da separé il ritmo non si allenta mai. Stravolgere le canzoni classiche va di moda però piace e il pubblico gradisce.
Ed ecco che una volta è il caso dell’acqua minerale naturale, per cui quando si chiede che cosa abbia capito, uno dei due dice ‘naturale’ e lì ricomincia una serie di doppi sensi con uno stile un po’ caricaturale. Gustosa la visita di una donna siciliana, moglie di mafioso, ad un’altra madonna. Acqua minerale. Hai capito? Naturale e comincia una gag con il doppio senso ed un accattivante uso del dialetto.
Torna il tema del tempo, “Avresti un po’ di tempo?” e chiude il cerchio. Prima di andarsene, un ultimo sguardo alla scena, davvero deliziosa con quel tanto di volutamente finta, con i fiori accomodati, davvero ben riuscita.

 

Teatro dei Conciatori - via dei Conciatori 5, 00154 Roma  
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/45448982 - 06/45470031, mail
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Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro (tessera associativa 2 euro)
Orario spettacoli: martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 21, domenica e giovedì ore 18
Riduzioni per gli studenti universitari, gli over 65, tutti coloro che si presentano in teatro come lettori di Saltinaria.it e Mercuzio per gli abbonati metrobuscar e per tutti coloro che presentano un biglietto atac obliterato in giornata.

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Teatro dei Conciatori
Sul web:
www.teatrodeiconciatori.it

 

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