Audizioni - Teatro Elicantropo (Napoli)

Scritto da  Domenica, 27 Gennaio 2019 

Dal 17 gennaio al 3 febbraio. Carlo Cerciello firma un interessante allestimento del testo di Gloria Calderon Kellet “Audizioni”, una caustica dissacrazione del ruolo della donna in chiave umoristica che spiazza lo spettatore, ponendolo di fronte ad una realtà ribaltata e ad una visione alternativa della società e dell’universo femminile.

 

Anonima Romanzi Teatro Elicantropo, ElleDiEffe presentano
AUDIZIONI
liberamente ispirato ai testi di Gloria Calderon Kellet
regia Carlo Cerciello
con Mariachiara Falcone, Fabiana Fazio, Ianua Coeli Linhart, Cecilia Lupoli, Sefora Russo
allestimento scenico Andrea Iacopino
trucco Vincenzo Cucchiara
aiuto regia Cinzia Cordella
assistente alla regia Elisa Buttà
foto di scena Guglielmo Verrienti

 

Come sarebbe il mondo se venisse concepito in maniera totalmente diversa dalle nostre radicate convinzioni mentali? Cosa potrebbe succedere se ribaltassimo dogmi millenari, quasi atavici, riguardanti addirittura la figura di Dio e si venisse pubblicamente a scoprire che, pur nella sua spiritualità neutra, è incarnato nella figura di una donna?

È questo l’incipit di “Audizioni”, spettacolo che sin dal primo momento si presenta dissacrante e spiazzante, con una lunga passerella sulla quale sfila un dio in paillettes accompagnato da angeli, rigorosamente di sesso femminile, anche loro paillettati e con parrucche bianche. Un microfono con sopra un led luminoso, vagamente ricordante un’ostia, trionfa nel buio della scena. È questo per Cerciello l’avvio di uno spettacolo che vuole chiaramente apparire sui generis, portando in scena cinque attrici (Fabiana Fazio, Mariachiara Falcone, Ianua Coeli Linhart, Cecilia Lupoli e Sefora Russo) che vogliono delineare un ritratto irrequieto e umoristico, difficoltoso ma immensamente autoironico, del mondo declinato al femminile.

Percorrendo una lunga carrellata di personaggi, le attrici vestono, sempre con spirito irridente e sferzante ironia, numerose caratterizzazioni dell’universo femminile. Ecco quindi la brava ragazza che, nel suo piccolo paesino, mai aveva potuto conoscere la verità sul sesso e, con la sua bella voce, si rivolge direttamente a Dio che gli insegna una sconcia quanto onnicomprensiva canzone sulla terminologia in materia. O ancora le donne in carriera, alla disperata ricerca del curriculum perfetto dell’uomo da assoggettare e da sposare, rispondendo questi ultimi a canoni di bellezza prefissati e a stereotipi universalmente condivisi. O ancora la santa, la remissiva, la reginetta di bellezza, la terapeuta, l'ottimista, la straniera, la fidanzata, la cinica, la lavoratrice, la suora, la superstar, la prima donna, a cui si aggiungono la martire e la disabile ideate da Angela Villa e da Cerciello, in una panoramica di personaggi che trasportano lo spettatore in un improbabile viaggio nell’universo delle donne. Improbabile perché, abbassate le maschere, i diciassette personaggi sulla scena sembrano reclusi in gabbia e deliranti, in cerca di risposte che acuiscono i loro disagi esistenziali, di fronte ad una società sempre pronta a puntare il dito contro le scelte, gli usi, i costumi e la mentalità femminile. Ma i personaggi sono in debito di coscienza anche nel disperato tentativo di apparire perfette, belle, seducenti ed erotiche di fronte alla preda maschile, che le imprigiona nel pregiudizio e nel giudizio del loro stesso sesso.

La donna qui rappresentata non è quindi una figura aulica, appare ben lontana dalle fattezze nobili e culturalmente elevate della connotazione che Dante fa di Beatrice, ma è una donna che si prende in giro da sola, brutta, buffa, presuntuosa o vanitosa che sia. Una donna che non vuole trasmettere un modello, ma ne vuole cercare uno in una società che ha abolito tutti gli ideali di donna perfetta. Cerciello e le cinque straordinarie attrici in scena regalano un vero e proprio Satyricon al femminile, un’antologia che racconta della donna nel suo aspetto più assurdamente cinico e disincantato, in un racconto di denuncia e di autoderisione.

“Audizioni” è uno spettacolo in cui le risate e gli applausi non mancano, specie perché ci si trova di fronte a cinque giovani ragazze che mostrano talento e personalità, mantenendo un ritmo serrato ed una interpretazione convincente di tutte le diciassette figure femminili rappresentate. Ma soprattutto segna un significativo spunto di riflessione sulla condizione delle donne, recluse nella gabbia che loro stesse, insieme alla storica predominanza maschile nella società, hanno costruito e cucito appositamente sulla propria pelle.

 

Teatro Elicantropo - Vico Gerolomini 3, 80138 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 349/1925942 (mattina) - 081/296640 (pomeriggio)
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Durata spettacolo: 70’ circa, senza intervallo

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Raimondo Adamo, Ufficio stampa Teatro Elicantropo
Sul web: www.teatroelicantropo.com

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