Attori x caso - Teatro Aurelio (Roma)

Scritto da  Martedì, 11 Settembre 2012 

Attori x caso

Uno spettacolo scorrevole, divertente, che alterna momenti di gradevole comicità a momenti di poesia e suggestioni nostalgiche, ben confezionato nella formula - sempre vincente - del metateatro. Così può definirsi lo spettacolo “Attori x caso” andato in scena l’8 e il 9 settembre al Teatro Aurelio, scritto da Antonio Nobili e prodotto da Produzioni Spettacoli Teatrali dell’Accademia TeatroSenzaTempo.

 

 

 

 

 

 

 

P.S.T. Produzioni Spettacoli Teatrali

in collaborazione con Teatro Aurelio presentano

ATTORI X CASO

scritto da Antonio Nobili

allestimento di Alessio Chiodini

con Alessio Chiodini, Riccardo Balestra, Ylenia Oliviero, Valerio Germani, Diego Cortes, Martina Milani, Stefano Carinci

coreografie Giusy Grillo

supervisione alla regia Antonio Nobili

 

L’allestimento di Alessio Chiodini, che è anche in scena insieme a Riccardo Balestra, Ylenia Oliviero, Valerio Germani, Diego Cortes, Martina Milani e Stefano Carinci, risulta essere un bel congegno di “teatro nel teatro” che, per definizione, porta in scena la rappresentazione di una ulteriore azione teatrale. 

Questo particolare tipo di artificio scenico risulta sempre efficacissimo e questa formula tipica non può non riportarci alla memoria lo spettacolo che ha avuto, per quel meccanismo trascinante in cui si susseguono a ritmi serrati equivoci esilaranti, grandissimo riconoscimento di pubblico: il “Rumori fuori scena” di Michael Fryan.

“Attori x caso” ripercorre, nella trama, i momenti di panico e di vuoto scenico dovuti al fatto che l’attore che dovrebbe salire sul palco, improvvisamente, non è più in condizione di poterlo fare. Istanti di tensione, imbarazzo, nervosismo, che trovano geniale soluzione con il bizzarro espediente della simpatica segretaria - interpretata da una brillante Ylenia Oliviero - che propone di mandare in scena l’attrezzista del teatro, personaggio con alle spalle l’esperienza (inconsapevole) tramandata da suo nonno, uomo di teatro.

Prendendo spunto dai racconti del nonno e dalle esperienze vissute con lui, l’incerto e titubante attrezzista accetta, non senza tangibili riserve, ma spinto dalla determinazione dei compagni di lavoro, di andare in scena. 

Comincia così l’amabile dialogo tra il nonno, interpretato dal talentuoso Alessio Chiodini, che disegna un ruolo ben caratterizzato (a volte un po’ troppo macchiettistico) e il nipote, ora attore suo malgrado, del quale veste i panni un bravissimo Riccardo Balestra. Ottima la sua capacità di evolversi dal personaggio iniziale, un po’ rude e disorientato, al personaggio “attore per caso” che attraversa la trasformazione lasciando lentamente lo spazio delle sue perplessità al ricordo dei più proficui insegnamenti, che ora riaffiorano sentiti, del nonno.

Accattivanti i suoi racconti, le sue poesie, le sue riflessioni nostalgiche, accompagnate anche dalla musica della sua chitarra, dettagli che rendono lo spettacolo, a tratti, dolcemente romantico.

Molto convincente risulta essere Chiodini nel ruolo del produttore: il giusto piglio di cinismo e di intento unicamente utilitaristico lo rende un personaggio, seppure arido, assolutamente divertente.

Momenti di alta poesia, con un accenno ai classici (l’ Infinito, il Cinque Maggio, il sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare”), diventano un pretesto, usando il gioco di parole, per conclusioni satiriche dirette alla politica, all’economia, alla democrazia e alla mafia, “colpevoli di aver rovinato l’Italia”, declama un bravissimo Valerio Germani, notevole nell’interpretazione da cui fa scaturire una pregevole risonanza timbrica e vocale.

Degno di particolare nota il momento, che si fa molto intenso, in cui Balestra recita in proscenio la poesia “Orme sulla sabbia” (anticipandola con un chiaro riferimento a Massimo Troisi che ha tradotto in dialetto napoletano la versione originale di un anonimo brasiliano) con la figura del nonno che fa la controscena sulla parete di fondo. La sua presenza, ora mistica ed eterea, evoca un desiderio di spiritualità e di suggestioni nostalgiche, con l’esortazione, espressa quasi in modo onirico, che “basta l’uso della fantasia”.

Un pretesto per rivelare al nipote, in un inaspettato finale che disattende l’affermazione del titolo, che “non sei un attore per caso, ma sei un attore… pe’ nonno”. C’è qui il fulcro del significato del testo, e anche l’insegnamento da trarne: nulla succede per caso, e quando succede qualcosa è perché, anche inconsapevolmente, abbiamo agito quella condotta o fatto quella esperienza che ci rende “idonei”, seppure ignari, a quel determinato compito.

Lo spettacolo risulta un armonico assemblaggio di generi teatrali: coesi in un giusto equilibrio di comicità e commozione, si alternano nella pièce momenti di varietà, commedia, balletti, monologhi che conferiscono al testo un senso di completezza per comicità e suggestione intima, tanto che avrebbe di certo giovato, ad una rappresentazione maggiormente intimistica, l’impiego di qualche parolaccia in meno; ma si sa, nell’impianto comico di un testo la parolaccia raccoglie consensi e genera quasi sempre l’applauso.

E grandi applausi, sentiti ed espressi con calore ed entusiasmo, sono stati riservati ai nostri bravi attori che, nella fase dei saluti, si sono generosamente concessi al pubblico in un finale allegro, ballato in platea e sul fondo della sala, dove hanno raccolto da vicino, oltre agli applausi, attestati di stima e di partecipazione gradita.

 

Teatro Aurelio – via Madonna del Riposo (Largo San Pio V), Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/99705058, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario degli spettacoli: sabato 8 settembre ore 20.30, domenica 9 settembre ore 18

 

Articolo di: Isabella Polimanti

Grazie a: Mary Ferrara, Ufficio Stampa Teatrosenzatempo

Sul web: www.teatrosenzatempo.com - www.teatroaurelio.it

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP