Attore, il tuo nome non è esatto - Palazzo Serbelloni (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Venerdì, 28 Marzo 2014 

Ci sono tesori architettonici nelle nostre città che restano gelosamente nascosti agli occhi del pubblico e difficilmente fruibili. Grazie a Uovo, il festival di Performing Arts svoltosi a Milano dal 19 al 23 marzo, arrivato alla sua dodicesima edizione, uno di questi è stato aperto: Palazzo Serbelloni, storico palazzo neoclassico di Milano, che ha ospitato la performance di Romeo Castellucci, “Attore , il tuo nome non è esatto”. Uovo si propone infatti di indagare sul rapporto tra spettatore e attore/regista, nonché tra lo spettatore e lo spazio urbano che viene reinterpretato.

 

 

 

 

Produzione Socìetas Raffaello Sanzio / La Biennale Teatro di Venezia presenta
ATTORE, IL TUO NOME NON È ESATTO
performance di Romeo Castellucci
con Mara Bertoni, Evelin Facchini, Giacomo Garaffoni, Arturo Martinini, Aglaia Mora, Ermelinda Pansini, Carlotta Pircher, Sergio Policicchio, Filippo Pagotto
La creazione di questa performance è l’esito del laboratorio condotto da Romeo Castellucci nel 2010 e 2011 alla Biennale Teatro di Venezia, diretta da Alex Rigola

 

 

La performance di Castellucci, concepita durante un laboratorio del 2010/11 fatto alla Biennale Teatro di Venezia e della durata di 25 minuti, è una riflessione che parte dall’etimologia di “attore” spesso erroneamente ricondotta al verbo “agire”, che farebbe pertanto dell’attore, colui che agisce.


In realtà, secondo Castellucci, talvolta l’attore è estraniato da se stesso, quasi in un’ estasi mistica o, come nel caso della rappresentazione di questo famoso autore teatrale, totalmente in preda a Potenze demoniache che possiedono il suo corpo e lo fanno agire (come non ricordare le analogie con il pensiero del grande maestro Carmelo Bene?).


Nella splendida cornice di Palazzo Serbelloni, gli attori espongono, uno alla volta, la passività della loro volontà di fronte a forze sataniche che invadono i loro corpi. L’attore o l’attrice fa il suo ingresso nella sala lussuosa; avanza verso il pubblico che è seduto per terra. In genere si spoglia quasi del tutto. Pigia su un vecchio mangianastri un tasto e si odono voci di esorcisti o di creature sataniche, finanche del gatto di Satana. Queste voci, quasi come lame sottili, penetrano nel corpo dell’attore che comincia a ripiegarsi, contorcersi, straziare la pelle, cercare con mani affannate e tremanti parti del corpo, mentre il respiro si fa ansimante e la bava (panna montata precedentemente ingerita da una bomboletta spray), imbratta la superficie circostante.


Come diceva Lacan, “il discorso non è l’essere parlante”. E’ l’attore a diventare discorso.


Performance breve, sincopata. Può rievocare, per un istante fugace, l’esibizione di una cubista professionista, proiettata a tal punto nella sua finzione scenica, da sentire e far sentire al pubblico quel momento sublime dove coincide tutto l’impossibile e l’irrappresentabile.

 

 

Palazzo Serbelloni - corso Venezia 16, Milano
Biglietti: 10 euro intero - posti limitati, i biglietti non possono essere acquistati presso Palazzo Serbelloni; l’incasso netto dello spettacolo sarà devoluto a finalità sociali

 

Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a: Ufficio stampa Matteo Torterolo
Sul web: www.uovoproject.it

 

 

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