Atti unici di Anton Cechov - Piccolo Teatro Campo d'Arte (Roma)

Scritto da  Mario Fazio Domenica, 08 Giugno 2008 

Piccolo Teatro Campo d’Arte, Roma. Dal 5 all’8 Giungo 2008. Due atti unici di Cechov, “L’orso” e “La proposta di matrimonio”: tema comune la ricerca dell’amore in una chiave tragicomica che trova nelle meccaniche del drammaturgo russo una felice esposizione.

 

 

La proposta di matrimonio – L’orso

Commedia in 2 atti unici di Anton Cechov

 

Piccolo Teatro Campo D'Arte – Via dei Cappellari 93 (Roma)

Dal 5 all’8 Giugno 2008

 

Con: Andrea Bellocchio, Jo di Colore,Gianluca Esposito, Francesca Golia, Chiara Venanzoni.

Regia di Dominick Tambasco

Aiuto Regia Paola Tarantino

 

Si conclude la stagione teatrale del Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma, con 2 atti unici di Cechov, “L’orso” e “La proposta di matrimonio”, tema comune la ricerca dell’amore in una chiave tragicomica che trova nelle meccaniche del drammaturgo russo una felice esposizione. Dominick Tambasco mette in scena verve e teatralità ma anche drammaticità e solitudine.

Se da un lato entrambe gli atti unici hanno un tema portante che è la ricerca dell’amore, la fuga dalla solitudine, in “La proposta di matrimonio”, che apre lo spettacolo, è preponderante la chiave comica mentre in “L’orso” è maggiormente presente una chiave drammatica. Grande caratteristica di una certa produzione di Cechov è la capacità di essere letta e messa in scena sia con una lettura comica che con una lettura drammatica, benché tra gli addetti ai lavori e i critici è più prevalente la prima ipotesi.

Gli attori sono tutti plaudibili con particolare menzione a Jo di Colore, unico ad essere presente in entrambi gli atti: attore versatile e di particolare capacità comica benché il suo personaggio del cameriere ne “L’orso”, alla fine è un po’ troppo sopra le righe. Sicuramente sono sembrati più a loro agio gli interpreti de “La proposta di matrimonio” anche in relazione ad una regia più felice e fedele allo stile di Cechov. Più fuori dagli schemi “L’orso” che, sebbene conta su 2 attori validissimi, perde mordente specie sul finale e lascia troppo spazio alla lettura drammatica del testo.

Le scenografie, essenziali, fanno da trade d’union tra i due atti: un vaso di fiori (fatti di plastica riciclata) verrà confezionato con cura dalla protagonista de “La proposta di matrimonio” e sfasciato dalla protagonista de “L’orso”.

Questi due atti unici alla fine sono godibili e divertenti, nonché confezionati con cura e professionalità, come sono soliti al teatro “Campo d’Arte”. Se la prossima stagione partirà da questo grado di qualità, allora vedremo senz’altro del gran bel teatro.

 

 

 

Articolo di: Mario Fazio

Grazie a: Andrea Bellocchio

Sul web: www.campodarte.com - MySpace

 

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