Assassine - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Lunedì, 26 Dicembre 2016 

Grande ritorno in scena per “Assassine” al Teatro Libero di Milano, spettacolo prodotto da Chronos3 per Residenza Urbana Progetto TLLT, ideato da Tobia Rossi con la regia di Manuel Renga e la presenza in scena di eccellenti attrici come Monica Faggiani, Paola Giacomelli, Elena Ferrari, Silvia Soncini e Arianna Aragno. Si tratta di un lavoro corale impreziosito dai costumi di DassùYAmoroso, nuovo fashion brand indipendente nato dall’incontro di due menti creative, dalle scene di Brein, Martina Lazzarini e Linda Riccardi e dalle musiche di Francesco Lori e che si avvale della collaborazione di Alessandro Sgamma come assistente alla regia.

 

Produzione CHRONOS3 presenta
ASSASSINE
di Tobia Rossi
regia Manuel Renga
con Monica Faggiani, Paola Giacometti, Elena Ferrari, Silvia Soncini, Arianna Aragno
assistente alla regia Alessandro Sgamma
scene Brein, Martina Lazzarini, Linda Riccardi
costumi DassùYAmoroso
musiche Francesco Lori

 

Dal buio che interviene a zittire il pubblico emergono un letto con comodino su un lato del palco e un frigorifero dall’altra parte. Sul frigo è seduta una donna che indossa un costume d’epoca e parla come se provenisse direttamente da un passato remoto. Attorno si intravedono altre figure: una kapò, altre donne vestite in modi differenti e una ragazzina in pigiama bianco che dorme nel letto ma è agitata e si rigira nervosamente. Improvvisamente vede quelle persone e si sveglia di colpo, spaventata, chiedendo chi siano. “Siamo assassine” le rispondono e si presentano: una è Erzsebet Bathory (Monica Faggiani), nota come la Contessa Sanguinaria che uccise oltre 600 persone per utilizzarne il sangue, convinta che le avrebbe mantenuta giovane la pelle, tanto da lavarcisi dentro. C’è poi Leonarda Cianciulli (Silvia Soncini), divenuta celebre nella cronaca nera come la Saponificatrice di Correggio: pazza, credeva che uccidere servisse per salvare i propri figli e usava la farina di ossa dei defunti per fabbricare saponette e biscotti che offriva in giro, anche ai bambini.

Chi ha avuto a che fare per caso o per ricerca con simili notizie conosce molto bene i personaggi qui raccontati, tutti realmente esistiti. Ci si ricorda così di Nera Belle Gunness (Elena Ferrari) che ammazzava tutti i suoi pretendenti e poi li seppelliva nel suo giardino per tenerli sempre accanto a sé. Ilse Koch (Paola Giacometti) rievoca invece la tragica figura della cosiddetta Cagna di Buchenwald, compagna di chi faceva esperimenti sui detenuti in uno dei più grandi e mostruosi campi di concentramento della Germania nazista. La kapò descrive con aria di sfida i tormenti inferti alle vittime, che erano costretti a subire anche il disprezzo tedesco oltre alle sevizie loro riservate. Ma in realtà la quinta assassina è proprio la spaventatissima ragazzina che dorme nel letto: sarà ricordata come l’Angelo della Morte S.C. (Arianna Aragno) perché uccise numerosi pazienti anziani di un ospedale con siringhe piene d’aria. Grazie alla regia e alle scenografie azzeccate, oltre alle luci e alle musiche, si viene coinvolti nella storia, rimanendo anche attoniti dinanzi ad una testa mozzata che appare dentro al freezer e che recita la sua storia tremenda.

“Che cosa volete da me?” grida la ragazzina dal suo letto. “E’ inutile agitarsi, mia cara” rispondono le quattro signore che la guardano. “Tu non sei quella che voleva uccidere una povera donna, brutta e grassa, oggi…?”. La giovane grida di essere un’infermiera, che faceva il suo dovere e poi che quella donna non è morta. Ma in realtà era stata salvata appena in tempo, le fanno notare le altre. “L’inferno per te è appena cominciato” le dicono circondandola. Si fermano e una grida, voltandosi verso il fondo del teatro: “Dov’è il buio? Leo, Leo!”. Cade il buio e poi si riaccendono tutte le luci, mostrando che le cinque donne si comportano da attrici in pausa, cercando di darsi una rinfrescata, cambiandosi e chiacchierando tra loro. “Per me è una roba da dementi, questo spettacolo” si lamenta la Saponificatrice, ma a quanto pare Leo, il regista, è scomparso per davvero e qui il mistero si infittisce. Non ha lasciato istruzioni e le colleghe cominciano a innervosirsi e infine a litigare, tentando di riprendere le prove.

Il risultato è uno spettacolo che mette in mostra il talento reale di ognuna di loro e come il cambio di personalità possa rendere interessanti sia le vite evocate sia quelle di chi le interpreta, specialmente poiché i bisticci somigliano incredibilmente a quelli di chiunque abbia a che fare con colleghe e capi, giovani e meno giovani, tra speranze mal riposte e illusioni deluse, fino al colpo di scena finale, che lascia veramente tutti di stucco. Ovviamente impossibile rivelarlo ma basti sapere che qui non ci troviamo dinanzi ad un qualsiasi noir o ad un giallo con delitto da scoprire, bensì ad un fantastico gioco delle parti e ad un gruppo che merita i lunghissimi applausi che si lascia regalare dagli spettatori al termine di una performance piena di momenti che strappano sorrisi e risate, alternati ad altri che suscitano impressione e paura. Bravissimi tutti.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero 16 €, ridotto 12 €

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Francesca Romana Lino, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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