Aspettando Godot - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Martedì, 18 Novembre 2014 

"Aspettando Godot", di Samuel Beckett, è in scena da mercoledì 12 a domenica 23 novembre al Carcano di Milano; è la prima produzione del Centro Produzione D’Arte Contemporanea Teatro Carcano, con la direzione artistica di Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio. Maurizio Scaparro firma la regia di questo spettacolo centrato sul dramma della solitudine e dell’assenza di senso e speranza nella vita umana. Antonio Salines (Estragone), Luciano Virgilio (Vladimiro), Edoardo Siravo (Pozzo), Enrico Bonavera (Lucky), sono sul palco, a rappresentare la visione dolorosamente pessimistica di Beckett; ma anche a “jouer”, giocare recitando, rappresentando cioè la vita stessa.

 

Produzione Teatro Carcano presenta
Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Enrico Bonavera in
ASPETTANDO GODOT
di Samuel Beckett
con Michele Degirolamo
scene di Francesco Bottai
costumi di Lorenzo Cutùli
regia di Maurizio Scaparro

Se non avete ancora visto “Aspettando Godot”, non preoccupatevi che non è successo nulla (o quasi), perché, nella tragicommedia di Beckett, non succede effettivamente nulla! Almeno apparentemente.

D’altronde il titolo vi ha già avvisato: non si parlerà certo di Godot, ma dell’attesa per questo signore che dovrebbe offrire cibo, vino e sicurezza, ma che non comparirà, né mai verrà e di cui si arriverà perfino a dubitare dell’esistenza. Lo aspettano da giorni Vladimiro e Estragone, in un luogo desolato, una terra di nessuno, abitata solo da un albero. Se l’albero ha una simbologia molto forte in quanto dal sottosuolo si slancia verso il cielo tingendosi di trascendenza, l’albero in scena è stecchito, senza foglie, con rami incerti, quasi a ricordarci che questo panorama desolante c’era già prima ed è stato lasciato dai Vladimiri e dagli Estragoni precedenti.

Anzi, nel secondo atto si arricchirà di foglie posticce, come a dimostrare che solo la natura con il suo imperturbabile ciclo di stagioni, riesce ad imprimere un segno positivo alla vita. Ma anche cosi, suggerirà ai protagonisti solo idee suicide. Intanto i due, che sono due clochardes, continuano à “jouer”, rappresentare, recitare, non deliberatamente, ma piuttosto necessariamente, la rappresentazione stessa della vita, con la sua monotonia, il suo sconforto, la sua solitudine, il suo vuoto. L’arrivo di Pozzo e Lucky non cambierà la desolazione di questi postulanti senza diritti.

Scritta nel 1948 da Beckett e considerata esempio di teatro dell’assurdo, la tragicommedia è rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1953 dal regista Blin che ammette di non averci capito nulla, ma di averla trovata divertente. Forse perché i primi a dubitare del senso di quello che fanno, cioè l’attesa, sono proprio Didi e Gogo stessi (diminutivi di Vladimiro e Estragone). Per questo i loro dialoghi, i loro gesti, sono assurdi, senza logica, quasi divertenti. E d’altronde lo stesso Beckett afferma di non sapere chi sia Godot (Dio, speranza, senso? lo incalzavano i curiosi) e se veramente esista; se lo avessi saputo, dice, lo avrei scritto nel copione!

Sorrideva già all’epoca, l’autore, dopo il putiferio che la sua pièce aveva creato, per l’ossessione di critici e pubblico di riempire con categorie e/o concetti, il vuoto e l’assenza che l’accompagna. Ecco, forse lo spettacolo va visto proprio per sentire, quasi strisciante dentro noi, il sentimento di disorientamento, insicurezza, angoscia che ci prende laddove hanno distrutto il nostro mondo, non ci sono più categorie, presenze, scopi; questo vuoto ci fa sentire persi, naufraghi.

Beckett scrive a tre anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, che ha sancito il fallimento della politica e della parola; privato di consistenza la vita dell’uomo, con 50 milioni di morti; cancellato le città con le bombe; calpestato la cultura europea, ora sbiadita nell’atrocità bestiale della guerra. E sbiadita appare la torre Eiffel, simbolo di questa cultura, nel dialogo dei due balordi. Quella che sembrava nel 1889 “un faro abbandonato sulla terra da una generazione di giganti”, in "Aspettando Godot" diventa un tremolante ricordo accompagnato dalla consapevolezza di essere diventati indegni perfino di salirvi.

Dopo l’anteprima a Legnago il 9 e 10 novembre e le successive recite in sede, lo spettacolo affronterà una tournée che da gennaio a marzo 2015 toccherà le piazze di Trento, Mirandola, Monza, Scandiano, Vignola e Catania.

 

Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Biglietti: poltronissima € 34,00 - balconata € 25,00
Durata spettacolo: 1 ora e 40 minuti più intervallo

Articolo di Raffaella Roversi
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.teatrocarcano.com

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