Arsenico e vecchi merletti - Teatro Quirino (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 08 Gennaio 2020 

Dal 7 al 19 gennaio. Geppy Gleijeses riporta in scena nel suo Teatro Quirino l'immortale commedia "Arsenico e vecchi merletti", in una versione che si ispira direttamente a quella realizzata negli anni '90 dal maestro Mario Monicelli.

 

Gitiesse Artisti Riuniti presenta
ARSENICO E VECCHI MERLETTI
di Joseph Kesselring
traduzione di Masolino D’Amico
con Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini
e con Maria Alberta Navello, Mimmo Mignemi, Paolo Romano, Luigi Tabita, Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini
scene Franco Velchi
costumi Chiara Donato
luci Luigi Ascione
musiche Matteo D’Amico
regia Geppy Gleijeses


È stata una prima "presidenziale", alla presenza nientemeno che del Capo dello Stato Sergio Mattarella, per uno spettacolo storico come "Arsenico e vecchi merletti". Storico non solo perché il testo di Joseph Kesselring, reso immortale dall'omonimo film di Frank Capra, è una pietra miliare della commedia brillante di tutti i tempi (cinque anni di repliche a Broadway, scelta dalle truppe statunitensi per esorcizzare la paura della morte, giunta un mese dopo la Liberazione in Italia, proprio al Quirino).

Storico è infatti un aggettivo che ben si adatta anche a questa specifica messa in scena, che si rifà all'allestimento che negli anni '90 fu firmato dal compianto maestro Mario Monicelli, allora alla sua prima regia teatrale. In quella compagnia, Geppy Gleijeses interpretava il protagonista Mortimer Brewster; oggi ha raccolto le redini della regia, lasciando inalterata la traduzione di Masolino D'Amico, le musiche di Matteo D'Amico e prendendo ispirazione dai costumi, allora come oggi realizzati da Chiara Donato, e dalle scenografie (originariamente di Franco Velchi, attualizzate da Michele Gigi).

Il resto lo fanno gli attori, tra i quali svettano naturalmente le due protagoniste, due primedonne del teatro italiano del calibro di Annamaria Guarnieri e Giulia Lazzarini, semplicemente impeccabili come sempre. Il risultato del lavoro sinergico e coordinato di tutti questi geni, dall'autore al regista, è uno spettacolo dalla cura e dalla profondità cinematografiche, dove ogni minimo dettaglio è un piccolo ingranaggio al servizio del meccanismo narrativo perfettamente congegnato. Nelle scene come, del resto, anche nella trama, che Gleijeses nelle sue note di regia definisce efficacemente come "una meccanicità che si sublima nella genialità", in cui"i diagrammi geometrici dei rapporti tra i personaggi e la purezza dell’intreccio raggiungono il massimo dell’originalità, del rendimento, dell'abilità".

Al centro della storia stanno le due ziette Abby e Martha Brewster, due vecchiette innocue solo in apparenza: il loro peculiare hobby è infatti quello di invitare a casa dei senzatetto e avvelenarli, con l'umanitario intento di mettere fine alla loro sofferenza e alla loro solitudine. Quando scopre i loro piani, il nipote Mortimer, comprensibilmente sconvolto, tenta di mettervi fine, ma a sconvolgere ulteriormente la pace della famiglia ci pensa il ritorno del fratello Jonathan, a sua volta reduce da decine di omicidi, con l'amico dottor Einstein. È solo l'inizio di una catena di equivoci e spunti comici a ripetizione, che travolgono lo spettatore a valanga. E che vi consigliamo sinceramente di non perdere nella riuscitissima versione che ci propone il Teatro Quirino.


Teatro Quirino - Via delle Vergini 7, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794585, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17; giovedì 9 e giovedì 16 gennaio ore 17; mercoledì 15 gennaio ore 19; sabato 18 gennaio ore 17 e ore 21
Biglietti: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì platea 27/30 euro, I balconata 22/24 euro, II balconata 17/19 euro; galleria 12/13 euro; sabato e domenica platea 31/34 euro; I balconata 25/28 euro; II balconata 21/23 euro; galleria 15/17 euro
Durata spettacolo: 2 ore, senza intervallo


Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Paola Rotunno, Ufficio stampa Teatro Quirino
Sul web: www.teatroquirino.it

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