Arsenico e vecchi merletti - Teatro Ghione (Roma)

Scritto da  Sabato, 09 Gennaio 2016 

"Arsenico e Vecchi Merletti" di Joseph Kesselring: un capolavoro che è ad un tempo giallo e commedia, operetta morale e macchina comica, dove si pensa con il sorriso e si sorride con il pensiero. E’ giusto aiutare qualcuno a congedarsi dalla vita quando vengono a mancare il sorriso, l’amore o anche solo la speranza della felicità? E’ giusto proteggere un fratello assassino e un fratello pazzo ad ogni costo, coprire i loro misfatti in nome del sacro vincolo familiare? E’ giusto rivelare ad un figlio adottato in fasce e ormai divenuto un uomo che quella non è la sua famiglia naturale? Dal 17 dicembre al 10 gennaio la risposta è in scena al Teatro Ghione per la regia di Giancarlo Marinelli.

 

Ghione Produzioni e Compagnia Moliere presetnano
ARSENICO E VECCHI MERLETTI
di Joseph Kesselring
con Ivana Monti, Paola Quattrini, Sergio Muniz
e con Andrea Cavatorta, Paolo Perinelli, Serena Marinelli, Peppe Bisogno, Francesco Maccarinelli
e la partecipazione di Paolo Lorimer
adattamento e regia Giancarlo Marinelli
scene Andrea Bianchi
costumi Adelia Apostolico

 

Al centro del palcoscenico una grande teiera celeste, porticina e finestre nella parte bassa e accesso posteriore, a scala, nella parte alta del beccuccio e del coperchio, con mancorrente a bastoni colorati. Da un lato una cassapanca verde e bianca e dall’altro un tavolino azzurro e dei sedili argentati con spalliere a cucchiaino color oro. Atmosfera da fiaba o da fumetto e in scena la grande Paola Quattrini, in rosa albicocca e avvolgente stola rossa, saltellante a piccoli passi nei panni di Abby Brewster, simpatica, tenera e un po’ svampita, accoglie i primi clienti e il pubblico in sala e giustifica l’assenza della sorella Martha, andata a portare un brodo caldo ad un vecchietto che non sta bene.

Al suo arrivo in un vestito verde acqua tutto plissettato con bordi e rifiniture blu, la grande Ivana Monti, anch’ella saltellante, simpatica, carina, ma più sobria e tattica, spiega che la missione delle due sorelle è aiutare le persone sole e sofferenti senza più gioia, amore o attesa di futura felicità, garantendo loro un po’ di serenità mediante un calice di vino al sambuco. Una parte di vino, mezza di sambuco e un pizzico di arsenico e il gioco è fatto!

Sono zie di tre nipoti: Mortimer, Jonathan e Teddy. Sergio Muniz impersona il primo: in effetti è il figlio illegittimo di una domestica spagnola, andata a lavorare in casa Brewster poco prima che il bimbo nascesse. Ex scapolo convinto, entra in scena per annunciare il suo matrimonio con Elaine Harper, e scopre che le due amabili ed anziane ziette "aiutano" i "loro signori" o inquilini a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra, offrendo loro del vino corretto con un miscuglio di veleni. Ed effettivamente hanno collezionato ben undici cadaveri ed il dodicesimo giace nella cassapanca in attesa di sepoltura. L’apertura della medesima ha svelato l’arcano a Mortimer.

Della sepoltura si occupa Teddy, che crede di essere Theodore Roosevelt, giacca da generale con tanto di medaglie e pantalone azzurro bordato rosso. Scava e ricopre di continuo nuove buche, per occultare i cadaveri nel Canale di Panama, la cantina di casa, ed allora la tenuta è coloniale: basco, sahariana e bermuda. Il suo grido di battaglia è “Caricaaaaa!….”. Mortimer ha deciso di far rinchiudere Teddy in una casa di cura, ma sopraggiunge Jonathan a guastare i piani. E' Paolo Lorimer ad interpretarlo: ha i lineamenti trasfigurati da numerosi interventi di chirurgia plastica tanto da sembrare Frankenstein e a chi glielo svela garantisce un titolo di prelazione per l’aldilà. E’ un pluriomicida - anche lui è arrivato a dodici cadaveri - ed accompagnato dal suo fidato amico, il dottor Einstein, ha anch’egli un cadavere di cui disfarsi e tenta di seppellirlo nella cantina, per poi eliminare anche il fratello Mortimer.

Tanto le zie, quanto Jonathan stanno per arrivare a quota 13 ma l’arrivo della polizia, le simpatiche trovate, l’abilità a reggere i tempi veloci e brillanti di Paola Quattrini, la perizia dei toni pacati, drammatici e impegnati di Ivana Monti, le rocambolesche vicissitudini della vicenda, garantiranno alle due “innocue” sorelle il risultato e il tredicesimo calice di vino al sambuco all’ultimo vecchietto capitato a fagiolo per una tanto agognata serenità.

'Pensate un po’; da bimbo, mia madre me la raccontava come una favola: “C’era una volta una grande casa con due vecchie signore, un cimitero, una cantina, un matto che suona la tromba e un mostro alto due metri…”. E a me che le chiedevo: “Ma la morale? Qual è la morale?”. Lei non mi rispondeva'. Questo nelle note di regia di Giancarlo Marinelli.

E della favola c’è tutto in questa messa in scena incantata e fumettistica, ben ritmata, ben recitata e con bei costumi, che suscita attenzione e piacere a chi oltre a una morale cerca il piacere di divertirsi con il teatro e con i professionisti che da un bel po’ lo sanno fare. E la regia valorizza le peculiarità di professioniste non solo adulte, ma scenicamente capaci, senza cadere nel banale e facile consenso. Gli applausi del pubblico premiano la ricerca dell’arte in un classico del teatro divertente da salotto.

 

Teatro Ghione - via delle Fornaci 37, 00165 Roma
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/6372294 - 06/39670340, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: tutti i giorni dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: platea euro 25, galleria euro 20

Articolo di: Massimo Tucci
Grazie a: Daniela Bendoni, Ufficio stampa Teatro Ghione
Sul web: www.teatroghione.it

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