Arborea Carmina Entrée de Danse - Teatro Carcano (Milano)

Scritto da  Martedì, 21 Luglio 2015 

Il Teatro Carcano si inoltra nel caldo estivo a palcoscenico aperto per accogliere un' iniziativa che si collega perfettamente a EXPO in città: si tratta di "Arborea Carmina, cultura, cibo, energia, persone e danza", andata in scena dal 9 al 12 luglio scorsi. Il Centro Studi Coreografici Teatro Carcano e la compagnia Teatro Totale hanno creato questo evento-spettacolo diretto da Aldo Masella, che ha presentato la serata introduttiva e ha intervistato dal vivo Oriella Dorella, la grande etoile della danza, madrina dell’evento e portavoce nel mondo di stile e ricchezza artistica Made in Italy. Arborea Carmina è legato ai temi di Expo e alla nutrizione, all’energia e alla tutela ambientale sviluppandone i contenuti principalmente attraverso la forma espressiva della danza. Brani di prosa e poesia, selezionati ed emozionali, contribuiscono allo svolgersi degli eventi in scena mentre le quattro conferenze che precedono gli spettacoli hanno il compito di introdurre i temi della narrazione coreografica.

 

ARBOREA CARMINA Entrée de Danse
introduzione a cura di Giuseppe Petix con la conferenza “Dentro lo Sguardo. L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci"

 

La prima delle quattro serate del progetto, dedicata ad uno stile coreutico eminentemente classico, è stata introdotta da un'interessante discussione offerta da Giuseppe Petix che ha proposto ‘Dentro lo Sguardo. L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci', una sua personale ricerca durata anni e infine accolta ufficialmente dalla Biblioteca Leonardiana di Vinci in cui si racconta come un' intuizione dello stesso Petix lo abbia portato ad analizzare alcune opere attraverso uno sguardo ‘sdoppiato’, come accade con la visione binoculare. In tal modo due opere sono state confrontate permettendo di scoprire in un disegno poco noto l’immagine secondaria del Cristo come appare nell’Ultima Cena in Santa Maria delle Grazie. Petix si affianca a quanto illustra il giornalista Michele Governatori sulle potenzialità legate all’utilizzo delle energie rinnovabili ed ecosostenibili. Il tutto reso visivamente affascinante da un impianto scenico che utilizza una esclusiva e originale tecnica di scenovideografia, che riesce a trasformare il palco in un ambiente di tipo onirico, in grado di trascinare gli spettatori tra realtà e incessanti suggestioni visuali.

Dopo aver valutato il confronto fra arte, filosofia, letteratura e scultura, con argomenti che ondeggiano tra la metafisica e la conoscenza fuori dagli schemi, il tempo di una sosta per la cena e si rientra in teatro, stavolta in platea in attesa di uno spettacolo di matrice più classica. Sarà introdotto da un gentilissimo anfitrione, il direttore del Centro Studi Coreografici del Teatro Carcano. Si ricorda che Arborea Carmina punta su ambiente, cibo, natura e territorio nel corso dell’intervista alla bellissima Oriella Dorella, che dice: “Sì, va presa coscienza che la natura va difesa, come ha scritto Sepulveda ne ‘La Gabbianella e il Gatto’, dove si parla di umanità e territori. Ma cosa dire del continente di plastica? Mettiamoci tutti una mano sulla coscienza!”. Ed ecco che una copia del volume realizzato un secolo e mezzo fa da Emilio Bestetti su Leonardo le viene donato proprio dalla nipote dell’autore, che sale appositamente sul palco tra gli applausi. Il direttore sottolinea infine che solo l’Accademia Nazionale della Danza può rilasciare autentici diplomi di danza, riconosciuti ovunque. Ma finalmente ha inizio lo spettacolo, che stasera è dedicato al balletto classico con divagazioni dal Duecento all’Ottocento e si comincia con ‘Le Tre Rane’, danza nata da un racconto di Leonardo.

Vengono recitate storie cinquecentesche, prossime al tempo in cui il sommo genio visse ed operò, con immagini proiettate sul grande fondale che vede impreviste figure in movimento, come alcune farfalle che volteggiano su un bosco immobile. Questa sequenza è dedicata all’uva e al vino da tre giovani danzatori e sei ballerine, graziose e delicate, tutte molto giovani, sorridenti e leggiadre. I costumi sono soffici e leggeri, svolazzanti, la musica varia e consona al periodo storico ritratto. Il secondo passaggio ha per sfondo un banchetto del Duecento, preceduto da un racconto di cibi e spezie, con vini sublimi ed esotici. Il succo è che in tutte le taverne, ‘ognun felice sia!’. A seguire una danza con musiche auliche dedicate alle libagioni antiche, descritte nei minimi dettagli. Roba da far venir l’indigestione solo a immaginare che si potesse mangiare così tanto. Qui troviamo in scena un danzatore con cinque giovincelle, i costumi sono davvero perfetti e fanno librare la fantasia.

Quindi si passa ai menù veri e propri di banchetti nobiliari del 1473, per le feste celebrate nei palazzi dove si radunavano i più ricchi e potenti del luogo, pertanto danza e musica si colorano di un'atmosfera regale. In un crescendo di agiatezza ed ostentazione, si arriva al Seicento con costumi goldoniani e peripezie tratte dalla Commedia dell’Arte, come l’intramontabile storia di Colombina e Arlecchino, con trascinanti danze d’epoca. Si giunge poi immancabilmente alla pizza, alla tarantella e a tutto il costume napoletano, sottolineando quanto decretato nel maggio 1991 allorchè, nella lontana California, fu attestato incontrovertibilmente che la pizza è nata in Italia, sconfessando la Cina che da tempo voleva fregiarsi della sua creazione, come d'altronde anche altri Paesi. Inutilmente! Un magistrato ne riconosce l’origine italiana, anzi etrusca. Pare che perfino Omero descrivesse un cibo simile alla pizza, ma lui aveva proprio cuoche di origine napoletana! Aurelio Fierro canta ‘Ma tu vulìv a pizza ca' pummarola 'ngoppa’ e si sottolinea che la pizza Margherita prese tale nome da quello della Regina d’Italia dell’epoca, la regina Margherita per l’appunto.

Per chiudere si presenta una tavolata luculliana voluta da sir Falstaff, con numeri pirotecnici nella cornice di un parco, prima di una festa con giochi nella campagna inglese. Qui le danze si avvicinano al valzer, ci sono costumi con corpetti dorati e gonne in tulle tempestate di paillettes, le ragazze indossano tutte lunghi guanti bianchi fin sopra al gomito e ha inizio il ricevimento, coi maschi in frac damascati dai colori spenti; sono in scena tre danzatori e nove splendide danzatrici che volteggiano radiose seguendo sempre una perfetta movenza, una coreografia impeccabile e gradevole in ogni istante, i volti sorridenti a tal punto da lasciare per osmosi anche in tutti gli spettatori lo stesso sorriso alla fine dello spettacolo, salutato da lunghi applausi felici. Una serata bellissima.

 

Teatro Carcano - corso di Porta Romana 63, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 55181377 - 02 55181362, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 9 luglio ore 20.30
Biglietti: posto unico numerato € 18,00

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Brunella Portoghese, Ufficio stampa Teatro Carcano
Sul web: www.arboreacarmina.net - www.centrostudicoreografici.net - www.teatrocarcano.com

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