Appuntamento a Londra - Teatro Parioli Peppino De Filippo (Roma)

Scritto da  Lunedì, 16 Gennaio 2012 
Appuntamento a Londra

Dal 12 al 22 gennaio. In scena al Teatro Parioli un ricercato e seducente atto unico del peruviano Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura 2010, con la regia di Maurizio Panici ed una coppia di protagonisti d’eccezione, il sodalizio artistico sempre più collaudato e prezioso tra Pamela Villoresi e David Sebasti. Un viaggio nei più reconditi recessi della psiche, indagando tra le pieghe dei segreti più inconfessabili, sul valore più profondo dell’amicizia e dei sentimenti, alla ricerca di una definizione monolitica e rassicurante dell’identità umana che sarà inevitabilmente destinata al fallimento, a disgregarsi in una impalpabile e polimorfica rifrazione onirica.

 

 

Associazione Teatrale Pistoiese / Argot Produzioni

in collaborazione con Spoleto52 Festival dei 2Mondi presentano

Pamela Villoresi e David Sebasti in

APPUNTAMENTO A LONDRA

di Mario Vargas Llosa (premio Nobel 2010)

traduzione Ernesto Franco

regia Maurizio Panici

scene Francesco Ghisu

costumi Lucia Mariani

musiche Germano Mazzocchetti

luci Emiliano Pona

video Andrea Giansanti

 

Appuntamento a LondraL’identità di un individuo. Universo eccessivamente frastagliato, contraddittorio e suscettibile di continui mutamenti ed alterazioni per essere cristallizzato, individuato ed incasellato in precise e granitiche definizioni. A questa ineluttabile constatazione si aggiungono le dinamiche insondabili del sentimento, declinato nelle sue innumerevoli sfumature – dall’amicizia più pura e sincera dell’infanzia all’innescarsi delle passioni più torbide ed inconfessabili – e il contrasto insanabile tra realtà e finzione che contraddistingue l’esperienza quotidiana di ciascuno, due stimoli opposti e ad un tempo complementari che si fondono, si alimentano reciprocamente, si respingono e si completano in ogni destino individuale.

Questi i nuclei tematici fondamentali attorno ai quali si articola la produzione del romanziere e drammaturgo peruviano, che ritroviamo affrontati in maniera lucida e vibrante nella pièce “Al pie del Támesis” (“Appuntamento a Londra”) del 2008 ed efficacemente sottolineati in questo allestimento italiano prodotto dall’ Associazione Teatrale Pistoiese e da Argot Produzioni e presentato in anteprima alla cinquantaduesima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Un adattamento che lo stesso autore ha giudicato, con fervido entusiasmo, estremamente originale, acuto nella capacità di indagine psicologica, denso di una vastissima gamma di tonalità immaginative e al contempo aderente al testo; merito del linguaggio asciutto ed espressivo che contraddistingue la traduzione di Ernesto Franco, dell’interpretazione emozionante e carismatica offerta dai due protagonisti Pamela Villoresi e David Sebasti, ma soprattutto della direzione registica sicura e versatile di un maestro indiscusso come Maurizio Panici, con affondi di realistica virulenza nel quotidiano che si alternano a slanci pindarici in dimensioni parallele che pertengono alla rievocazione, dolorosa o malinconica, del passato o alla proiezione fantastica in un futuro incerto, foriero di cambiamenti ed inedite prospettive esistenziali.

L’azione scenica si svolge integralmente nella lussuosa e moderna suite di un albergo londinese: il manager peruviano Chispas, uomo d’affari aggressivo, risoluto, apparentemente incrollabile nelle sue certezze e perfettamente soddisfatto della propria vita interamente dedita al lavoro, ha abbandonato la prestigiosa riunione di imprenditori ed economisiti che l’ha condotto nella capitale inglese, non appena gli è stata annunciata una visita tanto inaspettata quanto singolare, quella dell’intrigante e misteriosa Raquel Saavedra, che sostiene di essere la sorella del suo fraterno amico d’infanzia Pirulo.

Appuntamento a LondraIl mistero si infittisce poiché, nonostante la pressochè quotidiana frequentazione della casa del suo compagno di infiniti giochi ed avventure, Chispas non è mai neppure venuto a sapere dell’esistenza di questa fantomatica sorella, mentre lei sostiene di averlo visto ed ammirato in infinite occasioni. Un rapporto, quello tra Chispas e Pirulo, che li aveva visti letteralmente crescere assieme tra avvincenti partite di calcio, i primi impacciati corteggiamenti alle ragazze e gli sfrenati bagordi notturni dell’adolescenza; un legame che sembrava realmente inossidabile, una vera e propria fratellanza che però un giorno improvvisamente era esplosa in una miriade di frantumi, per motivi di cui l’arrogante uomo d’affari dichiara di essere completamente all’oscuro. Sono ormai trascorsi trent’anni da questa repentina ed incomprensibile separazione, un periodo durante il quale la memoria dell’amico non l’ha comunque mai abbandonato sebbene le loro strade abbiano intrapreso direzioni diametralmente opposte senza tornare mai ad intersecarsi.

Imprevedibilmente il destino torna a manifestarsi, strappando il manto di ipocrisia adagiato dal tempo e dalla convenienza: la conturbante e decisa Raquel, forte della sua femminilità matura, elegante e prorompente, rivela difatti che l’interruzione dei rapporti con Pirulo non è stata affatto inspiegabile e priva di fondamento; suo fratello, sotto la doccia della palestra dove erano soliti allenarsi, un pomeriggio catturato da un istinto naturale e da un trasporto affettivo incontenibile aveva tentato di baciare Chispas sulle labbra e quest’ultimo, attonito e sorpreso, aveva reagito sferrandogli un violento pugno in pieno volto, per preservare la sua immagine di macho virile ed incorruttibile. Da quell’istante Pirulo, nonostante i numerosi tentativi del suo amico di scusarsi per il gesto impulsivo e di recuperare il loro prezioso rapporto, aveva sempre rifiutato recisamente ogni contatto, innalzando un muro poderoso ed inattaccabile che li aveva condotti a perdersi definitivamente di vista.

Appuntamento a LondraChispas è sconcertato dalla dovizia dei particolari rivelati da Raquel riguardo a queste vicende e si domanda come la donna possa esserne venuta a conoscenza. La sua arguzia, continuamente incalzata dalle allusioni provocatorie della donna, ben presto giunge in suo soccorso: Raquel è in realtà lo stesso Pirulo, il risultato di un impervio e doloroso cammino, spirituale, emotivo e chirurgico, che gli ha consentito di liberare la sua essenza femminile e raggiungere l’agognata serenità e completezza emotiva. Si scatena a questo punto un vortice di confessioni reciproche, fantasmagoriche visioni, riscoperta di una vicinanza ed affinità mai sopite, riflessioni su ciò che è stato e su ciò che sarebbe potuto essere, un ambiguo e complesso intreccio di realtà e finzione, di fatti realmente accaduti e tessuto onirico. Non sarà offerta alcuna soluzione certa e consolatoria, rimarranno solamente spalancati profondi interrogativi, in un crescendo di suspense e tensione mentale che conquista senza riserve lo spettatore sino all’epilogo con un coup de théâtre decisamente straniante ed inimmaginabile sino a qualche istante prima.

Nell’atto unico si percepisce distintamente la forte ispirazione letteraria della pièce, con una incessante e feconda interrelazione tra diversi linguaggi espressivi; di gran pregio la scenografia essenziale curata da Francesco Ghisu ed i costumi raffinati e sobri di Lucia Mariani. Un apparato scenico che, congiuntamente al calibrato gioco di chiaroscuri tracciato dal disegno luci di Emiliano Pona, alle suggestive musiche originali composte da Germano Mazzocchetti e agli evocativi contributi video realizzati da Andrea Giansanti e proiettati nella seconda parte della rappresentazione su di un velatino, asseconda il costante avvicendamento tra reale e vagheggiamento fantastico che rappresenta la cifra distintiva di questo lavoro drammaturgico.

Magistrale e vigorosa l’interpretazione di Pamela Villoresi nei panni di Pirulo-Raquel; in crescita costante, sino a raggiungere vette di notevole intensità nella sequenza del riconoscimento e del drammatico incontro-scontro con i fantasmi del passato, quella del suo ottimo compagno di palcoscenico David Sebasti.

Un’opera estremamente originale, intima ed appassionata, armonica nelle sue componenti di eccellenza, di grande modernità, sottile e penetrante nella sua analisi di pulsioni, emozioni, sogni e comportamenti umani. In scena al Teatro Parioli Peppino De Filippo fino a domenica 22 gennaio.

 

Teatro Parioli Peppino De Filippo - Via Giosuè Borsi 20, 00187 Roma

Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/8073040

Orario botteghino: dal martedì al sabato ore 10.30 -19, domenica dalle ore 16

Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, la domenica e giovedì 19 alle ore 17

Biglietti: da 22,00 a 33,00 euro (sono previste riduzioni per CRAL, Scuole e Associazioni)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio stampa Maurizio Quattrini

Sul web: www.teatropariolipeppinodefilippo.it

 

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