Appiccicati, un musical diverso - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 11 Maggio 2019 

Dal 7 al 26 maggio è in scena al Teatro Filodrammatici di Milano “Appiccicati - un musical diverso” di Ferran González, Alícia Serrat e Joan Miquel Pérez, con la regia di Bruno Fornasari: l’escamotage del teatro nel teatro, per due ore spassose accompagnate da un testo spiritoso, irriverente e originale, con un finale tenero e un gran ritmo. Regia puntuale e interpreti brillanti, con una scena fissa che non annoia e si traveste con suggestioni da ombre cinesi che ammiccano all’idea del film di animazione.

 

Amadio/Fornasari presentano
APPICCICATI - UN MUSICAL DIVERSO
(titolo originale “Pegados, un musical diferente”)
di Ferran González, Alícia Serrat, Joan Miquel Pérez
con Marta Belloni, Cristian Ruiz, Stefania Pepe
e al pianoforte Antonio Torella
traduzione Bruno Fornasari, Daniele Vagnozzi
musiche Ferran González, Alícia Serrat
traduzione liriche Daniele Vagnozzi, Marta Belloni, Bruno Fornasari
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Fabrizio Visconti
coreografie Angelo Di Figlia
assistenti alla regia Denise Brambillasca, Daniele Vagnozzi
direzione musicale Antonio Torella
regia Bruno Fornasari
produzione Teatro Filodrammatici di Milano

 

Il 7 maggio ha debuttato in prima nazionale, presso il Teatro Filodrammatici di Milano, “Appiccicati - un musical diverso”, spettacolo musicale di piccolo formato, lontano dalle seduzioni scintillanti abituali di questo genere, che ha ricevuto tre Premi “Butaca” in Catalogna e due Premi “Max. E’ una satira su amore e sesso ai tempi di Tinder, un esperimento narrativo diverso che gioca col genere musical all’interno di una stagione di prosa, ed in effetti è difficile etichettarlo, con un prologo nel quale l’infermiera, uno dei quattro protagonisti, insieme al dottore musicista e alla coppia casuale di ‘avventurieri’ sfortunati, racconta agli spettatori cosa andranno a vedere. Questa voce narrante, ironica e dissacrante, sembra denunciare, senza troppo impegno politico, le magagne del teatro oltre che dell’amore, ai tempi delle sponsorizzazioni che la costringono a passare e ripassare con un monopattino in scena per promuovere l’azienda che ha finanziato lo spettacolo; il tutto mentre si arrangia tra cambi di costumi e di ruolo occupandosi anche di abbassare e alzare il sipario.

La storia è lo specchio dell’amore ai tempi dei social consumato velocemente e senza grande passione, quando non è virtuale, eppure nasconde una profonda tenerezza e il sogno del velo da sposa nella borsetta di ogni donna, anche la più emancipata. Un uomo e una donna si conoscono in una discoteca e fanno subito sesso nel bagno. Ma la situazione si complica quando i due scoprono di non riuscire a staccarsi: sono rimasti letteralmente appiccicati e si vedono costretti a stare in coda al pronto soccorso aspettando il medico in compagnia di un’infermiera che non ha nessuna intenzione d’essere d’aiuto. Inizia una lunga, sfinente e paradossale attesa, tra dolori e morsi della fame, dove i problemi gestionali di un ospedale superano la preoccupazione della cura dei pazienti. Il medico è dedito più alla musica che alla medicina evidentemente e si occupa più della propria salute che di quella altrui.

I due, incastrati letteralmente uno nell’altro, sono costretti a conoscersi meglio, a trovare un modo per passare il tempo, a scoprire la necessità della sincerità e di nascondersi ad un tempo dalle rispettive mamme, introdotti rapidamente ai difetti e alle manie dell’altro. Una convivenza forzata e accelerata che non parte con le migliori premesse. La ragazza infatti all’inizio sembra essere desiderosa, una volta consumato l’atto, di tornarsene a casa sbrigandosi per prendere il metrò. Il dialogo, concitato, rabbioso a tratti, via via sfuma nel tempo, finché i due giovani scoprono di essere innamorati. Il clima si rovescia improvvisamente e “Lei” dice a “Lui” che devono rispettare un patto, “niente sesso fino alla prima notte di nozze”. Un finale surreale e tenero che incornicia in un cuore i due promessi sposi dietro una tenda trasparente mentre si baciano teneramente.

La scenografia, una scena fissa nel pronto soccorso, dove al posto della scrivania c’è una pianola e l’orologio è rotto così i pazienti non percepiscono le lunghe attese, riesce ad essere uno scenario vivace, come il cambio dei costumi. Anche musicalmente è come se l’atmosfera si scaldasse e dalla prosa ci fosse un passaggio graduale al musical nella seconda parte dello spettacolo, attraverso novanta minuti che scorrono rapidi sostenuti dal ritmo e dalla scansione puntuale della regia. Delicato e gradevole l’effetto ombre cinesi che bene accompagna il senso dell’azione, prima nascondendo - un atto consumato quasi di straforo - poi rivelando dolcemente un amore nascente.

 

Teatro Filodrammatici - Via Filodrammatici 1 (ingresso Piazza Paolo Ferrari 6), 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 21; mercoledì, venerdì e domenica ore 19.30
Biglietti: intero 25€, ridotto convenzionati 18€, ridotto under 30 16€, ridotto over 65 e under 18 12.50€, online con prezzo dinamico da 12.50€
Durata spettacolo: 90 minuti

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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