AOI - Teatro Agorà (Roma)

Scritto da  Luca Maria Giovedì, 27 Maggio 2010 

AOIDal 25 al 30 Maggio 2010. “Aoi” è una storia che si sviluppa su più piani. C’è una  trama esplicita: l’amore tra il parrucchiere Hikaru e la giovane Aoi basato sulla pulsione quasi feticista dell’uomo verso i capelli della ragazza; sui due si staglia l’ombra della relazione passata di Hikaru con Rokujo, matura donna che li tormenta incarnandosi in un fantasma a metà tra la visione e il ricordo.

 

 

 

AOI

Da martedì 25 a domenica 30 maggio 2010 alle ore 21.00

Teatro Agorà - Roma

via della Penitenza 33

testo di Takeshi Kawamura
Con Carla Aversa - Gianni Licata - Jacopo Sacchetti - Giorgia Serrao
Scene di Nobushige Akiyama
Regia di Massimiliano Milesi

 

AOI” è una storia che si sviluppa su più piani. C’è una  trama esplicita: l’amore tra il parrucchiere Hikaru e la giovane Aoi basato sulla pulsione quasi feticista dell’uomo verso i capelli della ragazza; sui due si staglia l’ombra della relazione passata di Hikaru con Rokujo, matura donna che li tormenta incarnandosi in un fantasma a metà tra la visione e il ricordo.

Ma dietro a questo significato manifesto c’è un fitto strato di significanti, fatto di simbolismi, metafore e frasi sottese, nascoste dietro il velo di questo dramma che rievoca le ghost stories nipponiche: il celarsi silenzioso della violenza nei focolari domestici, il sesso come grottesco rito di passaggio, il culto estetico che eleva singole parti del corpo a feticci.

Un fratturato studio della società che per essere assimilato richiede un’analisi attenta e minuziosa, impegno resto arduo da una traduzione un po’ zoppicante ed a volte meccanica.
La messa in scena affronta la sfida di portare in teatro un testo così anticonvenzionale, ponendosi con un piglio postmoderno e dichiaratamente non naturalista. Una scelta che rischia un risultato non proprio immediato, ma che sulla lunga distanza permette agli attori di risaltare e coinvolgere il pubblico.

Plauso va alle scenografie realizzate da Nobushige Akiyama.Fondali, tappeti, persino una lampada e gli accessori per la cerimonia del the, tutto è costruito con carta giapponese pressata, contribuendo a creare l’atmosfera surreale, a metà tra sogno e incubo, che permea l’opera.

Tirando le somme, “Aoi” è uno spettacolo  che porta nel teatro italiano uno stile radicato in un altro mondo, decidendo di rischiare sullo shock culturale che viene fuori dall’impatto tra sensibilità così diverse, il regista Massiliano Milesi merita una lode per questo esperimento, primo passo della neonata Sipari d’oriente in un percorso che non possiamo che vedere che lungo e pieno di tappe stimolanti.

 

 

Articolo di: Luca Maria

Sul web: www.teatroagora80.com

 

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