Anselmo e Greta - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Sabato, 24 Gennaio 2015 

In scena al Teatro Vascello dal 17 al 25 gennaio, nell’ambito della stagione “Il Vascello dei Piccoli”, lo spettacolo per grandi e piccini “Anselmo e Greta”, prodotto da Dynamis/TSI La Fabbrica dell’Attore, una scrittura drammaturgica liberamente ispirata all'immortale favola dei fratelli Grimm “Hansel e Gretel”.

 

Produzione Dynamis / Tsi La Fabbrica dell'Attore presenta
ANSELMO E GRETA
regia-organizzazione-esecuzione Dynamis
liberamente ispirato alla fiaba "Hansel e Gretel" dei fratelli Grimm
regia Andrea de Magistris
con Ilaria Bevere, Concetto Calafiore, Filippo Lilli, Dalila Rosa, Francesco Turbanti, Marta Vitalini
aiuto regia Giovanna Vicari
assistente alla regia Valentina Vaccarini
scritto con Daniela Mitta
regia video Germano Boldorini
luci Paride Donatelli
scene e costumi Dynamis Teatro

 

Rispettando i canoni classici da tragedia antica, lo spettacolo si apre con un prologo: Ilaria Bevere, Concetto Calafiore, Filippo Lilli, Dalila Rosa, Francesco Turbanti e Marta Vitalini nascondono i loro visi dietro una maschera che rappresenta la gigantografia dei loro volti; da principio ci sembrano un po’ scollegati dalla storia dei due fratellini, parlano di quanto sono diventati grandi, dei loro problemi estetici e non, fintanto che non ci vengono presentati i personaggi della storia che si sta per narrare e allora le voci si confondono, il narratore ha parlato e la fiaba (moderna) ha inizio.

Episodi: le vicende di due fratellini, Anselmo e Greta, abbandonati a se stessi, bombardati di attività ricreative che li rendono iperattivi e allo stesso tempo lontani dal mondo tutto “selfie” e “centro commerciale” dei loro genitori. Come rendere tutto ciò? Lo spettacolo regala, con poche e soprattutto semplici trovate sceniche, creazioni visive che lo esplicano in modo intelligente, divertente e senza la minima forzatura.

I bambini sono sul palco: ci sono delle aree ritagliate con del nastro adesivo, i ragazzini corrono, ci camminano - sembrano divertiti - e interagendo poco tra loro mostrano al pubblico tutte le loro attività quotidiane: corso di inglese, danza, due ore di “play” e chi più ne ha, più ne metta. Dietro di loro, proiettate sullo schermo, le immagini video dei genitori che “si sparano la posa” per immortalarsi in qualche selfie, che ogni tanto buttano l’occhio verso i figli e che per lo più si premurano di redarguirli senza alcun reale interesse.

E poi il centro commerciale: la pioggia di palline colorate che casca sui due per poi distribuirsi sul palcoscenico per simboleggiare il “centro ricreativo” in cui i bimbi sono “parcheggiati”; la “sfilata” col carrello spinto dal marito marionetta con dentro anche la moglie che nuovamente si “spara la posa” a mo’ di Sirena della nave-carrello del centro commerciale e che lancia ogni tanto merendine poco sane ai propri figli.

L’esempio delle conseguenze di questi atteggiamenti lo si rintraccia nella schermata di una conversazione whatsapp tra i fratellini, proiettata sullo schermo in fondo al palco: comunicano per immagini, hanno un linguaggio tutto loro con il quale decidono di fuggire nel bosco che, per quanto ostile e per quanto buio, li spingerà a mostrare se stessi e a liberarsi. Esodo.

Si tratta pur sempre di una fiaba, creata principalmente per intenti educativi, ma qui più che una vera e propria morale, la compagnia sembra invece voler affermare: abbiamo analizzato il testo, ci siamo guardati intorno, abbiamo iniziato a giocare come dei bambini e - si potrebbe aggiungere - il risultato è stato un lavoro originale, contemporaneo, ma fuori dalle tipiche dinamiche del teatro contemporaneo, semplice, capace di tenere incollati persino i bambini, pubblico particolarmente difficile perché portato ad annoiarsi facilmente, a mostrare immediatamente i propri segni di insofferenza.

Le interpretazioni sono ben calibrate e amalgamate tra loro. I personaggi sono credibili: dallo sguardo vispo di Greta nel suo vestitino rosso a quello spento di Anselmo che sembra trascinare il suo corpo con movimenti pesanti; dallo sguardo furbo del papà alla bocca “atteggiata” della madre; dai capelli sparati in aria di Vasco alla voce calda della madre scomparsa.

In definitiva, uno spettacolo puro come puri sono i bambini a cui si rivolge. Da consigliare non solo alle famiglie.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Orario spettacoli: sabato ore 17, domenica ore 15
Biglietti: 10,00 € adulti - 8,00 € bambini

Articolo di: Olimpia Sales
Grazie a: Ufficio stampa Marica Cinque
Sul web: www.teatrovascello.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP