Anselmo e Greta - Roma Fringe Festival 2015 (Roma)

Scritto da  Venerdì, 12 Giugno 2015 

Conclusasi la prima settimana di Roma Fringe Festival con la selezione del primo finalista di questa quarta edizione, la seconda settimana del festival all’ombra di Castel Sant’Angelo si apre con nuovi spettacoli. Noi siamo stati a vedere "Anselmo e Greta", una produzione di Dynamis/TSI La Fabbrica dell’Attore, liberamente ispirato alla fiaba "Hansel e Gretel" dei fratelli Grimm.

 

Produzione Dynamis / La Fabbrica dell'Attore - Teatro Vascello presenta
ANSELMO E GRETA
liberamente ispirato alla fiaba "Hansel e Gretel" dei fratelli Grimm
regia, organizzazione, esecuzione Dynamis
regia Andrea de Magistris
drammaturgia Andrea De Magistris e Giovanna Vicari
con Ilaria Bevere, Concetto Calafiore, Filippo Lilli, Dalila Rosa, Francesco Turbanti, Marta Vitalini
aiuto regia Giovanna Vicari
assistente alla regia Valentina Vaccarini
scritto con Daniela Mitta
regia video Germano Boldorini e Luca Dammicco
luci Paride Donatelli
scene e costumi Dynamis Teatro

 

“Sfido chiunque di voi a non essere arrabbiato dopo aver visto chi è rimasto nel bosco”. Trasportati dalle mille distrazioni della nostra quotidianità, si presta sempre meno attenzione alle persone che ci sono vicine e si tende sempre più ad assomigliare ad un modello effimero che ci viene in continuazione proposto sotto varie forme e linguaggi, senza accorgerci di quanto ci condizioni. Questa è la domanda che si pone la compagnia Dynamis: i ragazzi di oggi hanno la vita riempita da lezioni di canto e danza o di calcetto e nuoto, devono imparare nuove lingue e nuove arti di difesa personale, ma quanto, il contesto in cui vivono, altera il loro carattere e il loro modo di relazionarsi con gli altri?

Una famiglia felice, non ricca ma serena, una madre che muore in un incidente stradale ma presente come fantasma e narratore di questa storia, un padre che confuso e solo decide di risposarsi con una donna ricca e vanitosa e un figlio, Vasco, che in qualche modo misterioso scompare, fuggito o più probabilmente abbandonato nel “bosco”. La nuova moglie Sandra ha labbroni rifatti, si sospetta abbia ucciso a colpi di pistola il suo primo marito e comunica con i due figli, Anselmo e Greta, tramite una webcam. Le video chiamate che vengono proiettate sullo sfondo di questo palco spoglio da qualsiasi orpello scenografico, sono composte da una serie di moniti che i genitori fanno ai figli, ma che, tramite i filtri applicati al video per renderlo ancora più grottesco, trasformano quelle raccomandazioni in comici e vuoti messaggi di un mondo fatto di luoghi comuni. A terra disegnati con scotch colorato, rosso e blu, due percorsi, due labirinti che si incrociano e che i due bambini seguono meticolosamente senza mai saltare una tappa, rappresentano i loro doveri quotidiani, gli impegni extrascolastici da seguire con cadenza plurisettimanale e che costituiscono tutto il loro mondo dal quale sono impossibilitati a fuggire. Ed è in una di queste occasioni di svago, il sabato pomeriggio al centro commerciale, che i due bambini vengono lasciati al parco giochi Hakuna Matata e così tra palline colorate, cereali sparsi ovunque, insomma in un momento di concitato delirio, i due bambini si ritrovano al buio, soli, nel “bosco”. I nostri moderni Hansel e Gretel addormentati in questo bosco ideale che simboleggia tutte le loro paure, la solitudine e l’abbandono, hanno l’occasione di crescere e di poter capovolgere proprio ciò che nel buio sembrava mostruoso e che invece si riesce a identificare come uguale a sé ed è così che “...liberi dalle consuetudini... i bambini sono aperti al mondo”.

Lo spettacolo dalla trama non certo avvincente riesce a tenere concentrato lo spettatore grazie alla bravura degli attori, in particolare i più giovani Filippo Lilli e Dalila Rosa, che vestono i panni di Anselmo e Greta, ragazzini iperattivi e viziati, protagonisti di questa storia di redenzione dove proprio ai bambini spetta di cambiare e ricercare il loro inconscio più puro. Non ci sono streghe cattive ad attirarli con case di pan di zenzero, il bosco all’inizio spaventoso è proprio la loro salvezza, in quanto possono vivere l’assenza di tutti quei condizionamenti, in primis i distratti e vanitosi genitori, che li portavano ad essere cosi omologati alla società delle emoticons.

Divertente l’uso delle proiezioni utile a chiarire la storia: dal passato felice della prima famiglia, al secondo matrimonio del marito e alle videochiamate che evidenziano sempre più questo distacco emotivo e di responsabilità che i genitori applicano con i propri figli. Quello che non convince è il tema forse troppo scontato e il finale un po’ semplicistico, avrebbe bisogno di una costruzione drammaturgica più sostanziosa che, forse per rigor del vero, potrebbe avere nella sua versione ufficiale più completa che ha debuttato a gennaio al teatro Vascello e che si viene perdendo nella riduzione più immediata del formato Fringe.

L’impostazione visiva e la caratterizzazione dei personaggi rendono questo spettacolo adatto ad ogni pubblico, molte le risate tra gli spettatori divertiti e coinvolti nei giochi dei ragazzini. Spettacoli per tutte l’età quindi in questa nuova edizione del Roma Fringe Festival.

 

Roma Fringe Festival 2015 - Parco Adriano (Giardini di Castel Sant’Angelo), Roma
Orario spettacoli: ogni giorno dalle 9:00 alle 2:00 di notte
Biglietti: ingresso gratuito all’area, per gli spettacoli 5€

Articolo di Chiara Girardi
Grazie a: Marta Volterra e Eleonora Turco, Ufficio stampa Roma Fringe Festival 2015
Sul web: www.romafringefestival.it - www.romaexpo.it

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