Anna Cappelli - Nuovo Teatro Nuovo (Napoli)

Scritto da  Italia Santocchio Lunedì, 07 Novembre 2011 
Anna Cappelli

Dal 4 al 20 novembre. Continua al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli la rassegna teatrale dedicata alla memoria di Annibale Ruccello, con uno dei suoi spettacoli più belli, “Anna Cappelli”, interpretato magistralmente da Maria Paiato e diretto da Pierpaolo Sepe.

 

 

 

 

 

 

Nuovo Teatro Nuovo presenta

Maria Paiato in

ANNA CAPPELLI

uno studio

di Annibale Ruccello

scene Francesco Ghisu

costumi Gianluca Falaschi

trucco Vincenzo Cucchiara

macchinista Mario Febbraio

elettricista Carmine Pierri

aiuto regia Sandra Conti

regia Pierpaolo Sepe

 

Il teatro di Annibile Ruccello è considerato uno dei pochi e rari esempi, nel nostro paese, di teatro moderno che possa realmente definirsi tale. È un teatro che affonda le sue radici in quello tradizionale, lo innova e lo rivaluta senza mai dimenticare il seme dal quale nasce. E’ sicuramente prova di questo grande talento e di questa preziosa eredità lasciata al teatro partenopeo, tra tante opere, la pièce “Anna Cappelliin scena al Teatro Nuovo sino al 20 novembre.

Si tratta della storia di una giovane che, trasferitasi da Orvieto a Latina per lavorare presso il municipio locale, si innamora del ragioniere Tonino Scarpa con cui condivide l’ufficio e con il quale avrà una relazione amorosa. Sono evidenti fin dai primi istanti i sentimenti che percuotono questa ragazza, oscuri e profondi. Sin dall’incontro con la padrona di casa dove ha preso in affitto una stanza, Anna rende chiaro che in lei ci sono più animi, c’è una continua discrasia tra ciò che realmente è e come invece vuole apparire.

È infatti questa la rappresentazione di una donna malata, soffocata dall’idea maniacale della possessività. Anna Cappelli riconosce se stessa solo attraverso il possesso materiale degli oggetti che sono nella sua disponibilità materiale, che sono “suoi”. Si colloca così in una società consumistica in cui il valore di ogni persona non è dato dalle sue qualità, ma da quanto “possiede”.  L’appartenenza diventa il cardine che lega il soggetto alla sua identità interiore, la donna moderna non vuole più unirsi in matrimonio per coronare quel sogno d’amore fiabesco nè tantomeno per una morale cattolica, ma solo perché, considerato in una chiave prettamente civilistica e giuridica, il matrimonio è un contratto, con il quale i patrimoni di due soggetti  decidono di fondersi, si possiedono. Non parliamo solo di beni valutabili in danaro, ma parliamo di corpi, di legami, di sentimenti, anche questi sono oggetti nella disponibilità materiale del soggetto agente.

È proprio questa interpretazione che giustificherà l’ultimo gesto della protagonista. Di fronte alla dichiarazione di abbandono di Tonino, dopo ben due anni di convivenza nella casa di quest’ultimo, Anna non trova che un’ unica soluzione, quella definitiva, eterna:  per possedere Tonino fino in fondo dovrà mangiarlo, partendo proprio dal cervello, lì dove dovrebbe risiedere forse il sentimento d’amore.  I cambiamenti, l’evoluzione della vita non sono insiti in lei, nulla può cambiare, e ciò che in effetti cambia uscendo dalla sua materiale disponibilità ne perde anche di valore e di legami. Anna, uscita dalla casa natia, persa la sua stanza, ceduta ad una delle sue sorelle,  perde ogni legame con essa. E così anche nei confronti del suo amore, non può accettare una diversa realtà che non sia quella che lei si è impegnata duramente a costruire giorno dopo giorno, meglio addirittura la morte che una vita diversa.

Tutti questi sentimenti appaiano chiari dalla scenografia  funzionale, volta ad esaltare l’egocentrismo della protagonista: tutto ciò viene infatti realizzato tramite un pannello con la scritta enorme “Anna Cappelli” e tanti riflettori puntati sull’azione scenica. La regia richiama di certo quella di Hitchcock, il riferimento infatti è rintracciabile non solo nel modo in cui è stato disposto lo spazio scenico e nelle musiche di sottofondo, ma anche per come lo spettacolo è stato suddiviso in tante piccole scene, curate in ogni piccolo dettaglio.

Spettacolare la scena di Anna che, schiacciata dal peso delle parole di Tonino nel momento dell’abbandono, che si abbattono su di lei come un uragano violento, si aggrappa disperatamente al suo nome scritto sul pannello, l’unica cosa che in fondo ancora possieda veramente.

Il vero grande contributo dato a questo personaggio è però la bravura incontestabile di Maria Paiato, che la rende una delle più brave artiste nel nostro paese. Ha saputo esaltare con una mimica facciale perfetta i mille volti di Anna Cappelli, dando più voci a questo personaggio poco univoco, soprattutto ha messo ben in risalto la guerra interiore che Anna Cappelli vive con se stessa, emozionandoci ancora una volta. Non capita così spesso che tre grandi artisti si possono incontrare in uno spettacolo davvero bello e sicuramente imperdibile.

 

Nuovo Teatro Nuovo - via Montecalvario 16, 80134 Napoli

Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/4976267, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario botteghino: martedì e mercoledì dalle 17.30 a inizio spettacolo, da giovedì a sabato dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 18.00 a inizio spettacolo, domenica alle 16.30 a inizio spettacolo

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 18

 

Articolo di: Italia Santocchio

Grazie a: Raimondo Adamo, Ufficio Stampa Teatro Nuovo

Sul web: www.nuovoteatronuovo.it

 

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