Anelante - Teatro Vascello (Roma)

Scritto da  Lunedì, 21 Dicembre 2015 

Flavia Mastrella ed Antonio Rezza tornano prepotentemente sul palco del Teatro Vascello di Roma con la nuovissima produzione "Anelante". In scena per sei settimane, dal 9 dicembre al 17 gennaio, dopo il debutto torinese, e pronti per una lunga tournée nazionale, che toccherà tra gli altri il Teatro Elfo Puccini di Milano, il Teatro Duse di Bologna, il Puccini di Firenze, il Teatro Metastasio di Prato, il Teatro Massimo di Cagliari ed il Teatro Astra di Vicenza. "In uno spazio privo di volume, il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella. Non c'è dialogo per chi si parla sotto. Un matematico scrive a voce alta, un lettore parla mentre legge e non capisce ciò che legge ma solo ciò che dice. Con la saggezza senile l'adolescente, completamente in contrasto col buon senso, sguazza nel recinto circondato dalle cospirazioni. Spia, senza essere visto, personaggi che in piena vita si lasciano trasportare dagli eventi, perdizione e delirio lungo il muro. Il silenzio della morte contro l'oratoria patologica, un contrasto tra rumori, graffi e parole risonanti. Il suono stravolge il rimasuglio di un concetto e lo depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale".

 

Teatro Vascello presenta
RezzaMastrella la nuova produzione
ANELANTE
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat di Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Mattia Vigo
organizzazione Stefania Saltarelli
macchinista Andrea Zanarini
una produzione TSI La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello - Fondazione TPE - RezzaMastrella


Antonio Rezza e Flavia Mastrella invadono il Teatro Vascello con la loro ultima creatura sovversiva. Immaginando il loro pensiero: “se è anarchica la chiameremo Anelante”. La platea eterogenea è carica di aspettative e accoglie l'apparizione del folletto surreale con un entusiasmo pronto ad esplodere, così come lapilli. Flavia Mastrella ha tessuto la sua tela da “stress&stripes”, come un Tetris, si presta ad incastonare continuamente i propri tasselli, creando porte, finestre, monitor… dalla trama cercan di fuggire braccia, teste, piedi, i padroni di casa sono dei… sederi, che, come sottolinea il mefistofelico Gollum, offrono più certezze di qualsiasi dogma.

Rezza avvolge il palco con la sua energia offrendo, in primis, la sua anima grottesca ad un matematico sconclusionato che vaneggia formule, si interroga sui teoremi della vita, che non tornano. Fa satira sui summit dei cosiddetti grandi della Terra, G20...G8…G5… colpiti e affondati (tutti gli altri). Per la prima volta, oltre alla sua vittima predestinata, Ivan Bellavista, la scena è arricchita da altre... ehm… facce: Manolo Muoio, Chiara A. Perrini ed Enzo Di Norscia. Come burattinaio li lascia agitare, tirando fila immaginarie ed immaginifiche, li guida la sua voce ininterrotta, logorroica, alla quale egli stesso non riesce a ribellarsi.

L'ensemble riesce a trasmettere la voluta ansia ed inquietudine di una società farraginosa e complessa come un cubo di Rubik, che gira e si arrocca su se stessa, si specchia nell'ipocrisia per nascondersi dietro l'ombra della consapevole ed immodificabile mediocrità umana. Loop corporei che ottenebrano il pensiero, un ego invadente che non dà tregua all'anima e la anestetizza dietro un flusso ininterrotto di parole. Il pubblico lo segue partecipe fino al punto centrale dello spettacolo in cui Rezza si lascia sedurre da una provocazione, forse troppo basica e reiterata, spiazza la platea, che replica con un silenzio interdetto.

"Anelante" accende i suoi fari su una società da scartare con alienazioni, chiarimenti porno-funerari; tutto questo non merita di essere tenuto all'esterno da noi? Rezza si chiude in un guscio, uno scafandro fetale, in cui, malinconicamente, prova a prendersi cura del proprio io, sopraffatto dalla costante, urgente necessità di mostrarsi altro da sè, per sopravvivere nella giungla rispettabile borghese. Rezza e Mastrella ci urlano che siamo finti e sopprimiamo chiunque provi a mantenersi vero, vivo. La sottile e ricercata satira della non-drammaturgia “Rezziana” che lo ha distinto e fatto apprezzare negli anni, appare, però, solo a tratti in quest'ultimo lavoro, sicuramente anche a causa di un'evidente rivoluzione innescata nel suo modo di concepire la scena. Vale, comunque, sempre la pena immergersi nel suo grottesco per ricordarci in cosa ci dimeniamo.

 

Teatro Vascello - via Giacinto Carini 78, 00152 Roma (zona Monteverde Vecchio)
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 06/5881021 - 06/5898031, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18 (riposo il lunedì, il 15-24-25-29 dicembre 2015 e il 12 gennaio 2016); Capodanno 31 dicembre 2015 ore 21 (dalle ore 20 Apericena, 21.30 spettacolo, 23.30 brindisi con dolci natalizi per festeggiare il capodanno; costo della serata 60 euro)
Botteghino: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato; lunedì dalle 9 alle 18; sabato dalle 11 alle 21,30; domenica dalle 14 alle 19
Biglietti: intero€ 20, ridotto over 65 € 15, ridotto studenti e gruppi di un minimo di 10 persone (i biglietti per i gruppi devono essere ritirati un giorno prima da un capogruppo) € 12

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Chiara Crupi, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.teatrovascello.it

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