Socrate il sopravvissuto/come le foglie - Piccolo Teatro Studio Melato (Milano)

Scritto da  Sabato, 14 Aprile 2018 

Dall’11 al 15 aprile. Dopo “Virgilio brucia”, presentato al Piccolo nel gennaio 2016, il Teatro Studio Melato torna a ospitare una produzione Anagoor, “Socrate il sopravvissuto/come le foglie”, una riflessione sulla scuola e la formazione delle coscienze attraverso il filtro della filosofia e della tragedia. La compagnia ha vinto il Leone d’Argento 2018 per il Teatro alla Biennale di Venezia.

 

SOCRATE IL SOPRAVVISSUTO/COME LE FOGLIE
dal libro di Antonio Scurati “Il sopravvissuto”
con innesti liberamente ispirati a Platone, Cees Nooteboom e Georges I. Gurdjieff
regia di Simone Derai
con Marco Menegoni, Iohanna Benvegna, Marco Ciccullo, Matteo D’Amore, Piero Ramella, Margherita Sartor, Massimo Simonetto, Mariagioia Ubaldi, Francesca Scapinello
costumi Serena Bussolaro e Simone Derai
musiche e sound design Mauro Martinuz
video di Simone Derai e Giulio Favotto
con Domenico Santonicola (Socrate), Piero Ramella (Alcibiade), Francesco Berton, Marco Ciccullo, Saikou Fofana, Giovanni Genovese, Elvis Ljede, Jacopo Molinari,
Piermaria Muraro, Massimo Simonetto
maschere Silvia Bragagnolo e Simone Derai
riprese aeree Tommy Ilai e Camilla Marcon
concept ed editing Simone Derai e Giulio Favotto
direzione della fotografia e post produzione Giulio Favotto / Otium
drammaturgia Simone Derai e Patrizia Vercesi
produzione Anagoor 2016
co-produzione Festival delle Colline Torinesi, Centrale Fies
e con il supporto di Bando ORA! Linguaggi Contemporanei produzioni innovative

 

Lo scheletro portante dello spettacolo è costituito da alcune pagine tratte dal romanzo “Il sopravvissuto” dello scrittore e filosofo napoletano Antonio Scurati e dal “Fedone” di Platone. Un grande ossimoro, dunque, in cui a Socrate, che muore per sua stessa mano compianto dai suoi allievi, è contrapposta la vicenda di Andrea Marescalchi, professore di filosofia e unico sopravvissuto alla furia omicida dell’allievo Vitaliano Caccia, che durante il suo esame orale di maturità spara al resto della commissione d’esame.

Al chiasmo di base Socrate - insegnante/allievi – Vitaliano Caccia, la compagnia veneta nata nel 2000 interseca spunti e rimandi allo scrittore contemporaneo olandese Cees Nooteboom e al filosofo e mistico Georges Gurdjieff, la cui figura è curiosamente assimilabile a quella di Socrate, se non altro per lo stretto rapporto con la sua cerchia di allievi.

La scena del Teatro Studio Melato è trasformata in una classe, una classe come migliaia di altre in Italia e nel mondo; un fondale scuro, uno schermo di proiezione e tre file di tre banchi ognuna, che si popolano di studenti mentre il professore parla dei genocidi perpetrati nel XX secolo. A lezione finita gli studenti, annoiati?, si addormentano, scivolando pian piano dalle sedie e sotto i banchi, dando fattivamente inizio alla dimensione onirica dello spettacolo. Sì, perché, anche se la vicenda - che si srotola e riarrotola nel tempo seguendo i ricordi a ritroso di Marescalchi con l’aggiunta di flashback nel periodo socratico -mantiene la sua ambientazione scolastica, non possiamo veramente dire che questa classe esista, né che gli alunni siano reali o che lo sia lo stesso Marescalchi. Stiamo per caso assistendo a un sogno della mente traumatizzata dell’insegnante? Ai suoi ricordi, alle sue riflessioni sulla possibile motivazione che ha spinto un adolescente a un gesto così drammatico? L’istinto è quello di affermare che ciascuno ha la sua risposta, ma è la conclusione a cui arriva Alcibiade durante lo spettacolo (e nell’ “Alcibiade I”), e Socrate non sembra accettarla di buon grado. Mai rispondere a Socrate con una generalizzazione.

Tra ritualità mistiche, trance dance e foto di classe, la compagnia Anagoor indaga sulla questione di cruciale importanza dell’ educazione/istruzione dal punto di vista di chi, tra tutti, è il più gravato dal peso della responsabilità: il maestro. Che cosa è egli tenuto a dare ai suoi allievi? Come deve porsi con loro? Può un essere umano - per sua stessa natura ignorante e pieno di dubbi - guidare altre menti? Cosa si è rotto, se mai si è rotto qualcosa, nel rapporto tra insegnanti e allievi?

Il gusto classico, sublimato dal materiale video proiettato sullo schermo a fondo sala, di “Socrate il sopravvissuto/come le foglie” è apprezzabile e conferisce una certa eleganza a uno spettacolo che appare senza dubbio ermetico e non facile da decifrare. La fluida alternanza tra la realtà e ciò che reale non è, tra quello che si trova dentro la mente e ciò che accade al di fuori di essa, non desterebbe problemi di comprensione poco superabili, se i rimandi dello spettacolo non fossero così tanti e soprattutto così raffinati da sfuggire, nella loro natura di rimandi, ai più. Se la storia di Socrate è più o meno conosciuta nella cultura occidentale e quella narrata nel libro di Scurati è facilmente assimilabile per la sua contemporaneità, le citazioni implicite e spesso sfumate a Gurdjieff e Nooteboom cadono sul pubblico a ciel sereno, più o meno come una delle studentesse che viene sommersa dai libri sulla scena. Lo spettatore, distratto dal grande quantitativo di informazioni che gli viene gettato addosso, non capisce, annaspa nello sforzo di cercare un senso per quello che vede e sente e alla fine dell’ora e quaranta minuti dello spettacolo non riesce che a prodursi in un applauso poco convinto, forse per non sfigurare nei confronti degli altri membri del pubblico o forse perché egli stesso vuole convincersi di aver capito il significato di “Socrate il sopravvissuto”. Insomma, un non sapere di non sapere*.

L’ultima produzione di Anagoor potrebbe essere più apprezzata nella sua interezza fornendo al pubblico una qualche direttiva interpretativa - un foglio o una brochure contenente almeno le note di regia - prima di approcciarsi allo spettacolo. Un Socrate di carta, insomma, che ci spinga a districare una matassa decisamente ingarbugliata.

Note:

Il sopravvissuto: romanzo di Antonio Scurati pubblicato nel 2005 e vincitore del Premio Campiello nello stesso anno, si ispira liberamente alla sparatoria avvenuta nel liceo americano Columbine. Il narratore è il professore di filosofia Andrea Marescalchi, che è l’unico sopravvissuto alla sparatoria avvenuta ad opera dello studente Vitaliano Caccia durante il suo esame orale di maturità. Marescalchi riflette sulle motivazioni dello studente.

Fedone: uno dei più famosi dialoghi di Platone, scritto nel IV secolo a.C. Racconta l’epilogo terreno di Socrate, che è stato condannato a morte dalla città di Atene. Il filosofo beve una coppa di cicuta e muore, in prigione, attorniato dai suoi allievi che piangono per lui.

Platone: Atene, 428 - 348 a.C. circa. Uno dei più famosi allievi di Socrate e maestro di Aristotele.

Socrate: Atene, 470 - 399 a.C. circa. Filosofo della Grecia antica, uno dei più importanti esponenti della filosofia occidentale. Il suo metodo di indagine si fonda sul dialogo e sulla contestazione per indagare principalmente i concetti morali fondamentali. Non ha lasciato opere scritte e conosciamo il suo pensiero attraverso le opere dei suoi allievi, tra cui spiccano quelle di Platone.

Cees Nooteboom: 1933, scrittore olandese di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. Il romanzo a cui si ispira lo spettacolo è “La storia seguente”, pubblicato nel 1993, in cui un professore che è stato costretto ad abbandonare la scuola si sveglia inspiegabilmente a Lisbona (mentre era andato a dormire in un albergo di Amsterdam) e poi si ritrova altrettanto inspiegabilmente a condividere un viaggio in America Latina con altri passeggeri.

Georges Gurdjieff: 1872 - 1949, filosofo, mistico, danzatore, scrittore e maestro di danza greco armeno, che vive a lungo in Turchia e in Francia, dove fonda una sua scuola, l’Institut Gurdjieff. Il suo insegnamento prende le basi dal sufismo, dalla scuola mistica islamica, dalle altre tradizioni religiose, ma anche da esoterismo, filosofia, tecniche psicofisiche e meditative. Gurdjieff teorizza che la vita umana è generalmente vissuta in uno stato simile al sogno e idea uno specifico metodo per ottenere un livello superiore di vitalità. Tra i suoi allievi ricordiamo la scrittrice PL Travers e la poetessa Katherine Mansfield.

Alcibiade I: altro famoso dialogo attribuito a Platone, risalente al IV secolo a.C. Socrate dialoga con il giovane Alcibiade su alcuni concetti fondamentali, come la differenza tra giusto e sbagliato.

…non sapere di non sapere: sempre nell’Alcibiade I, Socrate esprime una delle sue più famose frasi, il sapere di non sapere. Nell’articolo se ne trova una rielaborazione.

 

Piccolo Teatro Studio Melato - Via Rivoli 6, 20100 Milano
Per informazioni e prenotazioni: da lunedì a sabato 9.45-18.45; domenica 10-17 servizio telefonico allo 02.42.41.18.89
Orario spettacoli: mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro
Durata spettacolo: 100 minuti

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Valentina Cravino e Edoardo Peri, Ufficio stampa Piccolo Teatro di Milano
Sul web: www.piccoloteatro.org

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