Amorica - Teatro Caboto (Milano)

Scritto da  Martedì, 01 Dicembre 2015 

Cantando in inglese, cinque donne e tre uomini di varie età appaiono sul palco del Teatro Caboto in mutande (e reggiseno) coi loro abiti sottobraccio e, sempre cantando con calma, cominciano a vestirsi e indossano abiti tipici di una certa borghesia del secolo scorso. “…I feel I’m ready for my love” conclude il brano. Da questo momento in poi un buio quasi totale sarà il segno che è in corso un cambio di scena, e ce ne saranno moltissimi nel corso di questa lunga storia che ripercorre il Novecento vissuto dalla parte degli Stati Uniti d’America, a partire dal tentativo di uscire dalla grande crisi economica del ’29, con il sopraggiungere poi di una guerra mondiale e fin quasi alla fine del secolo scorso. Il punto di vista è quello di una famiglia potente e ricca, ma anche la vita di chi le gravitava attorno per vari motivi trova spazio in "Amorica", spettacolo in cui si svelano i retroscena del presidente americano Franklin Delano Roosevelt.

 

Lyra Teatro presenta
AMORICA
regia e drammaturgia Laura Tanzi
con Claudio Coco, Marcella Di Marzo, Aurella De Rosa, Ana Gàrate Rubio, Valentina Guarino, Maria Helga Nutolo, Demetrio Triglia, Mauro Vaccari

 

Laura Tanzi è la giovane regista che ha scritto questo testo e l’ha diretto con passione, solo che lei considera “una recitazione molto enfatizzata” quella che io definirei “da fumetto” senza nulla togliere all’operazione: non solo va apprezzato l’impegno della compagnia tutta ma, tutto sommato, rendere così comica una storia che va dal tragico al grottesco può rappresentare una soluzione inconsueta ed accattivante. A cominciare dall’inizio in cui Anna, la figlia del noto presidente, chiede a Lorina, una donna anziana e chiaramente malata, se è disposta a cedere le lettere che le scriveva sua madre, la moglie del presidente di cui Lorina era stata collaboratrice ai tempi delle elezioni del marito come ufficio stampa. L’incontro provoca i ricordi e si parte da quegli anni lontani con una Lorina molto giovane e attiva, giornalista del Washington Post che tenta di scalare la carriera con degli scoop.

Anche Harold, un altro giovane giornalista, vuole diventare direttore e sembra pronto a tutto per ottenere quel posto, specialmente per non farsi togliere il posto da una donna. Entrambi a quanto pare non saranno onestissimi: lei diviene una stretta collaboratrice di Eleanor Roosevelt, detta Ellie, tanto da diventarne amica del cuore. Anzi, in effetti, Lorina si innamora proprio, mentre Ellie ci gioca per farsi aiutare dalla brillante giovane piena di idee che la renderà una eroina delle donne americane. Ma Harold fa di peggio: costringe la sua ragazza a diventare la segretaria di Franklin Delano Roosevelt per ottenere in anteprima ogni notizia e portare a un aumento delle vendite grazie ad articoli con la sua firma; per riuscirci infine la ragazza andrà addirittura a letto col presidente e si faranno scoprire dalla moglie, Ellie.

Curiosamente, vedere in faccia l’ipocrisia del potere, oggigiorno e specialmente nel nostro Paese, fa francamente quasi ridere se non fosse che dovremmo indignarci di esserci sempre fidati di individui squallidi e incapaci di controllore i propri impulsi quando si trovano a dover guidare un Paese enorme e potente come gli Stati Uniti d’America… pardon, d’Amorica! La drammaturgia si svolge con numerosi cambi di scena, ci fa conoscere da vicino quanto il futuro presidente, in scena ben interpretato da Demetrio Triglia, fosse legato alla madre, ci tenesse tanto al suo bel fisico, fino a quando è colpito dalla poliomielite e finisce dopo un periodo di tempo sulla sedia a rotelle. Progressivamente non sarà neppure più in grado di ragionare bene, come dimostra una agghiacciante scena in cui, alla fine della guerra, le massime potenze devono suddividere i nuovi confini e, parlando della Polonia, il povero Frank viene imbrogliato dagli altri che hanno compreso quanto sia divenuto fragile e malato.

Molto brave le attrici che interpretano i ruoli principali di Ellie e Lorina. Divertentissimi sono però due personaggi del tutto inventati ma straordinari: provocano loro l’inizio della storia nel 1968 ma avrebbero dovuto cominciare nel 1933, solo che hanno sbagliato spazio temporale. Sono un maschio e una femmina coloratissimi, lei parla spagnolo ed è Yin, lui parla calabrese ma canta in sardo ed è Yang. Yin e Yang vorrebbero aiutare uno dei personaggi, cioé Lorina, a non commettere gli errori che la porteranno a un triste destino. Ma, nonostante le voci e i sogni coi quali tentano di contattarla, non riusciranno a modificarne il destino. Questi i nomi del divertente cast: Claudio Coco, Marcella Di Marzo, Aurella De Rosa, Ana Gárate Rubio, Valentina Guarino, Maria Helga Nutolo, Demetrio Triglia e Mauro Vaccari. La storia che ci scorre davanti agli occhi non è nota a tutti, forse molti faticano a seguire gli eventi che peraltro sono incredibilmente verosimili e documentati, per quanto in molti casi resi con grande pathos e talvolta come un fumetto. Si conclude con un’altra bella canzone cantata da tutti in inglese mentre gli attori si spogliano dei loro abiti e se ne vanno via in mutande, come se niente fosse.

Eppure l’opera voluta da Laura Tanzi e creata grazie alla compagnia Lyra Teatro permette di riflettere e considerare come i difetti umani, proiettati su personaggi che la storia quasi sempre ci consegna come ‘eroi’, contribuiscano a dipingerli come individui pieni di difetti squallidi e comuni ai più, solitamente denunciati con indignazione ma poi praticati quasi sempre da tutti, prima o poi. Tradimenti, bugie, imbrogli, fallimenti camuffati da vittorie, ricatti fatti passare per accordi. Ognuno ha qualcosa da nascondere e una vita spesso rovinata dalle ambizioni o da amori sbagliati. Al termine il pubblico, che ha gradito con applausi a scena aperta, offre un ultimo lungo applauso per l’interessante commedia che termina proprio con una scena di Yin e Yang, che abbandonano quel periodo storico per spostarsi a salvare un’altra donna, una bionda pure lei coinvolta con un presidente degli Stati Uniti. “Non sarà quello che viene ucciso, prima lui, poi suo fratello e poi lei muore?” chiede con rabbia e in spagnolo Yin. “Sì, quello” le risponde mitemente Yang. “Eh, ma allora non c’è niente da fare pure là, dai…!”.

 

Teatro Caboto - via Caboto 2 (angolo Piazza Po), Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/70605035, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal 19 al 21 novembre ore 21, domenica 22 novembre alle 16

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Ufficio stampa Raffaella Meazzi
Sul web: www.teatrocaboto.com - www.lyrateatro.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP