Amore - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 15 Ottobre 2016 

Da Messina con “Amore”: l'ottavo testo della ventennale compagnia Scimone Sframeli approda al Teatro India di Roma (dall’11 al 16 ottobre) ed è, a tutti gli effetti, un atto d'amore che non può non essere ricambiato.

 

AMORE
di Spiro Scimone
regia Francesco Sframeli
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber
scena Lino Fiorito
disegno luci Beatrice Ficalbi
regista assistente Roberto Bonaventura
realizzazione scenica Nino Zuccaro
produzione Compagnia Scimone Sframeli
in collaborazione con Théâtre Garonne Toulouse

 

Misura, grazia e profondità contraddistinguono "Amore", l'ottavo spettacolo della compagnia Scimone Sframeli di Messina. L'assunto, ribadito tra le pieghe ironiche e anche francamente divertenti del testo, è che la vita vola: perché trattenersi? Più nello specifico: perché trattenersi dall'amare? Prima che sia troppo tardi. Prima che ci si dimentichi come si bruciava di passione o che non sia più possibile ardere.

Le coppie sono due e il problema è non identico, ma simile: in entrambi i casi, qualcuno ha fatto "da pompiere" sulla passione tra i due, in entrambi i casi per paura. Tra tutti, solo la donna, simbolo di fertilità e di vita, pronuncia la parola centrale, "amore". Lo fa quasi ad ogni battuta e forse in un primo momento, ancora in cerca di un contesto, potrebbe sembrare un semplice intercalare. Ma più si procede, più quella parola ritrova il suo senso.

Le due coppie (due vecchietti e un pompiere e il suo comandante) ci arrivano, alla fine, a questa conclusione, e trovano la pace. Non si agitano, non si stracciano le vesti, ma i loro rimpianti, le loro pene così fattualmente ripercorse diventano profondamente nostri mentre, ascoltando, li immaginiamo.

Ridiamo perché i vecchietti, da giovani, vivevano con tale passione il loro amore da combinare disastri tali da richiedere l'intervento dei pompieri. Ridiamo perché, con magistrale allusività, i due pompieri rievocano quello che accadeva "dietro l'autobotte". Intanto i nostri neuroni specchio si mettono in moto. Come non riconoscersi nel ricordo del pompiere che a tutti i colleghi spalmava la crema contro le irritazioni, tranne proprio a quello a cui più di tutti avrebbe voluto spalmarla?

La vecchietta ricorda al compagno di una vita i loro momenti più accesi, ma questi non li ricorda. Il pompiere confessa al comandante tutti quei momenti in cui avrebbe voluto, ma non ha potuto, e dei quali il comandante non sembra essersi accorto. Ma siamo in un cimitero, e quei letti sono proprio delle tombe, quei cipressi sullo sfondo sono quattro, come i personaggi. La morte li ha colti e, avendo perso tutto, possono esporsi, possono aprire il proprio cuore all'altro senza remore (e, nel caso della vecchietta, dire finalmente qualche parolaccia). Prendendo forza l'una dall'altra, le due coppie ritrovano il calore di un tempo o un tempo chetato. Talmente urgente è il bisogno di vivere l'amore, da non essere mai troppo tardi per provarci, anche dopo la morte.

Tutto, in questo spettacolo, trasuda la saggezza della maturità. La pacata sfrontatezza della vecchietta, l'allusività mai accusatrice del pompiere, la semplicità complessiva, la metafora scoperta ma non troppo dei pompieri e persino gli stilemi propri dei testi di Scimone - la matematica ripetizione delle parole e dei concetti non è solo questione d'atmosfera, è il mezzo, necessario, con cui i due elementi propositivi delle coppie s'adoperano per risvegliare il ricordo o la consapevolezza negli altri due e il mezzo, anche questo necessario, per incidere nell'animo dello spettatore l'invito a fare la cosa al tempo stesso più semplice e più complicata tra tutte: vivere.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 11 - 12 - 13 - 14 ottobre ore 21, 15 ottobre ore 19 e ore 21, 16 ottobre ore 18 e ore 20
Biglietti: posto unico intero 18 € - under35, over65, convenzioni 16 €, scuole e studenti 14 €
Durata: 50 minuti

Articolo di: Pietro Dattola
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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