Amleto² - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Venerdì, 13 Luglio 2012 
Amleto

Dal 10 al 15 luglio. Filippo Timi presenta una nuova edizione di Amleto: una rilettura dove ogni gesto o parola diventa gioco e voce personale, provocazione intelligente, “helzapoppin” ad alta gradazione di divertimento. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, folle e colorato. Di fronte alla tragedia lo spettatore ha solo due possibilità di scelta: soccombere o esplodere nel massimo della vitalità.

 

 

Produzione Teatro Franco Parenti presenta

AMLETO²
Nuovo allestimento dello spettacolo Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches prodotto nel 2009 da Santo Rocco & Garrincha con la collaborazione alla regia di Stefania De Santis

di e con Filippo Timi

e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Luca Pignagnoli, Elena Lietti

luci Marcello Jazzetti

assistente alla regia Fabio Cherstich

secondo assistente alla regia Raphael Tobia Vogel

direttore dell’allestimento Emanuele Salamanca

direttore di scena Armando Tortora

elettricista  Mirco Segatto

fonico Matteo Simonetta

sarte Simona Dondoni e Ginevra Danielli

 

Ma come si diverte Filippo Timi! Prende l’Amleto e lo stravolge, c’infila dentro delle plasticose Barbie che ricordano un po’ Marilyn e che fanno il loro ingresso a sipario chiuso come se fosse avanspettacolo. Si fa accompagnare da una colonna sonora a dir poco prestigiosa – da Comunque Bella di Lucio Battisti alla versione da pelle d’oca di Nothing compares to you del maestro del jazz americano Jimmy Scott.

Rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si svolge questo elogio della pazzia. Sì. Pazzo, pazzo, pazzo da legare Timi che per la seconda volta si presenta al pubblico nelle vesti del principe pazzo (appunto) e c’è da dire che il dissennato, Filo, lo sa fare davvero bene.

Con gli occhi fuori dalle orbite, un sacco di tic, risate nevrasteniche, l’attore-regista (dimagritissimo per esigenze cinematografiche parallele) entra ed esce dalla scena, ride da copione e ride di sé quando improvvisa, anche nel momento in cui cerca la spada e non la trova e si prende in giro perché, come tutti sanno, oltre che essere balbuziente (ma magicamente non sul palco) è anche mezzo cieco.

La rivisitazione dello spettacolo pop del 2009, il cui titolo era già tutto un programma, colpisce ancora. Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioches, molto Marie Antoinette, diventa ora Amleto². Molto più accentuato, qualche ‘gag’ aggiunta (riferimenti a Banfi, Boldi, peti che non finiscono mai, il principe che cerca moglie, ma anche marito, che importa, non si vergogna di mostrare le sue latenze). Molto più matematico e calcolato.

Già. Ridere o non ridere, questo è il problema (per dirla proprio all’Amleto). Il personaggio shakespeariano secondo Filippo Timi fa ridere, è vero, diverte quel protagonista matto, eterno Peter Pan, un po’ assatanato e tanto capriccioso. È che però il pubblico ormai non fa più distinzione alcuna. Nel senso che questo Timi a teatro è ormai un cult, Filippo (sono passati anni) è già quel fenomeno commerciale richiesto dappertutto e che gioca con il suo personaggio. Si diverte, non solo sul palcoscenico. Poco importa se questo Amleto fu una sorta di vero grande esordio di qualche anno fa. Poco importa se, allora, in sordina, portò un esperimento in grado di divertire davvero e di rivoluzionare, stravolgendo persino Shakespeare. Adesso Timi è quello che a teatro porta ‘Favola’ (in Amleto la stessa attrice, Lucia Mascino, talento di rara precisissima bravura) in cui strizza l’occhio alle mode del momento (perché sa che è così che va) o al pubblico queer (perché sa che è soprattutto a quel pubblico che lui piace). Insomma è più spavaldo di prima, continua a gonfiarsi, Amleto è ancora più gay. L’attore è eccezionale, sul serio, ma si burla anche del pubblico che – almeno questa è la sensazione – ride un po’ a prescindere perché lì c’è Filo, che sa e ha saputo come giostrare chi gli batte le mani. Che resta di Timi? Un professionista, ammettiamolo, ma che ha fatto il suo scivolone nel jet set e chissà se ne riuscirà fuori.

Che resta di Amleto, invece? Tra le risate, leggerezze e drammi che si fondono insieme e che entrambi lasciano il segno. Come il monologo di Ofelia in cui racconta il suo annegamento. Straziante, in grado di ammutolire. O come il re matto che nel mezzo della dichiarazione d’amore si lascia andare accennando a Banana Song di Harry Bellafonte.

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) – via Pier Lombardo 14, 20135 Milano

Per informazioni e prenotazioni:

telefono biglietteria 02/59995206, orari biglietteria dal lunedì alla domenica ore 10-19

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.45, domenica ore 18

Biglietti: poltronissima €30, primo settore €25, secondo settore €15, over60 €12,50

 

Articolo di Andrea Dispenza

Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti

Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

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