Americani - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Sabato, 01 Ottobre 2016 

Dal 27 settembre al 30 ottobre. “Americani” è una feroce rappresentazione del mondo degli affari e dell’avida e competitiva società americana, per la quale David Mamet nel 1984 ha ricevuto il Premio Pulitzer e dalla quale nel 1992 ha tratto la sceneggiatura per il film diretto da James Foley con Al Pacino, Jack Lemmon, Alec Baldwin e Kevin Spacey. Un affresco che Luca Barbareschi traduce in chiave nazionale: la vicenda viene ambientata nel rampantismo crudele degli anni Ottanta con quell’incedere nevrotico che accompagna la vita quotidiana degli uomini d’affari. Nella versione italiana il testo e la regia portano alla luce una compassione per uomini fragili e disperati costretti a travestirsi da lupi, con un incommensurabile bisogno di solidarietà. Interpretato magistralmente, soprattutto da Sergio Rubini.

 

Produzione Teatro Eliseo presenta
AMERICANI
Glengarry Glen Ross
di David Mamet
traduzione di Luca Barbareschi
adattamento di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi
con Sergio Rubini, Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari
e con Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi, Giuseppe Manfridi, Federico Perrotta
scene Paolo Polli
costumi Silvia Bisconti
luci Iuraj Saleri
regia Sergio Rubini

 

Per risollevarsi da una difficile situazione economica, il capo di un’agenzia immobiliare lancia una sfida a tutti i dipendenti: chi riuscirà a vendere di più avrà in premio una Cadillac (che nella versione italiana diventa una Mercedes 190), il secondo vincerà un servizio di coltelli da bistecca, per tutti gli altri sarà licenziamento imminente. Tra i dipendenti si scatenano subito l’ira e il panico.

«È una critica alla società capitalistica - spiega Rubini - Mamet è stato un vero profeta e io non attualizzerò la storia, ho solo scelto di trasportarla in Italia. È un reperto che ti impressiona e che anticipa le bolle economiche, i mutui subprime, la Lehman Brothers, il naufragio dell’economia folle. Racconta di sette personaggi, figure di poveracci che un sistema disumano creato dagli umani costringe a sgomitare per restare a galla.»

In questa edizione, tradotta per il teatro da Luca Barbareschi, sfilano artisti dalla grande personalità: Sergio Rubini che ne cura la regia, Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi, Giuseppe Manfridi e Federico Perrotta.

Mamet è come il jazz e le partiture accompagnano soprattutto il primo atto, rappresentazione di quadri espositivi con interventi musicali e quasi una “danza” stilizzata: un teatro come una coreografia. I personaggi si incontrano al bar a coppie e con i loro alterchi introducono le sfaccettature delle tematiche del secondo atto. Nella prima parte, cadenzata e un po’ lenta, emerge subito la forza di questa regia: interpretazione grandiosa di tutti gli attori tra i quali spicca la figura di Sergio Rubini, nella sua disperata ironia, goffaggine di uomo fragile, piccolo piccolo e illuso di poter ancora credere in se stesso o semplicemente in qualcosa.

Interessante l’allestimento curato e raffinato: più rappresentazione disegnata nel primo atto con lo sfondo rosso e le luci soffuse; più realistico nel secondo atto, in cui viene ritratto un ufficio di agenzia con una finestra che guarda su uno scorcio di città. Fedele la ricostruzione dello spirito di quegli anni Ottanta, con la loro volgarità tronfia e strafottente nel linguaggio infarcito di parolacce da esibizione; gli abiti firmati e un po’ rigidi; i modi affettati e falsamente amicali, quando l’auto aziendale era ancora uno status symbol e al ristorante si andava sia a pranzo che a cena. Ma soprattutto c’è la ricostruzione di una mentalità che ci ha resi troppo americani, senza nessuna leziosità. Il secondo atto cresce ritmicamente con un climax dettato dal furto sospetto nella notte di alcuni contratti nell’agenzia, evento che scatena una lotta all’ultimo coltello tra colleghi, svelando la profonda solitudine del venditore che non è più un lavoratore con diritti e doveri, ma una macchietta prestata al mercato, pedina di un sistema ineluttabile.

L’anteprima di lunedì 26 settembre, organizzata per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto scorso - che si è conclusa con un assaggio di amatriciana rivista in versione romana con gli gnocchi al posto della pasta e i vini dell’azienda La Tognazza di Gianmarco Tognazzi - è sembrata una metafora al contrario del lavoro solidale, quello degli attori in questo caso, contro la speculazione edilizia e la negligenza amministrativa che non hanno certo causato il terremoto ma gli hanno offerto un terribile assist. Inoltre, come ha sottolineato in apertura Luca Barbareschi affiancato da Gianni Letta, è un messaggio del valore sociale del teatro e della cultura a servizio dell’economia, essa stessa motrice di lavoro.

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20, mercoledì e domenica ore 17, mercoledì 28 settembre ore 20
Biglietti: da 25 € a 40 € - Riduzioni e agevolazioni a norma di legge
Durata: 1 ora e 30' con intervallo

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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