America, il musical - Teatro Italia (Roma)

Scritto da  Domenica, 08 Marzo 2015 

Grandi applausi per "America, il musical", lo spettacolo ideato da Guido Cataldo e Simone Sibillano, rappresentato al Teatro Italia il 24 febbraio. Il lavoro, già vincitore di due premi "Broadway World Italia 2014" è una sorta di documentario sull'emigrazione italiana d’inizio Novecento.

 

Nuovaluna Produzioni presenta
AMERICA, IL MUSICAL
di Guido Cataldo e Simone Sibillano
con Simone Sibillano e Chiara Di Bari
e con Chiara Materassi (nel ruolo di Madre Cabrini)
e con Giorgia Arena, Angelo Barone, Jacopo Bruno, Annalisa D'Ambrosio, Alberto Esposito, Paola Fareri, Corinne Gentile, Arianna Logreco, Massimiliano Lombardi, Mario Moretti, Stefania Paternò, Paky Vicenti, Claudio Zanelli
regia Simone Sibillano
musiche e liriche Guido Cataldo
direzione musicale Guido Cataldo
coreografie Chiara Materassi
aiuto regia Mario Moretti
costumi Bianca Borriello
scenotecnica Eventinscena
disegno luci Giuliano De Lauro
foto Sabrina Cirulli
progetto audio Antonio Mirone
luci Giancarlo Cinque
service Image Entertainment

 

Bartolomeo, Sara, Rosa, Tommaso, Antonio, Bianca, sono solamente alcuni dei personaggi che, con sacrificio, trovano i soldi per prendere la nave che li porterà a percorrere una nuova strada e, di conseguenza, a vivere un futuro migliore. La storia è nota, è quella di tanti italiani che all’inizio del Novecento decisero di rispondere alla disperazione della propria esistenza abbandonando tutto per approdare in una nuova terra, ed "America, il musical" racconta questa realtà, dura ed amara, con tanta poesia e sensibilità. Lo spettacolo, nato dalla collaborazione fra Guido Cataldo e Simone Sibillano, e vincitore di due premi "Broadway World Italia 2014" - miglior partitura (Guido Cataldo) e miglior attore protagonista (Simone Sibillano) - è tornato in scena a Roma, al Teatro Italia, il 24 febbraio, prima di proseguire il suo tour alla volta di altri palcoscenici italiani.

La vicenda viene raccontata da quindici artisti di grande livello, che riescono a far immergere lo spettatore in un’atmosfera particolare, fatta di dolore e di speranza, di frustrazioni e di aspettative. Tre le parti di cui si compone il musical: la prima è ambientata nel meridione italiano, povero e avvilito; la seconda, sul ponte di terza classe di una nave che porta in America; la terza, a New York, dove ogni personaggio individua un nuovo percorso di vita.

Alcuni emigranti partono per cercare fortuna, altri più semplicemente per trovare un lavoro e, con esso, una vita più dignitosa. E poi ci sono quelli che abbandonano il proprio paese per sfuggire ai pregiudizi che la concezione morale dell’epoca imponeva. I destini di questi uomini e donne, che altro non sono se non i nostri padri o nostri nonni, cominciano ad incrociarsi già durante il viaggio. In nuce, si intravede la nascita della piccola comunità che manterrà il legame una volta arrivata alla meta. L’ingenuità di questi italiani all’estero trova la sua espressione più evidente, e più poetica, quando scorgono la Statua della Libertà e credono di vedere in essa la Madonna americana. Approdati ad Ellis Island, arriva anche la prima occasione di smarrimento dovuta ai controlli sanitari legati all’ingresso eventuale, e non certo come si era pensato in un primo momento, in America. Quando è chiaro che le porte del Paese si apriranno, l’impatto verrà attutito dalla presenza di Madre Cabrini, che accompagnerà migliaia di emigranti, diventando il loro sostegno ed il loro punto di riferimento.

Bravissimi i performers che si sono alternati sul palcoscenico di via Bari infondendo vita, sensibilità ed energia ai personaggi di cui sono espressione: Bartolomeo e Bianca, che trovano l’amore lungo la traversata; Rosa Fiore che arriva in America con Tommaso, l’amatissimo fratello disabile; Maria, che a New York scopre la propria chiamata di religiosa; Sara ed Antonio, la coppia che non può avere figli e arriverà a capire che la propria vocazione si trova all’interno dell’orfanotrofio.

Lascia il segno questo documento teatrale sull'emigrazione italiana per diverse ragioni: per la sua dimensione artistica, dovuta all’eccellente realizzazione del progetto ed alla bravura degli interpreti; per l’originalità della trama, argomento normalmente non trattato nell’ambito del genere musical; e per la storia, che ricorda un passato lontano, ma neanche poi tanto, che è parte del bagaglio culturale di ciascuno di noi.

 

Teatro Italia - via Bari 18, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44239286, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Ufficio stampa Claudia Grohovaz
Sul web: www.teatroitalia.info

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