Altrove - Teatro Piccolo Eliseo (Roma)

Scritto da  Domenica, 27 Novembre 2016 

Dal 16 al 27 novembre è andato in scena al Piccolo Eliseo di Roma “Altrove”, scritto e diretto da Paola Ponti - con consulenza al testo di Alessandro Paderno - con Massimo De Lorenzo, Constance Ponti e Mario Russo; le scene sono curate da Sonya Orfalian, le luci da Danilo Facco, le musiche da Alessio Mancini, per questa produzione Compagnia della Luna. L’altrove è un non-luogo, una regione dell’anima, quella del sogno, che può immaginare un “dove” diverso da quello che la vita ci ha assegnato. Attraverso un percorso narrativo complesso e ben orchestrato la storia di degrado di una borgata romana diventa una storia universale e un inno alla vita e alla responsabilità che ognuno di noi ha di prenderla in mano per cambiarla.

 

Produzione Compagnia della Luna presenta
ALTROVE
scritto e diretto da Paola Ponti
consulenza al testo Alessandro Paderno
con Massimo De Lorenzo, Constance Ponti e Mario Russo
scene Sonya Orfalian
luci Danilo Facco
musiche Alessio Mancini

“Altrove è per noi la possibilità di pensare un futuro altro da quello in cui ci troviamo”, spiega l’autrice e regista. Tre personaggi, un cinquantenne cinico e disincantato, un ragazzo che non riesce nemmeno a concedersi la possibilità di sognare e una ragazza che invece dei sogni fa l’unica àncora di sopravvivenza alla sua vita. In una scena che sembra una stanza di giochi dismessi, un parco giochi buio di periferia o forse una rimessa dove si sono accatastati ricordi di un’infanzia mai superata, quasi una metafora, si svolge l’unica scena. Settanta minuti serrati che con grande sintesi ma una forte densità di racconto narrano la parabola di una famiglia e il cambiamento di rotta.

Ben interpretato, con convinzione, lo spettacolo prende avvio da un alterco tra i due personaggi maschili tra i quali l’adulto domina il ragazzo, con arroganza e strafottenza, un linguaggio volgare ma una discreta cultura che contrasta con l’apparenza del personaggio. A mano a mano che si volge la vicenda scopriremo che si tratta di un percorso di letture personali di chi ha dovuto imparare troppo presto a guadagnarsi da vivere, facendo studiare il fratello (professore all’Università di Buenos Aires, Mario, mai più tornato indietro), con una famiglia alle spalle distrutta. Tra il garzone e lo spacciatore ha optato per la seconda possibilità. Oggi, sommerso dai debiti, decide di proporre al ragazzo - solo dopo scopriremo chi sia realmente e quale legame li unisca - un affare che lo risollevi.

Ma il ragazzo - che non ha studiato, spaccia senza drogarsi e ama il flauto perché suona “la musica degli angeli” - si rifiuta di sparare…Nell’attesa del committente del crimine arriva una ragazza, un po’ svalvolata, che dice di cercare un autobus per tornare in centro a Roma. E’ una Parigina che un tassista sembra aver preso in giro e poi lasciato lungo la strada. Tutto sembra strano ma poi scopriremo chi è questa parigina, che viene dalla banlieue e ha il sogno di “morire in centro”, e che non è capitata lì per caso. Sarà lei con le sue domande insistenti e apparentemente ingenue a cambiare il destino del ragazzo e forse dell’anziano, che poi sarà costretto a confessarsi con il giovane. Julie spinge il giovane a provare a sognare, a prendere il coraggio di cambiare il proprio destino e di non rassegnarsi ad essere quello che si è. E’ così che timidamente il protagonista confessa di sognare di suonare nella banda del quartiere e comincia a porsi delle domande.

Lo spettacolo, arguto nell’intreccio, mostra come la vita non sia mai un percorso lineare o un cerchio chiuso ma un gioco che dura poco, troppo poco per lasciarsi andare. Julie sembra dire che porsi la domanda giusta, prendere coscienza dei propri sogni e aver il coraggio di viverli è già in qualche modo realizzarli. Se la vita è così breve che senza accorgercene siamo già morti “La vogliamo anche fare difficile? come dice la ragazza con la battuta che chiude il sipario. Il testo è ben architettato anche per l’effetto sorprendente rispetto al punto di partenza, senza accenni di buonismo o di lieto fine ma al contrario con un finale in sospensione, come sono appunto i sogni. Perché l’importante, sembra dire questo lavoro teatrale, è mantenere aperto il coraggio di porsi domande nella vita.

 

Paola Ponti, attrice, autrice, traduttrice, artista poliedrica. Lo spettacolo “Altrove” segna il suo debutto come regista. Dalla Paolo Grassi al La Mama Theatre negli anni ’90, torna in Italia per collaborare con, tra gli altri, Gabriele Vacis, Giampiero Solari, Lorenzo Loris. E’ fondatrice, con Edoardo Erba e Raffaella Battaglini, del gruppo Teatro Civile vincitore Premio Hystrio 2002. Nel 2011 fonda Malbeck Teatro con Danilo Nigrelli. Con la regia di Nigrelli, drammaturgia di Paola Ponti vanno in scena “Una Cena Armena”, tratto dal libro di Sonya Orfalian e “Traditi”. E’ autrice di “Due agosto, retroscena di una strage” insieme a Valentina Kastlunger. Spettacolo in tournée nelle stazioni italiane; di “1968”con la regia di Serena Sinigaglia e “Lo giuro mentivo” con Roberto Herlitzka; “Hospitality Suite” di Roger Rueff. Con “I nervi di Antigone”, regia di Norma Martelli, comincia la collaborazione con La Compagnia della Luna diretta dal Maestro Nicola Piovani. Sarà in scena al Teatro la Fenicie di Venezia il prossimo giugno 2017 con i due melologhi “Fidelio Off” per la regia di Francesco Micheli e Veronica Franco con le musiche del Maestro Fabio Vacchi.

 

Teatro Piccolo Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, primo mercoledì di replica, giovedì, venerdì e sabato ore 20, mercoledì e domenica ore 17
Biglietti: da 21 € a 30 €

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio Stampa Teatro Eliseo; Marialuisa Giordano e Monica Menna, Ufficio stampa LeStaffette
Sul web: www.teatroeliseo.com

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